Nella regione del Turkana, nord del Kenya, l’operatore sanitario di Amref si sposta a volte in bicicletta. La stazione più vicina con corrente affidabile può stare a tre ore di distanza, da percorrere su strada sterrata. Questo mese di agosto arriverà da Eindhoven un’ambulanza costruita da 23 studenti: ha il tetto tappezzato di pannelli solari, una batteria da 50 kWh, velocità massima di 120 km/h, autonomia di 715 km su asfalto e 360 in fuoristrada. Si chiama Stella Juva, e non corre verso il pronto soccorso, anzi: fa l’esatto contrario di quello che fa un’ambulanza europea.
Presentata il 21 luglio 2026 al Politecnico di Eindhoven dal Solar Team dopo 11 mesi di sviluppo, Stella Juva (poi mi farò spiegare dal team l’origine del nome, che mi ricorda tanto una nota squadra bianconera) è la prima ambulanza al mondo pensata per funzionare solo a energia solare.
Le celle solari sul tetto alimentano insieme le ruote e la strumentazione: defibrillatori, radiografia portatile, ecografo, kit per i prelievi, tutto. La batteria copre anche la notte e le giornate grigie.
Un’ambulanza che porta l’ospedale al paziente
Come vi accennavo, una barella classica corre verso l’ospedale con dentro il paziente. Stella Juva viaggia in senso inverso: è l’ospedale che va nel villaggio. Questo veicolo è una vera e propria clinica mobile autosufficiente che fa screening per tubercolosi e malaria, ecografie ostetriche, prelievi, vaccinazioni e tanto altro.
Cose che salvano vite quando le fai in tempo, e che nelle aree remote non si fanno perché nessuno arriva.
Il partner sul campo è Amref Health Africa, l’associazione che decenni fa chiamavamo Flying Doctors (la conoscete se avete visto qualche vecchio documentario RAI). Con loro il team volerà in Kenya ad agosto per i test veri, dove gli ospedali stanno a giornate di distanza. Un pezzo dei fondi arriva da Royal FloraHolland: il Kenya è tra i principali produttori mondiali di fiori recisi, circa 100.000 persone lavorano nelle serre, e la filiera ha capito che tenere in piedi la sanità dove vive la manodopera conviene anche a chi compra rose.
Le celle solari e il cielo giusto
I pannelli sul tetto dell’ambulanza solare sono di Aiko, azienda cinese, e sono di tipo All Back Contact: hanno i contatti tutti sul retro (più superficie utile davanti al sole) e interconnessioni in rame che reggono le vibrazioni della pista sterrata senza crepare come quelle sottili al silicio dei pannelli normali. Il dettaglio delle micro-fratture pesa: fa la differenza tra un veicolo che dura sei mesi e uno che dura sei anni.
Il team manager Mathijs van Gerven ha ammesso alla stampa olandese che i 715 km valgono al sole del Kenya, non a quello dei Paesi Bassi. Il mezzo è stato progettato per il clima dove opererà davvero. Per l’Africa equatoriale è la scelta giusta; mandatelo in Scozia a novembre e diventa un normale furgone elettrico con un tetto strano.
Stella Juva in breve
Progetto: Solar Team Eindhoven (23 studenti), Eindhoven University of Technology. Sviluppo settembre 2025 – luglio 2026. Sito ufficiale.
Ambulanza solare, un’eccezione in un cimitero di sogni fotovoltaici
Il mercato è il nostro sito hanno visto passare l’entusiasmo per Lightyear e il finale amaro di Sono Sion, auto solari commerciali finite male perché l’energia dal tetto non giustifica il prezzo per chi ha già la spina di casa. Stella Juva sposta il ragionamento: dove la spina non c’è, quel poco di kWh vale oro. Anche la prima ambulanza autonoma con drone anti-traffico che raccontammo nell’ormai lontano 2020 aspetta ancora un cliente vero.
Stella Juva parte con tanti talenti, un partner sul campo, un continente su cui operare e un problema da risolvere: chissà se ci risentiamo tra due anni per raccontare quanti chilometri ha fatto davvero, sotto un sole che qui non potremo mai avere.
Da qui alla flotta vera
Almeno 5 anni per un modello commerciale sostenibile, almeno 10 per una diffusione reale nelle aree remote.
Il prototipo costa quanto una villa e il team è composto da studenti. Perché diventi una flotta servono un produttore industriale, ONG e ministeri che comprino, e celle solari a prezzi da veicolo commerciale. Vediamo se Amref, dopo i test, riuscirà a mettere insieme un ordine da qualche decina di mezzi.