Dieci persone, tra bambini e adulti, sono nate nel silenzio perché una mutazione nel gene OTOF impediva all’orecchio interno di trasmettere i suoni al cervello. Un team del Karolinska Institutet e di cinque ospedali cinesi ha iniettato nella coclea di ciascun paziente una copia funzionante del gene, trasportata da un virus sintetico. In un mese la maggior parte ha cominciato a sentire. Dopo sei mesi, la soglia uditiva media è scesa da 106 a 52 decibel. Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, è il primo al mondo a testare la terapia genica per la sordità congenita anche su adolescenti e adulti.
Come funziona la terapia genica per la sordità
Come detto, bersaglio si chiama OTOF, ed è un gene che produce l’otoferlina: una proteina essenziale per trasferire i segnali sonori dalle cellule ciliate della coclea al nervo acustico. Quando OTOF è mutato, l’orecchio interno capta le vibrazioni ma non riesce a spedirle al cervello. Un po’ come avere un telefono con il microfono acceso e la linea staccata.
I ricercatori hanno usato un vettore virale sintetico (AAV) per consegnare una copia funzionante del gene direttamente nell’orecchio interno, attraverso la finestra rotonda della coclea: una singola iniezione, una sola volta. Il virus fa il postino, la cellula fa il resto. La terapia genica in questo caso non modifica il DNA del paziente, ma gli fornisce le istruzioni mancanti per produrre la proteina che non ha mai avuto.
I dieci pazienti dello studio avevano tra 1 e 24 anni e sono stati trattati in cinque ospedali cinesi. Tutti presentavano sordità profonda bilaterale dalla nascita, causata da mutazioni bialleliche nel gene OTOF. Tradotto: entrambe le copie del gene erano difettose, e nessun dispositivo esterno poteva correggere il problema alla radice.
I numeri (e la bambina che ora parla con la madre)
- Soglia uditiva media prima del trattamento: 106 decibel (sordità profonda, non senti neanche un tosaerba)
- Soglia uditiva media dopo sei mesi: 52 decibel (ipoacusia moderata, senti le voci)
- Tempo medio per i primi miglioramenti: un mese
- Risultati migliori nei bambini tra 5 e 8 anni
Una bambina di sette anni, quattro mesi dopo la terapia genica, ha cominciato a sostenere conversazioni quotidiane con la madre. Senza impianti cocleari, senza protesi. La terapia genica ha prodotto miglioramenti significativi anche nei pazienti adulti, anche se meno marcati: è la prima volta che il trattamento viene testato oltre l’età pediatrica.
Maoli Duan, docente al Karolinska Institutet e autore corrispondente dello studio, ha definito i risultati un passo avanti importante, sottolineando che studi precedenti in Cina avevano mostrato risultati positivi solo nei bambini.
Scheda studio
Titolo: AAV gene therapy for autosomal recessive deafness 9: a single-arm trial
Autori: Jieyu Qi, Liyan Zhang, Ling Lu, Fangzhi Tan et al.
Istituzione: Karolinska Institutet (Svezia), Zhongda Hospital / Southeast University (Cina)
Rivista: Nature Medicine, 2025
DOI: 10.1038/s41591-025-03773-w
Ecco, il “ma” c’è (e va detto)
Lo studio è piccolo: dieci pazienti, nessun gruppo di controllo, follow-up tra 6 e 12 mesi. La terapia genica ha funzionato su tutti, ma non allo stesso modo: alcuni hanno recuperato un udito quasi normale, altri sono rimasti nell’area dell’ipoacusia moderata. Perché questa differenza? Ancora non si sa. L’effetto collaterale più comune è stato un calo temporaneo dei neutrofili (un tipo di globuli bianchi), nessuna reazione avversa grave.
E poi c’è il punto che nessun comunicato stampa sottolinea volentieri: le mutazioni di OTOF riguardano una fetta piccola della sordità ereditaria, fino all’8% dei casi totali. Per le forme più comuni, causate da geni come GJB2 e TMC1, la terapia genica non è ancora stata testata sull’uomo: i risultati sugli animali sono promettenti, certo. Ma tra un topo che sente e un adulto che sente passerà un pochino di tempo.
Insomma: la terapia genica per la sordità funziona, su questo lo studio non lascia dubbi. Ora: quando e per chi diventerà accessibile? Perché tra un trial clinico in cinque ospedali cinesi e una terapia disponibile nel resto del mondo c’è un oceano fatto di approvazioni regolatorie, costi e scelte politiche.
E il silenzio, nel frattempo, non aspetta.
Approfondisci
La corsa alla terapia genica per l’udito ha radici lunghe, e Futuro Prossimo la segue da anni. Nel 2024 abbiamo raccontato la storia di Opal, la prima bambina con sordità congenita a riacquistare l’udito grazie a una tecnologia sviluppata anche in Italia, al TIGEM di Pozzuoli. Prima ancora, il MIT aveva dimostrato che la perdita dell’udito si può invertire senza impianti stimolando la crescita di nuove cellule ciliate. E già nel 2021 un team della USC aveva scoperto che l’udito perduto può essere reversibile attivando una capacità rigenerativa presente nei topi neonati.