Quanti tostapane avete buttato negli ultimi dieci anni? Non è una domanda retorica: per una famiglia media la risposta oscilla tra i 3 e i 5, tra manopole che si rompono, resistenze che cedono e quel senso di rassegnazione con cui si va a comprarne uno nuovo da pochi, tanto sai già che durerà poco.
È il tipo di conto che di solito non si fa: almeno finché qualcuno, in una scuola di design universale nell’Inghilterra del sud, non decide di progettare l’esatto contrario: un elettrodomestico pensato per restare in casa una vita intera, attraversando più generazioni e più fasi di un’esistenza.
Bhavnesh Rohit Modgill, studente alla University of Brighton, l’ha chiamato Your Last First Toaster: “il tuo ultimo primo tostapane”, un gioco di parole che è anche l’intera tesi del progetto. Il tostapane accompagna la stessa persona dal primo appartamento in autonomia fino, eventualmente, al declino cognitivo senile. E fa il suo lavoro alla grande, sempre.
Da dove nasce l’idea del “tostapane eterno”
Il progetto parte da una cucina vera: Modgill ha visto la nonna perdere progressivamente autonomia dopo due ictus, e con lei ha visto quanto gli oggetti di casa smettano in fretta di essere alleati: pulsanti minuscoli, scritte illeggibili, interfacce pensate per chi ha trent’anni e mani ferme. Da lì l’idea di un tostapane con pulsanti extra-large e colori ad alto contrasto, pensato per restare leggibile anche quando la vista o la memoria cominciano a fare cilecca.
Il progetto è stato premiato con il Joseph Stannah Award al New Designers 2026 di Brighton, la vetrina britannica dedicata ai neolaureati in design. Un bel traguardo, anche inatteso se pensate che l’obiettivo dichiarato era solo un bell’oggetto “multigenerazionale”, non un dispositivo assistivo travestito da elettrodomestico.
Smontabile per davvero, non solo riparabile
La parte tecnica è quella che rende il progetto interessante oltre l’aneddoto familiare. Questo tostapane, infatti, è costruito per essere smontato e riparato pezzo per pezzo: niente plastica stampata a incastro perenne, niente componenti saldati per non farci mettere le mani dentro. Una scelta che va contro la logica con cui viene disegnata la stragrande maggioranza degli elettrodomestici di fascia bassa, dove il costo di un intervento di riparazione supera quasi sempre quello di un prodotto nuovo, e dove il crollo della qualità percepita è ormai un dato acquisito, non un’impressione.
Per ridimensionare un po’ l’entusiasmo (chiamatemi “scocciante”) vi dico che 0tostapane pensati per lo smontaggio totale esistono da più di dieci anni. Il progetto britannico Agency of Design aveva già presentato un tostapane a giunti termosensibili che si disassembla da solo in una camera a vuoto. Un altro studio accademico, il Core Toaster Concept, puntava sulla stessa promessa di longevità emotiva. Certo, nessuno dei due è mai arrivato su uno scaffale (chissà perché), ma il punto non è questo.
L’accessibilità come principio, non come optional
Quello che distingue davvero Your Last First Toaster dai suoi predecessori concettuali è l’aver unito due filoni di design che di solito viaggiano separati: quello circolare (l’oggetto che dura, si ripara, non finisce in discarica dopo due anni) e quello universale (l’oggetto che serve a chiunque, a prescindere da età e capacità). Un elettrodomestico che nella stessa famiglia passa dalla prima autonomia di un ragazzo di vent’anni fino a chi, alla stessa età moltiplicata per quattro, fatica a leggere un display o ricordare una sequenza di passaggi.
Il design universale di solito arriva come intervento correttivo, quando il problema si è già presentato: la maniglia più grande, l’app semplificata, il badge “accessibile” appiccicato dopo. Qui l’accessibilità è nel disegno di partenza, non nella toppa successiva.
Il progetto in breve
Progetto: “Your Last First Toaster”, di Bhavnesh Rohit Modgill, presentato al New Designers 2026 di Brighton.
Dati chiave: corso BSc Product Design e BEng Design Engineering, University of Brighton. Premio ricevuto: Joseph Stannah Award. Caratteristiche: smontaggio e riparazione modulari, pulsanti extra-large, palette ad alto contrasto per accessibilità cognitiva e visiva.
I tempi veri
Orizzonte stimato: incerto, probabilmente mai in questa forma esatta. È un prototipo da concorso, non un prodotto con una linea di produzione dietro.
Ad ogni modo lo sapete, il vero ostacolo non è tecnico: costruire un tostapane smontabile si sa fare da almeno un decennio. È che nessun produttore di piccoli elettrodomestici ha interesse economico a vendertene uno che ti dura trent’anni, quando il modello di business gira attorno a quello da 25 euro che ne dura due.
È bello sapere che qualcuno, ogni tanto, un tostapane lo progetta pensando a una nonna vera invece che a un target demografico. Non risolve il problema dell’obsolescenza programmata, ma almeno lo mette a fuoco: se un ventiquattrenne ci riesce con un progetto di laurea, la scusa tecnica dell’industria comincia a scricchiolare parecchio.