L’ala e la coda dell’Aerocar si montavano in meno di 15 minuti. Con quelle addosso la macchina, mossa da un motore da circa 150 cavalli, volava intorno ai 160 km/h. Nel dicembre 1956 la Civil Aeronautics Administration, l’ente che allora vigilava sull’aviazione civile americana, la certificò sia come aereo sia come automobile, come racconta una ricostruzione dedicata. Quasi nessuna auto volante ha superato quell’esame, prima o dopo.
L’idea era di Molt Taylor, ingegnere di Longview, nello stato di Washington, già pilota della Marina e impegnato durante la guerra sui missili guidati. A ispirarlo fu l’incontro con Robert Fulton, autore di un’altra auto volante chiamata Airphibian, come ricorda l’archivio del Museum of Flight. Il primo prototipo volò nel dicembre 1949 e servirono 7 anni di collaudi per arrivare al certificato. Secondo la ricostruzione, la messa a punto costò circa 750.000 dollari, cioè circa 690.000 euro.
Perché dell’Aerocar ne esistono solo 6
Lo scrive il Museum of Flight di Seattle, che custodisce l’unico Aerocar III mai costruito. Eppure la macchina aveva avuto attenzione nazionale, con Taylor in persona ospite della televisione un’infinità di volte. Il certificato arrivò, gli esemplari si fermarono a 6. Più avanti si interessò anche la Ford, secondo Air & Space, per l’Aerocar III: di quella versione ne esiste un esemplare soltanto.
Chi lo guidava scarrozzava a 97 km/h su strada e a 160 in cielo, a patto di avere voglia di montare un’ala. Negli anni 60 se ne offrì anche una versione non circolabile, l’Aerocar II, e viene da pensare che a interessare fosse l’aereo più che l’auto.
Che cosa ci dice sulla Roadster di Tesla
Il 15 ottobre 2026 Tesla ha mostrato un prototipo che salta sopra altre auto, e ne abbiamo scritto nel pezzo principale di questo speciale. Quel prototipo fa una cosa per volta, e la versione pensata per il volo vero non può circolare su strada. Il peso resta il problema: un’auto da strada porta paraurti d’acciaio e zone a deformazione programmata, e quei chili servono a poco in aria. Per Roger Conner dello Smithsonian, interpellato dalla CNN, un ibrido rischia di essere un cattivo aereo e una cattiva auto. L’Aerocar fu certificato come tutti e due, e a venderlo non bastò.
La questione, del resto, torna uguale da anni. Nell’agosto 2020 il governo giapponese investiva per portare l’auto volante sul mercato in 3 anni, e a ottobre la PAL-V Liberty veniva presentata come la prima al mondo con l’ok per circolare in Europa. I 3 anni sono diventati più di 6, per ora senza un mercato di massa che si veda.
Scrivo di futuro dal 2006 e ho visto l’auto volante arrivare «entro pochi anni» più volte di quante ne abbia viste partire. Molt Taylor ci credette fino alla morte, nel 1995, e il suo Aerocar III intanto aspetta in un museo di Seattle.