Un bambino di tre anni con undici carie su venti denti da latte viene portato al pronto soccorso perché piange dal dolore: è un evento meno raro di quanto immaginate. Negli USA finisce spesso a farsi operare in anestesia generale, come si fa per un intervento serio. Ripeto: succede a migliaia di bambini piccoli ogni anno, non solo in America: si chiama carie precoce severa ed è la malattia cronica più diffusa dell’infanzia in tutti i Paesi “ricchi”, Italia inclusa.
Un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan ha appena finito di seguirne 830, tutti sotto i 6 anni, in tre Stati diversi. A metà di loro è stato pennellato un liquido speciale sui denti già cariati. All’altra metà una sostanza dall’aspetto identico ma senza principio attivo. Poi i ricercatori hanno aspettato, e ogni sei mesi hanno rifatto il giro.
Il liquido si chiama fluoruro diamminico d’argento, i dentisti americani lo chiamano SDF (dalle iniziali inglesi). È una miscela di argento che uccide i batteri responsabili della carie, e fluoro, che rinforza lo smalto rovinato. Si applica con un pennellino a spugna grande come un fiammifero, in circa un minuto per dente. Niente trapano, niente puntura per addormentare la gengiva, niente bambino che dorme in sala operatoria. Costa pochissimo. La stessa sostanza, in uno studio del 2024 che abbiamo raccontato qui, aveva già mostrato di poter prevenire fino all’ottanta per cento delle carie nei bambini in età scolare.
Cosa dice davvero lo studio pubblicato lunedì
I numeri sono molto chiari, e vale la pena leggerli con calma. Nei bambini trattati con l’SDF, oltre la metà delle carie si è fermata: il dente cariato smette di consumarsi, il buco non si allarga, il dolore sparisce. Il dente da latte poi cade da solo, come farebbe comunque, e sotto arriva quello permanente (e sano). Sui denti trattati con il placebo, invece, la carie ha continuato a mangiare lo smalto come prima.
Guidato da Margherita Fontana dell’Università del Michigan, lo studio è quello che i dentisti americani stavano attendendo dal 2014. In quell’anno la Food and Drug Administration approvò l’SDF, ma solo per curare la sensibilità dei denti negli adulti. Non per le carie.
In Australia e in Giappone lo usano da decenni contro la carie, e solo circa un dentista italiano su cinque. In America, però, il caso peggiore: alcuni dentisti pediatri lo usavano già, ma dovevano farlo come pratica non ufficiale. Ora, con 830 bambini seguiti in uno studio pubblico finanziato dal National Institute of Dental and Craniofacial Research, la FDA ha finalmente in mano i dati che le servivano per pronunciarsi.
Il lavoro di Fontana e colleghi in breve
Pubblicazione: Margherita Fontana, Amr Moursi et al., “Efficacy of Silver Diamine Fluoride on Young Children With Severe Early Childhood Caries: A Randomized Clinical Trial”, pubblicato su JAMA Pediatrics (2026). DOI: 10.1001/jamapediatrics.2026.2567.
Il dettaglio che i comunicati stampa non raccontano
C’è una cosa che i comunicati americani non mettono in prima pagina, e che vale la pena di sapere prima di chiederla al proprio dentista. L’argento, una volta applicato sul dente cariato, lo macchia di nero. Dico nero, eh, bello pieno pieno. Sul dente da latte poco importa, perché cadrà da solo entro pochi anni. Su un dente permanente sarebbe un problema estetico serio: per questo l’SDF resta pensato soprattutto per i bambini piccoli, per gli anziani nelle case di riposo che non tollerano la poltrona del dentista, e per chi ha disabilità che rendono impossibile un trattamento tradizionale.
C’è poi la questione del gusto, che uno studio siriano del 2024 aveva già sollevato: oltre la metà dei genitori intervistati riferiva che i figli lo trovavano estremamente sgradevole. Nulla di grave, ma va detto.
Da qui all’approvazione FDA, i tempi realistici
Orizzonte stimato: da 2 a 4 anni per gli Stati Uniti.
La FDA americana ha ora i dati di fase III che pretendeva, e gli stessi autori dello studio hanno esplicitamente chiesto l’approvazione dell’SDF come trattamento delle carie infantili. Il percorso normativo europeo è più lungo e passa dalle autorità nazionali. In Italia, come detto, molti dentisti pediatri già conoscono la sostanza, ma senza approvazione ufficiale come cura la prescrivono con cautela.
I primi a beneficiarne, quando arriverà, saranno i bambini piccoli seguiti nei centri pubblici, dove il costo bassissimo del liquido fa una differenza reale rispetto alla sala operatoria.
Bastano un pennellino ed un minuto, costa pochi centesimi ad applicazione ed è in uso in mezzo mondo da decenni: e per approvarlo davvero come cura nel Paese più ricco del pianeta ci sono voluti dodici anni e ottocentotrenta bambini con le carie.
Buffo, se non fosse un po’ triste. Nel frattempo, casomai ve lo siate perso, in Giappone stanno testando un farmaco che fa ricrescere da zero i denti perduti: sayonara.