Si parla di solitudine come di un fastidio dell’anima, roba da poeti e da domeniche piovose. Uno studio sui dati della UK Biobank, invece, l’ha messa in conto in anni di vita sana: per gli uomini soli e isolati sono 5,8 senza depressione né ansia, più del triplo di quanto perdono per le malattie del corpo (1,7).
Lo studio è uscito il 20 agosto su Nature Communications e lo rilancia oggi Nautilus. Ha seguito per oltre 13 anni 277.489 britannici tra i 40 e i 69 anni. All’inizio nessuno aveva una delle 7 malattie considerate, dal diabete all’ansia. Poi ha stimato, a 50 anni, quanti anni sani restavano a chi era solo o isolato e a chi no.
Definiamo solitudine e isolamento
È solo chi si sente spesso solo e si confida con qualcuno di vicino meno di 1 volta al mese. È isolato chi vive da solo, vede parenti e amici meno di 1 volta al mese e non bazzica attività sociali settimanali.
Il gruppo con entrambe le etichette è piccolo, lo 0,8% del campione: circa 2.200 persone, uomini e donne insieme. Su quel gruppo poggia li studio, e la “cifra” in anni di salute mentale persa dagli uomini ha una forchetta che va da 4,5 a 7,1.
Quanto pesa sulla testa e quanto sul corpo
A 50 anni, rispetto a chi non è solo né isolato, gli uomini con entrambe le condizioni vivono 5,8 anni in meno pur senza avere depressione né ansia. Per le 5 malattie fisiche considerate (dal diabete ai tumori) ne perdono 1,7. Per le donne i numeri sono 3,7 e 2,4: il corpo ci rimette di più, la testa meno. La spiegazione (lineare e in qualche modo già nota) di Lu Qi, l’autore corrispondente dello studio, in un comunicato:
Gli uomini risentono di più della solitudine, le donne vivono più a lungo e hanno vantaggi su certe malattie.
A marzo 2024 mettevamo la solitudine sopra sigarette e alcol, ma parlavamo di over 65. A settembre raccontammo lo studio di Jihui Zhang su oltre 500.000 persone: passati ai dati genetici, il legame causale con la solitudine reggeva solo per 6 delle 56 condizioni, depressione compresa. Gli indizi ormai sembrano tanti.
Il beneficio del dubbio, però, va ancora dato. Anzitutto perchè lo studio è osservazionale, e gli autori escludono conclusioni causali. E poi perchè lo stile di vita non lavora allo stesso modo sulle 2 condizioni (il punteggio conta 5 abitudini, dal fumo al sonno). Per l’isolamento, nelle donne il danno sulla salute mentale scende da 2,2 anni a 0,6, dalle abitudini peggiori alle migliori. Per la solitudine, con gli stessi 3 livelli, i numeri sono 3,1, 2,6 e 4,2.
Puoi fare tutto per bene e sentirti solo lo stesso.
Chi ha fatto i conti, e su chi
Pubblicazione: Xuan Wang, Lu Qi e colleghi, “Associations of loneliness, social isolation and healthy lifestyle with life expectancy free of major physical disease and mental disorder”, pubblicato su Nature Communications (2026). DOI: 10.1038/s41467-026-74498-8.
Dati chiave: 277.489 partecipanti della UK Biobank, 40-69 anni, follow-up mediano di 13,8 anni. Uomini con solitudine e isolamento a 50 anni: 5,8 anni in meno senza disturbi mentali (IC 95%: 4,5-7,1), 1,7 senza malattie fisiche (0,8-2,7).