Se in questi mesi sorvolate con un drone la costa di Andenes, all’estremo nord della Norvegia, vedrete un cantiere con la forma di una coda di balena che sta scivolando sott’acqua. La prospettiva regge, perché lo studio danese che l’ha disegnata voleva proprio quell’effetto: una collina di cemento curvo che si alza dalle rocce, come se il paesaggio si fosse gonfiato dal basso.
Il progetto si chiama The Whale ed è un centro di conoscenza dedicato ai grandi cetacei. Ha vinto un concorso internazionale nel 2019, i lavori sono partiti a giugno 2025, l’apertura al pubblico è fissata per il 4 giugno 2027. Otto anni tra la penna che firma il progetto e le porte che si aprono ai visitatori: una distanza che dice tutto sulla scala dell’operazione.
Un tetto che si camminerà come una collina
L’idea dello studio Dorte Mandrup è che l’edificio quasi non si veda come edificio. Il tetto è un’unica lastra curva di cemento, appoggiata su tre punti soltanto: questo trucco libera l’interno da qualsiasi colonna e crea uno spazio unico di circa 1.800 metri quadri per le esposizioni. Sopra, invece, i visitatori camminano. Il tetto sarà rivestito di pietre non lavorate raccolte in zona, e diventerà un belvedere aperto sull’oceano e sull’arcipelago delle Vesterålen. D’estate, con un po’ di fortuna, il sole di mezzanotte; d’inverno, l’aurora boreale.
La forma non è solo estetica. Curva bassa e aerodinamica significa meno neve accumulata e meno turbolenze quando il vento artico spinge forte, un principio che ormai attraversa buona parte del pensiero progettuale contemporaneo.
Le balene di Andenes ci sono già da sempre
Andenes sta all’estremità nord dell’isola di Andøya, circa 300 chilometri sopra il Circolo Polare Artico. Poco al largo c’è un canyon sottomarino chiamato Bleiksdjupa: acque profonde e ricche di nutrienti che attirano i calamari, e con loro le balene. È uno dei pochi posti al mondo dove i cetacei si vedono tutto l’anno. D’estate arrivano soprattutto i capodogli, d’inverno le megattere: praticamente uno spettacolo per tutte le stagioni.
Le uscite in barca dal porto costano circa 155 euro a persona per tre o quattro ore in mare. Il piccolo museo storico delle balene, quello aperto nel 1988, sta lì di fianco al centro operativo del porto: è dove chi si imbarca fa il briefing prima di salpare. The Whale nasce accanto a questo ecosistema turistico esistente, non al posto suo. E questa è la scommessa.
Non solo un museo di storia naturale
Le curatele sono affidate a Ralph Appelbaum Associates (già dietro allo United States Holocaust Memorial Museum di Washington) e Tamschick Media + Space. Il piano va ben oltre l’idea di raccontare l’anatomia della balena come in un museo ottocentesco. L’idea è mescolare scienza, arte, suono e narrazione per portare il visitatore dentro il rapporto complicato che gli esseri umani hanno avuto con questi animali: dalla caccia con arpioni di osso allo sterminio industriale, fino al turismo naturalistico come sostituto economico.
Fuori dall’edificio si sviluppano camminamenti in pietra fino a una pozza di marea, con più oltre un’area per il falò. L’esperienza comincia dal parcheggio e finisce sulla scogliera, e il museo fa da hub coperto senza fare da confine. Ricorda il modo in cui stanno cambiando anche le biblioteche pubbliche: contenitori che si aprono sul territorio, invece di chiudersi al suo interno. Un principio che aveva già ispirato altri progetti visionari dello stesso studio danese.
I numeri del progetto
Progetto architettonico: The Whale, disegnato dallo studio Dorte Mandrup (Copenhagen), vincitore del concorso internazionale nel 2019. Dati chiave: circa 3.750 mq totali, di cui 1.800 per le esposizioni. Ubicazione: Andenes, isola di Andøya, contea di Nordland (Norvegia). Inizio lavori: giugno 2025. Cerimonia inaugurale: 3 giugno 2027. Apertura al pubblico: 4 giugno 2027. Sito ufficiale: thewhale.com.