Sotto la carrozzeria di questa hypercar elettrica, la McMurtry Spéirling Pure, girano due ventole, ad altissima velocità, più veloci delle mie scatole quando il cane mi mangia il divano, chiuse in un canale che corre lungo tutto il pianale dell’auto.
Come funzionano, dite? Beh, un po’ come un aspirapolvere molto potente, di quelli che usano nei cantieri per ripulire il pavimento dopo una colata di cemento: risucchiano aria da sotto la vettura, a pieno regime, e la spingono fuori, all’indietro, senza sosta. Così l’auto riesce a “incollarsi” letteralmente all’asfalto. Anche capovolta, se serve.
Come nasce questa hypercar elettrica
Il prototipo lo aveva già dimostrato l’anno scorso, diventando la prima auto al mondo a guidare a testa in giù. Ora McMurtry Automotive, azienda inglese fondata nel 2016 dall’ingegnere Sir David McMurtry, porta quella stessa tecnologia sulla versione di produzione: si chiama Spéirling Pure, ed è una monoposto elettrica pensata solo per la pista.
Il sistema si chiama Downforce-on-Demand e usa due ventole capaci di girare fino a 23.000 giri al minuto, insieme a una “gonna” aerodinamica estesa che sigilla il sottoscocca. La deportanza generata arriva a 2.000 kg, più del peso dell’auto stessa, disponibile anche a velocità zero. In curva e in frenata, il pilota può arrivare a sopportare fino a 3g. Sono numeri da caccia militare, ma su quattro ruote!

Cosa cambia rispetto al prototipo
Rispetto al prototipo, la Spéirling Pure cambia parecchio: ha nuove pale delle ventole per durare di più nel tempo, motori delle ventole migliorati e raffreddati meglio, e un compressore d’aria a bordo che permette al pilota di ritrarre la gonna in autonomia, utile soprattutto quando bisogna caricare l’auto su un carrello per il trasporto.
La batteria cresce da 60 a 100 kWh, il passo si allunga di 20 centimetri e la lunghezza totale sale a quasi 3,82 metri (comunque meno di una Mazda MX-5, che uso come termine di paragone per omaggiare l’amico Giovanni Casella, il massimo esperto di auto che conosca).
Tutta quella batteria in più pesa: la Spéirling Pure supera di circa 300 kg il prototipo. Niente è gratis, nemmeno la fisica. In cambio, l’autonomia in pista arriva a 40-50 km a ritmo LMP2, con ricariche dal 20 al 95% che vanno dai 20 ai 60 minuti secondo temperatura e colonnina: un’eternità se paragonata alla filosofia opposta di auto come la Lightyear One, pensata per ricaricarsi da sola col sole invece che a una colonnina.
A muovere il tutto sono due motori elettrici sulle ruote posteriori, per 986 cavalli complessivi: bastano per uno 0-100 in 1,55 secondi. Il 95% dei componenti, dice l’azienda, è completamente nuovo rispetto al prototipo: non bastava aggiungere qualche comfort in più, serviva ripensare l’auto per farla guidare in autonomia da un pilota e un solo assistente ai box, senza un intero team da Formula 1.

Assetto e manutenzione, pensati per la pista vera
Il monoscocca in fibra di carbonio è stato rivisto per permettere più escursione alle sospensioni, lo sterzo è ora idraulico con valvole in stile F1 per un feeling più leggero, e gli ammortizzatori si regolano elettronicamente.
L’altezza da terra è cresciuta di circa il 20%, gli pneumatici Michelin sono più larghi, e ci sono pannelli di accesso pensati apposta per rendere la manutenzione più semplice: un dettaglio che chi lavora davvero su queste auto, in officina, apprezza più di qualunque cavallo in più.
Dove si potrà vedere, e chi potrà comprarla? Chi vorrà correrci potrà iscriverla a eventi come il GT1 Sports Club, il Global Time Attack negli Stati Uniti e il Time Attack Masters in Europa. Chi invece si accontenta di guardarla, la troverà esposta al Goodwood Festival of Speed. Meglio da fermi, viste le premesse.
Quando arriva davvero nel garage di qualcuno
Orizzonte stimato: consegne già avviate, primi esemplari nel 2026-2027.Ne verranno costruite cento, una per una, in un’officina nuova nel Cotswolds. Prezzo: 995.000 sterline più tasse, circa 1,3 milioni di dollari.
Anche il prezzo, come vedete, è da hypercar. Con quella cifra ci comprate due Ferrari Luce e un box per metterle da part… Custodirle. Ci sono cose che non hanno prezzo: la McMurtry, al contrario, se portano al limite, dimostra che perfino la gravità è negoziabile.
