Chi cammina sopra Faverges-Seythenex, sulle Alpi francesi a sud del lago di Annecy, di solito torna a valle con il vento nelle orecchie e il suono dei campanacci. Da luglio qualcuno torna con una melodia suonata da sé: sul pendio c’è un padiglione di legno con quasi 1000 campanelle appese, e per farle cantare basta passarci accanto con un bastone.
Da vicino, le campanelle sono stecche di legno appese in file fitte, ognuna tagliata a una lunghezza diversa. Più è corta, più il suono sale. Messe una accanto all’altra formano uno xilofono alzato in piedi, lungo quanto una baracca da pastori, che si suona camminando: il bastone scorre sulle stecche, la scala di toni corre lungo la parete e poi si allarga sulla valle.
Si chiama Le Bruit du Bois (il rumore del legno) e l’hanno progettato 4 studenti della scuola di architettura di Montpellier: Antoine Aunave, Flora Peyrot, Mathilde Steenhaut e Luc Loviton. Hanno vinto l’edizione 2026 del Festival des Cabanes, un concorso che dal 2015 dissemina capanne di legno locale tra il lago e le montagne. Le proposte arrivate erano quasi 200, quelle costruite 14.
Come suonano le campanelle di legno
Il segreto sta in un listello largo appena 4 centimetri, scelto all’uopo e ripetuto per tutta la struttura. Lo stesso profilo regge il padiglione e produce il suono, e siccome è sottile si flette un poco: col vento, le campanelle suonano anche da sole.
Il padiglione occupa 15 metri quadri e poggia su una passerella sollevata dal terreno. Da lontano sembra una riga sottile tracciata sul pendio. Da dentro diventa quasi una stanza, perché il legno avvolge chi passa e tra una stecca e l’altra restano fessure da cui si vedono i prati e le montagne. Una capanna che si ascolta prima ancora di vederla.
Le Bruit du Bois, carta d’identità
Progetto: Antoine Aunave, Flora Peyrot, Mathilde Steenhaut e Luc Loviton (ENSA Montpellier), vincitori del Festival des Cabanes 2026 su quasi 200 candidature.
Dati chiave: il padiglione occupa 15 metri quadri e conta quasi 1000 stecche sospese, tutte ricavate da un profilo di 4 centimetri. È a Les Combes de Seythenex (Alta Savoia), visitabile gratis fino al 15 novembre 2026.
Uno strumento con la stagione contata
Architetture che suonano ne esistono già. Sul lungomare di Zara, in Croazia, dal 2005 l’Organo marino di Nikola Bašić fa cantare le onde dentro 35 canne nascoste sotto i gradini; sulle colline di Burnley, in Inghilterra, dal 2006 il Singing Ringing Tree trasforma il vento in un lamento di tubi d’acciaio. In entrambi i casi suona la natura, e l’uomo ascolta.
Nel 2019 vi raccontammo il museo di Liyang progettato da Crox, un edificio di alluminio che sembrava uno strumento musicale. Sembrava, appunto. A Seythenex lo strumento lo suoni tu, con un bastone di legno e basta. E in un momento in cui il legno sta tornando nell’edilizia vera, fa piacere vederlo giocare.
Le capanne del festival, però, nascono effimere. Restano aperte dal 1 luglio al 15 novembre con ingresso libero, e ogni anno ci passano più di 30.000 persone. L’Organo di Zara suona da 21 anni; per Le Bruit du Bois ne restano meno di 8 settimane.
Per secoli, nelle valli alpine, i campanili hanno scandito le ore per chi non aveva un orologio in tasca. Queste campanelle di legno scandiscono una stagione sola, poi tacciono. Il vento, per conto suo, continuerà a passare di lì.