Un’azienda tedesca ha messo in vendita un pannello solare che si applica come una carta da parati: si chiama HeliaSol, viene da Dresda e pesa meno di 2 kg per metro quadro. È solare organico: cellule al carbonio invece di silicio, stampate su una pellicola sottile due millimetri.
Immaginate di srotolare un adesivo nero da un metro e mezzo, di stenderlo sul muro con un rullo, e di avere una facciata che produce energia. Il fotovoltaico tradizionale, quello che vedete sui tetti, pesa dieci volte tanto e ha bisogno di strutture di sostegno. Ecco, HeliaSol non è niente di tutto questo.
Parliamo del solare organico
Un modulo HeliaSol misura 2 metri per 43,6 centimetri, pesa 1,6 kg e produce 45 watt. Sul retro ha un adesivo acrilico che aderisce a metallo e cemento, oltre al vetro: l’installatore marca la posizione a matita, stacca la pellicola protettiva, e passa il rullo. Tutto qua.
In tre giorni Siemens Energy ha coperto una facciata della sua fabbrica di trasformatori a Norimberga con 150 pellicole. La stessa operazione col silicio avrebbe richiesto settimane di impalcature, e soprattutto un muro capace di reggere il peso.
La tecnologia organica funziona come il silicio: cattura la luce e la trasforma in elettricità. Ma le cellule sono piccole molecole depositate sotto vuoto su una pellicola flessibile.
La resa? Ottavo posto, ma la partita è un’altra
Come lo vedete il 7,2-8% di efficienza contro il 22-24% di un moderno pannello al silicio? Si, il solare organico ha un decimo del peso, ma solo un terzo della resa. Se HeliaSol dovesse competere sui tetti industriali dove il silicio va benissimo, la partita sarebbe finita prima di cominciare: e infatti Heliatek non ci prova nemmeno.
Il target, però, sono le superfici che nessuno stava sfruttando: facciate verticali, tetti a botte, coperture metalliche che d’estate diventano fornaci a 60 gradi. Sui milioni di metri quadrati di facciate morte, anche l’8% di resa produce elettricità che prima era zero. Mi sbaglio?
Il prodotto in cifre
Modulo: HeliaSol 436-2000, prodotto da Heliatek (Dresda, Germania). Certificato IEC 61215 e IEC 61730 da TÜV Rheinland. Garanzia 20 anni.
Dati chiave: 2000×436 mm, 1,8 mm di spessore, 1,6 kg. Potenza 45 W. Efficienza 7,2-8%. Raggio minimo di curvatura 50 cm. Installazioni completate: Samsung Suwon in Corea del Sud (40 kWp, 700+ moduli, la più grande al mondo), Siemens Norimberga, aeroporto Colonia-Bonn.
Tre anni dopo la “rivoluzione”, ecco la nicchia
Nel 2022 avevamo raccontato Heliatek come pioniera delle pellicole solari, con un prodotto chiamato HeliaFilm che dichiarava 85 W/m² e 17,2% di resa in laboratorio. Tre anni dopo, il prodotto commerciale viaggia a circa metà di quei numeri. Non è un fallimento: è la distanza normale tra il record di laboratorio e ciò che deve durare vent’anni sotto pioggia e cicli termici.
Nel frattempo l’azienda ha smesso di promettere “invasioni di mercato” e firma contratti più circoscritti, ma veri, con Samsung e Siemens. Le installazioni più grandi al mondo restano al momento nell’ordine dei 40 kilowatt di picco, quanto un piccolo impianto residenziale, ma su superfici che nessun altro sapeva coprire. Anche i pannelli adesivi per tetti si fanno vedere altrove, e il solare verticale integrato si scava lo spazio che il silicio non può occupare.
Ci sarà un incremento di questa tecnologia?
Si, ma ci vorranno dai 5 ai 10 anni per una diffusione significativa sulle facciate industriali europee, e molto di più per il settore residenziale.
Il vero limite non è tecnico: è la garanzia di 20 anni contro i 25-30 del silicio, e un costo per watt installato ancora superiore.
Alla fine il solare organico non è quello che pensavamo nel 2017: non ha sostituito nessuno, e non ha invaso nessun mercato. Ha fatto qualcosa di più modesto e più utile: ha trovato le superfici che nessuno sfruttava e ha cominciato a coprirle. Un capannone alla volta, un aeroporto alla volta. Vediamo, col tempo, dove arriverà.