In questo momento, da qualche parte, due persone stanno portando un divano su per tre rampe di scale. Si fermano al secondo piano, uno dei due impreca, l’altro dice che bisognava smontare la porta. È la scena più universale dell’arredamento domestico, e dura da sempre.
A Charlotte, North Carolina, due uomini hanno deciso che la soluzione era un divano elettrico. Non una metafora: un divano vero, a grandezza piena, appoggiato di traverso su due monopattini Lime presi a noleggio. Stavano scendendo lungo South Tryon Street quando li ha intercettati una pattuglia.
Un divano elettrico che scende per South Tryon Street
Il Charlotte-Mecklenburg Police Department ha pubblicato la foto con un commento che vale più di qualsiasi verbale: «Beh, questa è decisamente la prima volta». Gli agenti della EDU hanno fermato il mezzo, hanno fatto scendere i due e hanno chiuso il post con una raccomandazione sulla sicurezza.
Apprezziamo la creatività, ma meglio lasciare le esposizioni di mobili in movimento a IKEA.
Non si sa se i due siano stati multati. La polizia non ha diffuso i nomi, e il resoconto di Electrek si ferma lì: ammette apertamente di non sapere come i monopattini fossero fissati al telaio del divano, né come i due riuscissero a sterzare. Poi, tre righe dopo, conclude che il sistema «sembra aver funzionato ragionevolmente bene», sulla base del fatto che sono arrivati abbastanza lontano da farsi notare da una volante.
Due affermazioni che non stanno nella stessa stanza. Farsi fermare dalla polizia è la definizione tecnica di non essere arrivati a destinazione.
Il problema non era la spinta, era la curva
La parte interessante è meccanica. Un monopattino condiviso sterza su un asse singolo, con il peso di una persona in piedi sopra la pedana. Vincolane due a un corpo rigido largo due metri e hai creato un veicolo a quattro ruote con due sterzi indipendenti che devono accordarsi al centimetro, senza alcun differenziale e senza un punto di rotazione comune.
Due monopattini legati a un divano non curvano: strisciano. In rettilineo leggero il vascello da salotto regge, perché i due piloti spingono nella stessa direzione e la gomma perdona. Alla prima rotatoria uno dei due assi va in conflitto con l’altro e qualcosa cede, di solito l’equilibrio di chi sta seduto dietro.
Il bello è che questa non è nemmeno la cosa più strana che la micromobilità abbia partorito. Abbiamo raccontato un triciclo che si apre e diventa casa, e perfino un mini yacht elettrico con sauna a bordo. La differenza è il budget: lì c’erano studi di design e prototipi, qui ci sono due abbonamenti a consumo e un divano probabilmente già destinato alla discarica.
In pratica, i due di Charlotte hanno fatto a mano quello che le aziende di sharing promettono da dieci anni: trasporto porta a porta, comodo, senza possedere il mezzo. Lo hanno solo fatto male, e seduti.
«Il divano è una macchina per sedersi», diceva Le Corbusier. Credo dicesse casa, e credo parlasse di abitare, ma dopo aver guardato la foto del divano elettrico di South Tryon Street la citazione sbagliata mi sembra più precisa di quella giusta.