Un’ambulanza solare ha percorso più di 800 km nel Kenya, e il carburante ce l’ha messo il cielo: gli studenti di Eindhoven che l’hanno costruita l’hanno guidata per 6 ore fino a Mosiro, un presidio sanitario remoto nella regione di Narok, e lì hanno acceso insieme tutte le apparecchiature di bordo. Si chiama Stella Juva, e questo è un aggiornamento per voi.
Un’ambulanza che si ricarica davvero mentre cura?
Sì, da ferma e col sole. Secondo il team, con tutte le apparecchiature accese insieme, dai raggi X al frigo dei vaccini, i pannelli hanno prodotto più energia di quanta ne servisse. Stella Juva ha 542 celle solari stanno sul tetto e sul portellone, più due ali che si aprono quando il veicolo si ferma. Di notte e con le nuvole, invece, entra in gioco una batteria da 50 kWh.
Ad agosto, quando la presentammo, parlavamo principalmente della sua autonomia: 715 km su asfalto e di 360 in fuoristrada. Il collaudo ne ha contati più di 800, sterrato compreso, e questo significa che qualche ricarica per strada c’è stata per forza (il team non dice dove né quanta, la deduzione è mia).
Dietro l’ambulanza solare c’è un progetto partito a settembre 2025 con 23 studenti, finanziato in parte da Royal FloraHolland. Isabella Wanningen, una di loro, ha spiegato che il collaudo doveva verificare due cose: se il veicolo regge il fuoristrada e come riesce a erogare le cure una volta arrivato.

I pazienti? Duecento, ma per adesso solo sulla carta
Il team di ricerca calcola che in 2 giorni di attività avrebbe potuto assistere circa 200 persone, tra cui fino a 40 donne in gravidanza visitate con l’ecografo in una sola uscita. Il collaudo, però, per ora è rimasto tecnico, e secondo BGR nessun paziente è stato curato davvero. Diciamo che per il momento ha curato soprattutto il bilancio energetico.
L’ambulanza, anzi: l’ambulatorio con i suoi marchingegni viaggia fino al villaggio e chi deve farsi visitare lo aspetta lì (che è la formula che ad agosto chiamavamo “l’ospedale che va dal paziente”), e che spiega i 2 posti.
Speriamo bene: il concetto di “veicolo che ricava la sua autonomia dal sole” vive più bassi che alti. Ricordate la Sion di Sono Motors? No? Io si. Era partita con le stesse premesse, ma nel 2023 ha fermato la produzione.
Geoffrey Sadera, di Amref, immagina un mezzo del genere nelle zone dove la mortalità di madri e bambini resta alta, con l’idea di individuare i rischi prima e di intervenire prima andando direttamente sul posto.
Forza, Stella Juva! (A un tifoso del Napoli come me, si sappia, fa un certo effetto dire parole che ricordano altro: ma per il soccorso questo e altro).
Il collaudo nella regione di Narok
Fonte: Solar Team Eindhoven con Amref Health Africa, test in Kenya di agosto 2026, raccontato da Euronews e da Africanews.
Quanto manca a una flotta vera?
Ad agosto scrivemmo che servono almeno 5 anni per la commercializzazione e 10 perché arrivi davvero nelle aree remote. Anche se oggi è finalmente arrivato il collaudo, non sposto ancora quella previsione: nelle fonti che ho letto non compaiono né un prezzo né una data di produzione, e il team si dice aperto a partner per il passo successivo. Il banco di prova è Amref Health Africa, il partner del test, di cui avevamo già incrociato il lavoro con l’IA contro la malnutrizione infantile. Il prossimo passo, intanto: prevedo che una sperimentazione con pazienti veri, e non solo stimati, avverrà entro il 2028.