Crionica: mettere la vita in pausa

Gianluca Riccio

Tecnologia, Transumanismo

Congelare la tua strada verso il futuro è una buona idea? A che punto siamo con la "resurrezione" dopo la crionica?

Conoscete la Alcor? Impossibile che non ne abbiate mai sentito parlare. È un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1972 che lavora per sostenere, ricercare e migliorare la scienza della crionica, in cui gli esseri umani sono conservati in azoto liquido a una temperatura di -196 gradi Celsius (-320,8 gradi Fahrenheit). Lo zero assoluto, la temperatura alla quale gli atomi smettono di muoversi, è circa 77°C “più giù”. 

La Alcor (o, più formalmente, la Alcor Life Extension Foundation) si trova in Arizona, una delle aree negli USA meno soggette in assoluto a disastri naturali. Non è male, se considerate che un corpo potrebbe restare lì “sospeso” per secoli.

Le uniche altre grandi organizzazioni per la crionica sono il Cryonics Institute, nato nel 1976 sempre negli USA, e la Kriorus, in Russia. Entrambi i gruppi sono impegnati in una ricerca continua per rendere la crioconservazione socialmente accettabile e anche più efficace nel ridurre i danni che le cellule animali resistono quando subiscono un tale processo.

La crionica è una strada percorribile?

Diversi animali sono noti per aver sopportato temperature di congelamento e per essersi poi rianimati senza problemi: cinque specie di rane, diverse specie di tartarughe, una salamandra e un serpente. In questi anfibi e rettili, le concentrazioni di urea e glucosio aumentano naturalmente, impedendo la formazione di cristalli di ghiaccio nelle loro cellule. Anche gli orsi d’acqua (tardigradi), quelle creature appena visibili a occhio nudo che vivono quasi ovunque sulla Terra, utilizzano un’alta concentrazione di un tipo di molecola di zucchero come crioprotettore.

Alcor ha iniziato criopreservando le teste dei clienti. Successivamente, è passato ad offrire la crioconservazione di tutto il corpo. Il costo è di circa $ 80.000 per la neuroconservazione e $ 200.000 per la conservazione dell’intero corpo. Il pagamento può essere in contanti, o con una polizza di assicurazione sulla vita di pari importo. Questo, almeno in teoria, rende la “strada crionica” accessibile più o meno a tutti.

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Una grafica che illustra uno dei passaggi (immagine: Kriorus)

Come farsi ibernare in quattro step

Una volta formalizzata l’iscrizione (e pagato, o data prova della polizza), si diventa membri Alcor. Quando arriverà il momento (il più tardi possibile), un team dell Fondazione si presenterà per avviare il processo. Una sospensione crionica si compone in quattro fasi. Per maggiori dettagli potete trovarli qui in dettaglio, ma in breve sono questi:

Schieramento e standby: lo scenario “migliore” è che si riesca ad avvisare la Alcor (o un altro dei gruppi che si occupano di crionica) in tempo utile. Ed è lo scenario migliore, poiché in teoria più velocemente si effettua il processo di crioconservazione, meglio è. Le cellule hanno meno tempo per deteriorarsi.

Stabilizzazione: Dopo la dichiarazione legale di morte, il team intervenuto esegue numerose procedure per evitare il deterioramento del corpo: ventilazione, ripristino della circolazione, iniezione di farmaci anticoagulanti e l’avvio di un rapido raffreddamento.

Perfusione crioprotettiva: Una volta trasportato il corpo nella sede di un’organizzazione crionica, il sangue viene sostituito con una soluzione “vetrificante”. Se il programma riguarda solo la neuroconservazione, la testa viene rimossa e solo quella viene perfusa (chissà, in futuro il trapianto di testa potrebbe essere una pratica semplice).

Raffreddamento criogenico: il momento clou, quello del bagno di azoto liquido, fino alla temperatura finale. Teste e corpi interi sono immagazzinati dall’alto verso il basso, in modo che nell’improbabile eventualità di una perdita di refrigerante il cervello sia l’ultima parte che verrebbe “scongelata”.

Dopo la procedura crionica, il corpo (o la sola testa) saranno conservati per enne anni in un cilindro di alluminio alto al massimo 3 metri.

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Perché la gente lo fa?

Molti lo fanno per passione, altri per ottimismo. Altri ancora per scommessa: la scommessa sul progresso scientifico e sui suoi ritmi, sempre più rapidi. Le civiltà del mondo sono passate dal vapore a internet, viaggi spaziali e robotica in poco più di 100 anni.

I prossimi 100 anni promettono grandi progressi nel campo di energia, genetica e tecnologia spaziale. Il mondo assisterà alla realizzazione di molte meraviglie tecnologiche che oggi sembrano solo sogni di creatori e visionari di fantascienza.

Ed è questo che ci rende umani: sognare “gettando il cuore oltre l’ostacolo” e poi lavorare per realizzare il sogno. Vale per tutto, anche per la crionica.

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foto: Alcor

Crionica: cosa può andare storto?

Ci vorrà il meglio che possiamo immaginare tra nanotecnologia e medicina per prendere gente “ibernata” tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo e farla rivivere. 

Un aiuto chiave potrebbe venire dai nanorobot, per contribuire a riparare i danni cellulari causati da temperature estremamente basse. Riparare completamente un cervello e un corpo congelati potrebbe non essere possibile per altri 100, 200, 300 anni, se non mai. Ma ci sono altre possibilità: tecnologie di clonazione, o di trasferimento della mente (il cosiddetto “uploading“) e potrebbero tornare utili. Chissà.

Alla fine, e almeno per il momento, quella crionica è “solo” una modalità di sepoltura diversa dalle altre. Una con una filosofia opposta a quella della cremazione: che conserva il corpo per ogni evenienza, nella remota possibilità che un giorno ciò che oggi è fantascienza diventi realtà.

Forse la possibilità è dello 0,0000000001%. O forse meno. Ma con la cremazione o la sepoltura tradizionale, la probabilità è zero spaccato.

Potrebbe non funzionare comunque. Oppure si. E chi oggi aspetta in un cilindro gelido, aprirà gli occhi su un futuro che non immaginiamo neppure.