Una donna di 28 anni entra in un ospedale del Kenya per un intervento programmato e, dopo l’operazione, si ritrova con una ferita infetta. Le somministrano antibiotici, che servono contro i batteri, ma continua a stare male, finché un tampone del pus rivela l’ospite sbagliato: un fungo chiamato Candida Auris.
Sui farmaci antifungini, quelli pensati per uccidere i funghi, il laboratorio ottiene lo stesso verdetto per ognuna delle 4 classi principali: nessuna riesce a fermarlo.
Un ceppo con un DNA tutto suo
Il caso è finito in un rapporto pubblicato a fine settembre su Scientific Reports. I suoi autori lo considerano il secondo al mondo con una resistenza a 4 classi di antifungini: il primo risale al 2022, a New York. Hanno letto il genoma del fungo, cioè l’intero libretto di istruzioni scritto nel suo DNA. Le mutazioni che lo proteggono dai farmaci risultano diverse da quelle di allora, un po’ come cambiare la serratura di casa: la chiave del farmaco c’è ancora, ma non apre più.
Un legame con il ceppo precedente non si può escludere del tutto, ammettono. La spiegazione più probabile, però, è che questa linea di Candida Auris sia arrivata alla stessa resistenza per conto suo.
A gennaio 2020 su queste pagine raccontammo di 3 pazienti dello Stato di New York con un fungo resistente a «tutti i farmaci». Due di loro morirono nel giro di poche settimane, entrambi con una salute già compromessa. Allora «tutti» voleva dire 3 classi di farmaci, e nel caso newyorkese del 2022 erano diventate 4, con in più la flucitosina.
Il fungo, intanto, ha allargato il territorio: da quasi 40 paesi nel 2020 ad almeno 50.
Due casi a 4 classi: Kenya e New York a confronto
Pubblicazione: caso clinico dal Kenya, Scientific Reports, fine settembre 2026.
Dati chiave: la paziente ha 28 anni e ha sviluppato un’infezione della ferita dopo un intervento programmato. Il ceppo resiste a 4 classi di antifungini, con mutazioni diverse da quelle del 2022.
Il precedente: nel 2022 il gruppo di Samantha E. Jacobs, al Mount Sinai di New York, descrisse su Antimicrobial Agents and Chemotherapy il fungo di un paziente con trapianto multiviscerale. I 19 campioni, raccolti in 72 giorni, erano molto simili tra loro: per gli autori il fungo si era evoluto dentro l’ospedale.
Quanti casi fa Candida Auris in un giorno
Per i Centri per il controllo delle malattie americani (CDC), nel 2024 i casi negli Stati Uniti sono stati almeno 6.304, un record. In un anno bisestile fanno circa 17 al giorno, domeniche comprese. Il fungo bazzica la pelle di molte persone senza fare danni.
Il guaio comincia con chi ha le difese immunitarie basse, di solito in ospedale, dove la donna operata di cui vi parlavo se l’è ritrovato nella ferita.
Che cosa si può fare, a farmaci finiti
I ricercatori hanno avvisato l’ospedale della resistenza, perché applicasse misure di controllo pensate per questo fungo. Per ora è la difesa più concreta, visto che i focolai si possono ancora fermare in corsia, senza antifungini, con le sole regole di igiene e contenimento.
Quando i farmaci smettono di funzionare, resta la pulizia dei reparti. Sulla stessa strada c’è un tessuto autodisinfettante messo alla prova a Valencia, raccontato a inizio settimana. Gli autori avvertono che il pericolo cresce dove i farmaci di ultima generazione arrivano a fatica, mentre il vaccino contro il fungo resta un lavoro in corso.
Il rapporto sulla Candida Auris racconta il genoma del fungo e le sue resistenze ai farmaci. Come stia adesso la donna di 28 anni operata in Kenya, con la ferita infetta, il testo lo lascia in bianco. Speriamo bene.