In una stanza dell’ospedale La Fe di Valencia, in Spagna, un tessuto di cotone viene steso su di un letto e lasciato lì per 48 ore, sotto la normale luce della stanza. Nessuno lo tocca e nessuno lo spruzza con un disinfettante, eppure alla fine accumula il 75% di microrganismi in meno rispetto a un cotone comune messo nelle stesse condizioni.
Dentro le fibre ci sono due composti fotoattivi, un po’ come la pellicola di una vecchia macchina fotografica: quando la luce li colpisce, producono una forma di ossigeno molto, molto ostile ai batteri.
Che cosa fa il tessuto quando la luce lo colpisce
Il lavoro, descritto in una nota dell’Università Politecnica di València, nasce nel campus di Alcoy. Secondo Alberto Blázquez-Moraleja (ITQ), la luce visibile attiva i due composti e l’ossigeno reattivo che ne esce è esiziale per i microrganismi posati sulle fibre.
Marilés Bonet (Alcoy) lo legge come una risposta ai disinfettanti classici, che perdono forza con l’uso e con i lavaggi e selezionano i ceppi resistenti.
In laboratorio, con la luce accesa, l’Escherichia coli è stata inattivata del tutto in 60 minuti e l’Enterococcus faecalis in 20. Per la Candida albicans si parla di una riduzione dopo 3 ore. Dopo 20 lavaggi il cotone manteneva un’azione battericida sopra i livelli di riferimento, precisa Pilar Moya (IAM UPV).
Dove arriva la luce
La prova vera si è fatta nelle stanze di 12 pazienti dell’ospedale La Fe. Per 48 ore, come detto, il tessuto è rimasto sui letti, esposto alla luce, e sui materassi, meno illuminati, accanto a un cotone non trattato. Sui letti il calo dei microrganismi è stato del 75%, con un 77,5% sui batteri Gram-positivi, riferisce Inmaculada Andreu (unità UPV-IIS La Fe). Sui materassi si è fermato al 25%.
Piccolo appunto: sui virus, che il titolo del comunicato mette accanto a batteri e funghi, nel testo non compare nessuna cifra.
Nel novembre 2019 avevamo raccontato i letti in rame, che in terapia intensiva ospitavano il 95% di batteri in meno rispetto a quelli tradizionali. Il rame non chiede finestre, ma allora nessun ospedale ne aveva ricevuti.
Intanto la resistenza agli antibiotici minaccia 10 milioni di vite, stima di cui scrivemmo a settembre 2025.
Magari, con questo tessuto, inizieremo a “cucire” una soluzione a questo problema.
Che cosa hanno misurato a Valencia
Pubblicazione: Martínez-González e colleghi, “Light-Driven Antimicrobial Cotton Fabric: Multilayer Dye-Finishing Design and Hospital Environment Validation”, pubblicato su ACS Applied Materials & Interfaces (2026). DOI: 10.1021/acsami.6c08865.
Quando arriveremo dal cotone di Alcoy al reparto?
Serviranno dai 3 ai 5 anni. Il processo, dicono i ricercatori, si integrerebbe nelle normali lavorazioni tessili, quindi la produzione non parte da zero. Mancano però costi, tempi industriali, nome dei due composti e dati sui virus. I primi candidati sono i reparti con finestre generose, visto che l’effetto dipende dalla luce.