Il 29 aprile 2026 Precision BioSciences ha annunciato l’attivazione del primo sito clinico per il trial FUNCTION-DMD. È la prima volta che un’azienda apre l’arruolamento per un trattamento di editing genetico in vivo per la distrofia muscolare di Duchenne.
La sede è una sola, l’Arkansas Children’s Hospital. I pazienti accolti sono bambini tra i 2 e i 7 anni con mutazioni in una zona precisa del gene della distrofina. La tecnologia si chiama ARCUS, è proprietaria, e il principio è semplice nel concetto: invece di consegnare un gene sano, si taglia via il pezzo rotto di quello malato.
Il trattamento si chiama PBGENE-DMD. Una singola iniezione di virus AAV consegna due proteine ARCUS dentro le cellule muscolari, e quelle due proteine, lavorando in coppia, eliminano dal DNA del paziente gli esoni 45-55 del gene della distrofina. Quella zona contiene la mutazione che impedisce al corpo di produrre la proteina. Una volta tolta, il gene torna a essere leggibile e produce distrofina in versione quasi completa. Naturalmente prodotta dal corpo, non sintetica.
Cosa fa la Duchenne e perché serviva un approccio diverso
La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia genetica che colpisce circa un maschio su 5.000 alla nascita: circa 15.000-20.000 pazienti in Europa, 15.000 pazienti negli Stati Uniti, oltre 300.000 nel mondo. Il gene della distrofina è il più grande del genoma umano, e quando una mutazione manda fuori sequenza la lettura, il muscolo non riesce più a produrre la proteina che lo tiene insieme. Risultato: i bambini iniziano a perdere forza intorno ai 3-5 anni, smettono di camminare in adolescenza, e arrivano a gravi insufficienze cardiache e respiratorie nei vent’anni.
Le terapie attualmente approvate fanno quello che possono. L’exon skipping salta i pezzi di gene difettosi, le microdistrofine consegnano una versione tronca della proteina via AAV. Funzionano un po’, non guariscono, e i benefici funzionali sono modesti.
PBGENE-DMD prova un’altra strada: non aggiunge nulla, toglie. Tutto il segmento problematico viene escisso, e il corpo si ritrova un gene un po’ più corto ma di nuovo leggibile, capace di produrre quasi tutta la proteina che gli serviva.
Cosa dicono i topi, e cosa diranno i bambini
I dati preclinici presentati alla Muscular Dystrophy Association nel marzo 2026 mostrano produzione naturale di distrofina funzionale fino a 9 mesi dopo la singola dose, su modelli murini. PBGENE-DMD ha ricevuto dalla FDA tre designazioni: Orphan Drug nel luglio 2025, Fast Track nel febbraio 2026, Rare Pediatric Disease. L’IND è stato approvato a febbraio. Da ieri lo screening è aperto.
Il trial si chiama FUNCTION-DMD ed è registrato come NCT07429240. Un solo sito attivo, l’Arkansas Children’s Hospital, certificato come Duchenne Care Center dalla Parent Project Muscular Dystrophy. Il principal investigator è il dottor Aravindhan Veerapandiyan. I pazienti ammessi sono bambini ambulanti tra 2 e 7 anni, con mutazioni esattamente in quella regione 45-55 che PBGENE-DMD è progettato per tagliare. Quella regione copre fino al 60% di tutti i casi di DMD: il restante 40% (e tutti i pazienti più grandi, tutti quelli che hanno già perso la deambulazione) per ora resta fuori. Precision punta a raccogliere dati su almeno 10 pazienti prima di sedersi con la FDA per parlare del passo successivo.
Le prime letture dovrebbero arrivare entro fine 2026.
L’editing in vivo: cosa cambia se funziona davvero
Le terapie CRISPR già approvate, come Casgevy per anemia falciforme e beta-talassemia, sono ex vivo: si prelevano cellule del paziente, si modificano in laboratorio, si reinfondono. Procedura complessa, costosa (2,2 milioni di dollari a trattamento), riservata a tessuti accessibili come il sangue. PBGENE-DMD è in vivo: l’editing avviene direttamente dentro il corpo del paziente, nel muscolo, senza prelievi. Se ARCUS funziona come Precision spera, è un cambio di paradigma: una sola iniezione, gene editato per sempre, niente chemio preparatoria. È il sogno di chi lavora sull’editing genetico da quindici anni.
(Sottolineo: se funziona. Sui topi sì, sui bambini lo sapremo tra parecchio.)
Scheda Studio
Trial: “FUNCTION-DMD: A Phase 1/2 Study of PBGENE-DMD in Ambulatory Patients with Duchenne Muscular Dystrophy”, Precision BioSciences (Nasdaq: DTIL), comunicato del 29 aprile 2026. Registro: NCT07429240.
Dati chiave: AAV singolo, due nucleasi ARCUS, escissione esoni 45-55. Età 2-7 anni, ambulanti, mutazioni in quella regione (~60% dei casi). Designazioni FDA: Fast Track, Orphan Drug, Rare Pediatric Disease. Prime letture attese fine 2026, valutazione FDA dopo i primi 10 pazienti.
Quando lo vedremo davvero
Orizzonte stimato: 7-12 anni per un’approvazione, ammesso che i dati di fase 1/2 reggano. Forse mai per la maggioranza dei pazienti adulti.
Il trial è aperto da un giorno, su un solo sito, con criteri d’inclusione strettissimi. Servono dati di sicurezza, dati di efficacia, dati a lungo termine, e poi una fase 3, e solo dopo la FDA. Anche tutto andasse perfettamente, parliamo del 2032-2035.
Ne beneficeranno per primi i bambini americani con la mutazione giusta, deambulanti, e con assicurazioni sanitarie capaci di sostenere il prezzo di una terapia genica AAV (le precedenti viaggiano sui 2-3 milioni di dollari a paziente). Per chi ha già perso la deambulazione, per chi ha mutazioni fuori dalla zona 45-55, per chi vive nei sistemi sanitari pubblici europei, l’attesa sarà più lunga. O sarà un’altra cosa.
L’urolitina A, qualche anno fa, prometteva di rallentare la Duchenne agendo sui mitocondri. Funzionava nei topi. Sui bambini è ancora in trial. Le scoperte sulla DMD viaggiano in fila indiana: ognuna sembra quella buona, ognuna ha bisogno di anni per dimostrarsi tale.
PBGENE-DMD è la prima a tentare la riparazione del gene direttamente dentro il corpo: tra qualche mese sapremo se ARCUS lavora nei muscoli umani come ha lavorato in quelli dei topi. Nel frattempo, in Arkansas, qualcuno sta prendendo appuntamento per lo screening.