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Scoperte

Il cervello digitale di un moscerino cammina dentro un computer

Un cervello digitale copiato da una mosca vera guida un corpo virtuale: cammina, si pulisce, cerca il cibo. Ma non impara.

Fotogramma del video di Eon Systems: a sinistra la mosca virtuale, a destra l attività del suo cervello digitale
A sinistra la mosca virtuale, a destra il suo cervello digitale in azione. Foto: Eon Systems

Un moscerino della frutta cammina verso una fetta di banana, si ferma a pulirsi dalla polvere e riparte, e tutto questo succede dentro un computer. A guidarlo c’è un cervello digitale copiato neurone per neurone da quello di una mosca vera: l’ha messo al lavoro la startup Eon Systems, ma senza centinaia di persone che hanno passato mesi a correggere a mano gli errori di un algoritmo non sarebbe esistito.

Come si copia un cervello grande quanto un granello

Il procedimento è questo: il cervello dell’insetto viene fissato in resina, tagliato in circa 7.000 fettine sottilissime e fotografato fetta per fetta al microscopio elettronico. Ogni neurone finisce sparpagliato fra migliaia di immagini, e nessun essere umano potrebbe ricucirlo in una vita di lavoro: l’intelligenza artificiale ha seguito i filamenti da una fetta all’altra e li ha ricostruiti in 3D, poi le persone hanno controllato il risultato un pezzo alla volta.

Ne è uscita la mappa completa dei collegamenti (si chiama connettoma): 139.000 neuroni e oltre 50 milioni di sinapsi, cioè i punti in cui un neurone parla con un altro. È la prima di un insetto adulto. Quattordici anni fa raccontavamo la connettomica come un cantiere appena aperto, con tempi stimati in decenni, e oggi un lotto è chiuso.

Eon è partita da questa mappa, già trasformata in modello da Philip Shiu e colleghi in uno studio del 2024. Poi l’ha collegata a un corpo virtuale di mosca chiamato NeuroMechFly, che si muove dentro un simulatore di fisica. Se i sensori del gusto sentono lo zucchero, il cervello risponde e il corpo va verso il cibo. Se si sporca di polvere finta, si ferma e si pulisce.

Un po’ come il volante di un’auto: il cervello digitale dà i comandi di base (avanti, gira, pulisciti), mentre a muovere le zampe ci pensano controllori già addestrati a imitare una mosca vera.

Il moscerino digitale in breve

Progetto: il resoconto tecnico di Eon Systems (10 marzo 2026), costruito sul modello cerebrale di Shiu e colleghi, Nature (2024).

Dati chiave: 139.000 neuroni, oltre 50 milioni di sinapsi, circa 7.000 sezioni al microscopio elettronico. Il modello cammina, si pulisce e va verso il cibo; non impara e non conserva memorie.

Da qui a un cervello umano quanto manca

Allora, vediamo un po’. Un cervello umano contiene circa 86 miliardi di neuroni, quindi il moscerino ricostruito pesa più o meno 1/620.000 di noi. Ogni zero in più si porta dietro dati da archiviare, calcolo da pagare e revisori da stipendiare per anni.

Poi c’è la parte che il modello non sa fare. La mappa dice chi è collegato a chi, ma non quanto sia forte ogni collegamento in un dato momento, né dove vive la memoria di un singolo individuo: per questo ogni prova riparte da zero. In pratica abbiamo lo schema elettrico dell’impianto senza sapere quanta corrente passi in ciascun filo.

Va aggiunto che i risultati sono dichiarati dalla startup e non hanno ancora passato una revisione indipendente. Chi ha guardato il video con occhio critico fa notare che a camminare e pulirsi sono soprattutto i controllori del corpo. Aggiunge che circa 15.000 neuroni del midollo ventrale non sono simulati. Per ottenere una mappa così dettagliata, inoltre, il cervello va distrutto: nessuna scansione delicata, per ora. Sul mind uploading ne parlavamo già nel 2023, e la distanza dall’idea alla pratica resta questa.

Una copia perfetta della struttura si comporterebbe come voi, ma non avrebbe nessuna continuità con la vostra vita biologica: comportamento identico, persona diversa. I prossimi passi guardano ai vertebrati: Eon dichiara di puntare a un cervello di topo entro due anni.

Nel frattempo il cervello digitale del moscerino gira in loop su qualche server: allunga la proboscide verso lo zucchero, lo trova, e un istante dopo non sa nemmeno di averlo mai incontrato.