In Alberta, Canada, 4 soldati del 2° Battaglione dei Paracadutisti britannici testano un’e-bike militare su una pista sterrata a 45 km/h. Portano con sé un Javelin anti-carro, rilevatori elettronici e un drone di ricognizione. La scena somiglia a qualcosa che potresti vedere in un videogioco, ma è una vera esercitazione sul campo, la Exercise Rhino Bizz: l’esercito britannico sta riscrivendo la mobilità della fanteria leggera.
Il modello scelto è la Sur-Ron Sting: telaio leggero, sospensioni idrauliche e come vi dicevo una firma termica quasi nulla. Le squadre, composte da 4 parà, erano supportate da quadbike con rimorchio per munizioni, batterie di ricambio e sistemi d’arma pesanti.
L’esercitazione è durata 96 ore in condizioni simulate di battaglia, con droni di ricognizione e sensori elettronici a integrare la mobilità terrestre.

Perché l’e-bike militare torna adesso
Non è la prima volta che i Paras provano a muoversi più in fretta dei propri piedi. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Station IX (il laboratorio segreto britannico che lavorava per l’SOE) sviluppò la Welbike: una vera e propria moto pieghevole, appena 32 kg di peso, pronta all’uso in 11 secondi. Portava i soldati alla velocità di 48 km/h per 140 km. Ne furono prodotte 3.641 unità e venne usata ad Arnhem durante l’Operazione Market Garden, con risultati alterni: i container di lancio atterravano lontani dalle truppe, e il motore a due tempi si sentiva da mezzo campo di battaglia.
La Sur-Ron risolve entrambi i problemi. È silenziosa, quasi invisibile all’infrarosso, e con i nuovi sistemi di lancio di precisione della RAF arriva vicino alle truppe: le sospensioni idrauliche la rendono praticabile su terreni che la Welbike avrebbe trasformato in un rodeo.

La tattica che cambia con l’e-bike militare
Quando il Pentagono scommetteva sugli sciami di droni autonomi come nuova frontiera della guerra leggera, la logica era togliere il soldato dal campo. La direzione britannica è diversa, meno spettacolare: tenere il soldato in campo, ma farlo muovere meglio tra droni per la ricognizione, bici per la mobilità e armi anticarro per la potenza di fuoco.
«Stiamo aprendo la strada all’uso delle e-bike per l’Esercito. I ragazzi vogliono imparare nuove competenze e sviluppare il modo in cui combattiamo».
Nelle dichiarazioni militari, “vogliamo imparare” copre quasi sempre un’urgenza più concreta. L’Ucraina ha dimostrato che la mobilità silenziosa su piccola scala vale più di un blindato, in certi contesti: e chi guida la dottrina lo sa benissimo.
E-bike “di guerra”, un limite poco rappresentato
La Welbike del 1944 faceva, come detto, 140 km con un pieno. La Sur-Ron Sting ne fa circa 70, con una batteria che pesa parecchio e vuole una struttura logistica per il ricambio. Perché dopo 80 anni di progresso, ci si ritrova con un’autonomia dimezzata? È la fisica delle batterie al litio rispetto a un serbatoio di benzina: e la questione logistica (chi porta le batterie di riserva, dove si ricaricano, quanto pesano) è esattamente quella che l’esercitazione in Alberta ha testato, con i quadbike che seguivano con le scorte.
Funziona in uno scenario di guerra reale? È una domanda alla quale nessun comunicato risponde.

L’esercitazione in cifre
Unità: Anti-Tank Platoon, 2° Battaglione Parachute Regiment (2 PARA), 16 Air Assault Brigade. Luogo: British Army Training Unit Suffield (BATUS), Alberta, Canada. Durata: 96 ore. Veicolo: Sur-Ron Sting, velocità max 72 km/h, autonomia stimata ~70 km. Armamento: FGM-148 Javelin, NLAW, Anti-Structures Munitions, Grenade Machine Gun su quadbike. Supporto: droni di ricognizione, sensori per guerra elettronica.
Il test canadese ha usato bici da catalogo. Se l’esercitazione portasse a un’adozione formale, i paracadutisti riceverebbero probabilmente versioni modificate e più compatte, una sorta di e-Corgi (il Corgi era la versione civile postbellica della Welbike, che dopo il 1945 finì sulle strade britanniche come scooter economico).
Il parallelo con l’esoscheletro militare francese viene spontaneo: annuncio, test, adattamento, poi silenzio. Il Ministero della Difesa britannico non ha annunciato ordini. Ha detto solo che “i ragazzi erano contenti”. Le esercitazioni in Alberta sono famose per avere un meteo più clemente della logistica reale, e le dottrine più ambiziose spesso si inceppano sul primo incontro con un caricabatterie in campo aperto.
L’e-bike militare potrebbe fare eccezione. O potrebbe diventare la Welbike del 2026: un’idea giusta, con un problema irrisolto nel cassetto.
