Il tumore al pancreas ha appena ricevuto la prima nuova opzione terapeutica in quasi trent’anni. La FDA ha approvato Optune Pax, un dispositivo portatile che applica campi elettrici alternati sull’addome per interferire con la divisione delle cellule tumorali. Niente bisturi, niente nuovi farmaci: si tratta di cerotti adesivi collegati a un generatore. Il trial PANOVA-3, condotto su 571 pazienti e seguito per cinque anni, ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza di due mesi e soprattutto un controllo del dolore significativamente migliore.
Due mesi. Scritto così sembra il margine di una partita persa. E qui serve essere onesti: per chi riceve una diagnosi di tumore al pancreas localmente avanzato, due mesi non sono la guarigione. Ma sono un segnale. Il primo in tre decenni: trattiamolo per quello che è, senza farci illusioni ma accogliendo un nuovo passo avanti.
Come funziona il dispositivo contro il tumore al pancreas
Optune Pax è un dispositivo indossabile sviluppato da Novocure. Il paziente applica cerotti adesivi sull’addome, collegati a un generatore portatile che emette campi elettrici alternati (i cosiddetti TTFields) a una frequenza di 150 kHz e un’intensità tra 1 e 3 volt per centimetro.
Per dare un’idea: il campo elettrico di un laptop arriva tranquillamente a 10 V/cm. Il dispositivo va tenuto acceso almeno 18 ore al giorno.
Il principio è biofisico, non chimico: i campi elettrici disturbano la divisione delle cellule tumorali (che si replicano rapidamente) senza danneggiare quelle sane, che hanno proprietà elettriche e velocità di divisione diverse. Un po’ come disturbare una frequenza radio specifica senza toccare le altre. Il tutto si aggiunge alla chemioterapia standard con gemcitabina e nab-paclitaxel, senza peggiorarne gli effetti collaterali sistemici.
Scheda dello Studio
- Trial: PANOVA-3 (NCT03377491)
- Ricercatore principale: Vincent Picozzi, MD
- Pazienti arruolati: 571 (randomizzato 1:1)
- Rivista: Journal of Clinical Oncology
- Presentazione: ASCO Annual Meeting 2025
- TRL: 9 – Dispositivo approvato FDA (PMA pathway)
- Link fonte: Comunicato FDA
Il tumore al pancreas e i numeri del trial
Nel gruppo trattato con TTFields più chemioterapia, la sopravvivenza mediana è stata di 16,2 mesi contro 14,2 del gruppo con sola chemio. Il tasso di sopravvivenza a un anno è salito dal 60,2% al 68,1%. Attenzione, perché il dato più interessante è un altro: la sopravvivenza senza dolore è passata da 9,1 a 15,2 mesi. Sei mesi in più senza peggioramento del dolore, per una malattia che del dolore fa il suo biglietto da visita.
Gli effetti collaterali principali del dispositivo sono reazioni cutanee sotto i cerotti (nel 76,3% dei pazienti, per lo più lievi) e affaticamento nel 5,1% dei casi. Insomma: niente di paragonabile alla tossicità sistemica della chemioterapia. Il dispositivo non ha aggiunto effetti collaterali ai farmaci già in uso.
Il tumore al pancreas resta un mostro
Ecco, il punto. Due mesi di vita in più sono una buona notizia. Ma il tumore al pancreas resta il terzo killer oncologico: rappresenta solo il 3,3% delle diagnosi ma una quota sproporzionata dei decessi. Solo negli USA, nel 2025 si stimavano circa 67.000 nuove diagnosi e quasi 52.000 morti. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni, per la forma avanzata, è ancora sotto il 5%. Optune Pax non cambia questo dato: lo ammorbidisce appena.
Il pancreas, peraltro, è un organo che sembra progettato per rendere la vita impossibile agli oncologi: nascosto dietro lo stomaco, avvolto da vasi sanguigni vitali, capace di generare tumori che si costruiscono attorno una corazza di tessuto cicatriziale che blocca farmaci e cellule immunitarie. La diagnosi arriva quasi sempre tardi, quando il tumore ha già invaso strutture circostanti. E le terapie sistemiche, come ha detto il CEO di Novocure Frank Leonard, mostrano una scarsa biodisponibilità nei tumori pancreatici.
Servono più soldi per la ricerca. Servono politiche di screening precoce nei soggetti a rischio. Servono combinazioni terapeutiche che uniscano approcci diversi (c’è già chi lavora su gel radioattivi impiantabili, chi sui biomarcatori per la diagnosi precoce, chi sui vaccini a mRNA personalizzati). L’obiettivo non è guadagnare qualche mese. È sconfiggere il mostro. E per farlo, un cerotto elettrico non basta (anche se è un inizio che non avevamo).
Quando e come ci cambierà la vita
Optune Pax è già approvato e disponibile negli Stati Uniti. In Europa l’iter regolatorio è separato e i tempi non sono ancora definiti. Il costo del dispositivo (stimato in decine di migliaia di dollari per ciclo di trattamento) resta un nodo critico per l’accessibilità.
Nel frattempo, Novocure sta testando i TTFields anche in combinazione con immunoterapia (trial PANOVA-4) per il tumore al pancreas metastatico. Se i risultati reggono, il passo successivo sarà capire se questa tecnologia può diventare parte di protocolli multimodali più ampi, non solo un’aggiunta alla chemio.
Approfondisci
Il tumore al pancreas è al centro di molte ricerche che seguiamo su Futuro Prossimo. Leggi anche come un gel radioattivo ha eliminato il cancro pancreatico nei topi, oppure scopri la tecnica che rileva il tumore in fase iniziale nel 95% dei casi. Per la fonte originale dell’approvazione FDA, consulta il comunicato ufficiale.
Trent’anni senza novità, poi un dispositivo che si porta addosso come un cellulare. Il tumore al pancreas non è sconfitto, non ci siamo neanche vicini. Ma per la prima volta qualcuno ha trovato un modo diverso di avvicinarlo e colpirlo.
Il resto (i fondi, la volontà politica, la ricerca che ancora manca) dipende da quanto decidiamo che quei due mesi valgano come punto di partenza, e non come traguardo.