Le patate odiano il sole: chi l’avrebbe mai detto? Un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica ha passato quattro anni a dimostrarlo nei campi di Mantova. Che storia: pannelli solari che si “girano dall’altra parte” quando le patate hanno bisogno di ombra, raccolti che aumentano invece di diminuire e chi più ne ha, più ne metta. L’agrivoltaico funziona davvero, energia e agricoltura possono essere alleate, non nemiche. Basta sapere quando spegnere il sole.
Il trucco dell’anti-tracking che ribalta tutto
Lo studio, pubblicato su Smart Agricultural Technology, ha monitorato le patate sotto un sistema agrivoltaico di REM Tec a Borgo Virgilio per quattro anni consecutivi. Michele Colauzzi dell’Università di Piacenza, autore principale della ricerca, ha testato diverse configurazioni: piena luce, ombreggiamento moderato del 20%, ombreggiamento pesante del 42%. E poi, nel 2024, il colpo di genio: l’anti-tracking.
I pannelli, invece di seguire il sole per massimizzare l’energia, si sono orientati strategicamente per proteggere le piante durante la fase critica di tuberizzazione. Il risultato? 32,7 tonnellate di patate per ettaro contro le 30,3 del pieno sole. Un aumento dell’8% con una perdita energetica di appena il 15%.
Perché le patate preferiscono l’ombra controllata
Non è magia, è fisiologia. Le patate hanno fasi di sviluppo particolarmente sensibili alla luce, come l’inizio della tuberizzazione, che va dall’emergenza alla fioritura. In questa finestra temporale, troppa luce può ridurre il numero di tuberi che si formano. Un danno che non si recupera più.
Ma c’è di più. Nei periodi caldi, tra giugno e luglio, le foglie di patata soffrono stress termico oltre i 25-30°C, manifestando arricciamento, ingiallimento e senescenza anticipata. I pannelli solari creano un microclima più fresco, riducendo l’evaporazione e mantenendo l’umidità del suolo. Una doppia protezione: meno stress idrico e termico.

L’agrivoltaico intelligente che si adatta alle piante
L’approccio tradizionale dell’agrivoltaico era rigido: pannelli fissi che fanno ombra sempre. Questo studio dimostra che si può fare meglio. I sistemi di tracking non devono solo massimizzare la produzione elettrica, ma possono diventare strumenti di gestione microclimatica della coltura.
In pratica: i pannelli diventano ombrelloni intelligenti. Si orientano per proteggere le piante quando serve, tornano a inseguire il sole quando le patate possono permetterselo. Una coreografia programmata tra energia e agricoltura che massimizza entrambe.
Il dettaglio che cambia tutto
Ecco il fatto che fa riflettere: con una riduzione della radiazione intorno al 15%, le patate sono generalmente ben tollerate e in alcuni casi mostrano effetti neutri o leggermente positivi rispetto al pieno sole. Non stiamo parlando di compromessi. Stiamo parlando di miglioramenti.
La zona di tolleranza delle patate all’ombra è più ampia di quanto pensassimo. Il problema era che nessuno aveva mai provato a modulare l’ombreggiamento in base alle fasi di crescita. Un pannello solare statico è un ostacolo. Un pannello che si muove seguendo la biologia della pianta diventa un alleato.
Cosa significa per l’agrivoltaico italiano
L’Italia ha 1,04 GW di agrivoltaico in programma nel PNRR entro il 2026. Se questo approccio si diffonde, cambia la percezione del settore. Le patate possono essere considerate una delle colture più promettenti per l’agrivoltaico, proprio per la loro capacità di adattarsi a condizioni di luce non ottimali.
Il prossimo passo? Replicare l’esperimento su altre colture e altre geografie. Testare i sistemi di tracking dinamico su scala industriale. Capire se quello che funziona a Mantova funziona anche in Sicilia o in Piemonte.
L’agrivoltaico non è più la somma di due compromessi: è l’inizio di una nuova agricoltura che usa l’energia del sole non solo per produrre elettricità, ma per creare le condizioni ottimali di crescita delle piante. E le patate, a quanto pare, ne sanno qualcosa.
Box scheda studio
Ricerca: “Potato cultivation in agrivoltaic systems in Northern Italy: a four-year case study”
Ente: Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza
Durata: 2021-2024 (4 anni)
Località: Borgo Virgilio, Mantova
Sistema: REM Tec dual-axis tracking, 2.147 MW
Configurazioni testate: 5 livelli di ombreggiamento
Risultato chiave: +8% resa con anti-tracking vs pieno sole
Pubblicazione: Smart Agricultural Technology, 2026
Link: Studio completo