Quanta crema solare serve per stare seduti in ufficio accanto a una vetrata? La domanda sembra assurda, e fino a ieri non aveva una risposta misurabile: da oggi un sensore UV a forma di collana pretende di dargliela, in tempo reale e con tanto di notifica sul telefono (poteva mancare?).
Si chiama The Gem, lo produce una neonata azienda californiana battezzata The90, e dietro c’è una che di cose da mettere addosso alla gente se ne intende: Stacy Salvi, otto anni in Fitbit a cavallo dell’acquisizione da 2,1 miliardi di dollari con cui Google se la portò a casa nel 2021, poi in Movano a costruire l’anello Evie, pensato per il pubblico femminile. Se pensate che è figlia di una dermatologa, capirete che questo è praticamente un cerchio si chiude.
Cosa fa davvero questo sensore UV
Il pendente, una cassa circolare in titanio con finitura argento o oro, misura UVA e UVB in tempo reale. Piccolo ripasso: gli UVB sono quelli che vi scottano in spiaggia, gli UVA sono quelli che invecchiano la pelle in silenzio, e passano anche attraverso i finestrini dell’auto e le vetrate dell’ufficio. L’app costruisce un profilo della vostra pelle e lo incrocia con l’esposizione reale: vi dice quando rimettere la crema, quanto manca alla scottatura, quando il sole vi sta facendo bene e quando ha iniziato a farvi male.
L’idea di fondo non è stupida. L’indice UV del meteo descrive il vostro codice postale, non voi: non sa se siete al sole, all’ombra, dietro un vetro, o in giro per commissioni. Un sensore UV indossabile lo sa. È la stessa logica che ha trasformato gli anelli smart in strumenti di prevenzione, applicata a una variabile che nessuno traccia.

Una categoria nuova, dice chi la vende
The90 presenta The Gem come “il primo sistema di intelligenza solare personale”. Sensori UV indossabili, però, ne esistono da anni: la startup Shade li fa per uso clinico, e perfino L’Oreal ne ha messo uno in commercio (già nel 2018) minuscolo. La differenza, qui, è che quelli erano ammennicoli da attaccare alla maglietta e questo è un gioiello.
Non è poco, sia chiaro (mezza storia dei wearable è la storia di gente che smette di indossarli), ma è una categoria nuova nel senso in cui lo è una borsa con le tasche.
Il nome dell’azienda viene da una cifra che il comunicato stampa tratta come un fatto: fino al 90% dell’invecchiamento visibile della pelle sarebbe legato all’esposizione UV cumulativa. L’investitrice di punta non è un fondo medtech ma Lauryn Bosstick, podcaster e imprenditrice beauty con una community molto affezionata. Nel 2022 scrivemmo che il 2023 sarebbe stato l’anno delle tecnologie indossabili; abbiamo avuto ragione a metà, diciamo per tre quarti. A distanza di tre anni e mezzo, questa piccola “rivoluzione micro diagnostica” continua ad arrivare un pezzo alla volta, e stavolta è appeso al collo. La convergenza tra salute e sensori procede così: non con un cambiamento netto come pensavamo, ma con un gioiello alla volta.
The Gem, le cifre del lancio
Prodotto: pendente con sensori UVA/UVB in cassa di titanio + app con profilo cutaneo personalizzato. Lanciato l’11 giugno 2026 da The90 (Walnut Creek, California), fondata da Stacy Salvi, ex Fitbit e Movano.
Prezzo: 300 dollari a regime, 200 per i primi acquirenti. Solo versione femminile al lancio; varianti per uomini e bambini annunciate ma senza data.
Il confronto finale fatelo da voi: da una parte un sensore UV da 300 dollari che vi dice quando spalmarvi la crema. Dall’altra il tubetto di protezione 50 da 12 euro che quella crema la contiene, e che funziona anche senza essere così “intelligente”.
Il sole non manda fattura, ma tiene la contabilità: la collana, in fondo, serve solo a leggere l’estratto conto. Bella questa metafora eh? Forse ho preso troppo sole.