L’a IEA, Agenzia Internazionale dell’Energia ha pubblicato il Global Energy Review 2026 e il dato che fa il giro del mondo è uno: nel 2025 l’energia solare è stata la singola voce più grande nella crescita dell’offerta energetica globale, con oltre il 25% del totale. È la prima volta nella storia che una rinnovabile moderna guida la classifica.
La domanda elettrica è salita del 3%, più del doppio rispetto alla domanda energetica complessiva (1,3%). Rinnovabili e nucleare insieme hanno coperto quasi il 60% della crescita. Il direttore esecutivo Fatih Birol lo sintetizza in una frase: c’è una sola fonte che sta crescendo molto più velocemente di qualsiasi altra.
C’è poi un numero che circola meno nei titoli, ma pesa di più: 600 terawattora in più di generazione solare in un solo anno. È il più grande incremento strutturale annuale mai registrato per qualsiasi tecnologia di generazione elettrica. Mai, nel senso letterale.
Il sorpasso che l’IEA non si aspettava così presto
Per capire la portata: fino all’anno scorso, l’IEA stimava che le rinnovabili avrebbero superato il carbone come prima fonte di generazione elettrica globale entro fine 2025, forse metà 2026. È successo nel corso dell’anno precedente.
Dopo il solare, il gas arriva secondo nel contributo alla crescita energetica primaria, con il 17%. Poi c’è tutto il resto.
Capitolo batterie: nel 2025 sono stati aggiunti circa 110 gigawatt di nuova capacità di accumulo elettrochimico: più di qualsiasi anno di aggiunte di capacità a gas nella storia. Un intero pezzo di mondo che produceva cose nuove con i motori a combustione interna ora le produce con celle chimiche e inverter. La transizione energetica sta diventando una catena di montaggio.
C’è da dire anche sul nucleare, il dato è meno appariscente ma interessante: oltre 12 GW di nuovi reattori hanno iniziato la costruzione in diverse regioni nel 2025. Il nucleare torna in pista, lentamente, con una traiettoria meno brillante ma più stabile. L’IEA dice che dal 2019 le tecnologie a basse emissioni stanno evitando un consumo di combustibili fossili equivalente a tutta la domanda energetica dell’America Latina.
Il dettaglio americano che nessuno sottolinea
E qui arriva la parte che il comunicato stampa tende a digerire in fretta. L’IEA, nel suo rapporto Renewables 2025 di ottobre, ha rivisto al ribasso del 5% le previsioni di crescita globale delle rinnovabili per il periodo 2025-2030. Sono 248 GW di capacità in meno rispetto alle stime dell’anno precedente. Per gli Stati Uniti, la revisione è praticamente dimezzata: la fine anticipata dei crediti fiscali federali, le restrizioni sulle componenti straniere, lo stop al leasing dell’eolico offshore, i rallentamenti sui permessi per impianti solari e eolici sui terreni federali. In pratica, la scure energetica piovuta a partire dalla nuova amministrazione.
In sintesi: il sorpasso è reale, ma la curva che ci aspettavamo sta cambiando forma. Il solare corre, e corre dove la politica lo lascia correre. Dove invece la politica ci mette del suo, la velocità cala.
Poi c’è il tema cinese, che sta sotto tutto il resto. La Cina fornisce oltre l’80% dei moduli solari globali e il 90% dei pacchi batteria al litio-ferro-fosfato.
Nel 2025 ha installato da sola più di 430 GW di nuova potenza eolica e fotovoltaica, portando la capacità cumulata oltre 1,8 TW (di cui 1,2 TW solo di fotovoltaico). Sei anni di anticipo sull’obiettivo del piano quinquennale.
È il Paese che sta trascinando la curva globale, e ogni volta che modifica una sua politica (come la rimozione del rimborso IVA sulle esportazioni nel quarto trimestre 2025) i prezzi si muovono ovunque.
Il motivo per cui il solare è avanti davvero
Una ragione semplice: costa meno di tutto il resto. BloombergNEF stima che entro il 2035 il costo livellato dell’elettricità da solare scenderà di un altro 30% rispetto ai valori attuali. Le celle tandem perovskite-silicio hanno già raggiunto in laboratorio il 33,84% di efficienza. Parliamo di pannelli solari al titanio che puntano al 60% di efficienza, di accoppiate fotovoltaico-idrogeno per la residenza, di sistemi ibridi con accumulo che nel 2025 hanno aggiunto 87 GW combinati a 57 $/MWh medi.
Il dato che cambia tutto: nel 2025 le fonti a basse emissioni non hanno solo accompagnato la crescita della domanda elettrica. L’hanno superata. La generazione pulita è cresciuta più del consumo. Matematicamente, è il punto in cui la quota fossile smette di crescere e inizia a erodersi.
Certo, mentre l’IEA stappa la sua bottiglia e la ripone con cura, i data center negli Stati Uniti firmano contratti pluriennali per gigawatt di gas naturale. L’intelligenza artificiale ha fame di elettroni, e non sempre sta ad aspettare che quelli puliti arrivino per primi.
Il solare guida la classifica, sì. La gara però potrebbe diventatare di resistenza.