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Architettura

L’Opera House di Shanghai ha un tetto aperto 24 ore su 24

L'Opera House di Shanghai ha aperto il 17 ottobre: 3 sale, 4.200 posti, un tetto sempre aperto e 82 spettacoli in 127 giorni.

L’Opera House di Shanghai ha un tetto aperto 24 ore su 24

In Cina, una persona che studia architettura ha chiesto a un architetto norvegese come avesse fatto a costruire un’Opera House a Shanghai che sembra cinese senza esserlo. La risposta è stata che ha guardato a lungo il posto prima di disegnare qualsiasi cosa. Ci sta.

L’architetto è Kjetil Thorsen, cofondatore di Snøhetta, e l’edificio è la Shanghai Grand Opera House, sulla riva dello Huangpu. Misura 146.786 metri quadrati, contiene 3 sale per 4.200 posti in tutto e ha una scala a spirale che arriva fino al tetto. L’apertura al pubblico è fissata per il 17 ottobre 2026, secondo il comunicato dello studio. Lo stesso comunicato promette un tetto accessibile 24 ore su 24 per tutto l’anno.

Perché la Shanghai Opera House ha una scala che sale sul tetto

La scala è il pezzo che tutti guardano. In cima sporge a sbalzo nel vuoto, e chi l’ha disegnata la paragona a un ventaglio che si apre o a una fila di tasti di pianoforte. Il paragone cambia a seconda di chi guarda e di quanto vuole fidarsi. Porta a un tetto che fa da palcoscenico all’aperto o da punto d’incontro, dimodoché l’edificio sembri un pezzo di città.

Il ragionamento di Thorsen è lineare. Un teatro d’opera mette soglie dappertutto, fra muri e biglietti, e il compito dello studio è abbassarle dove si può, in modo che l’edificio si goda anche senza assistere a uno spettacolo. Era già la logica di Oslo, dove il tetto dell’Opera scende fino all’acqua e ci si cammina sopra. L’edificio è del 2008, anche se nell’articolo di Dezeen la data compare come 2000. Il biglietto serve per la platea, la scala la sale chiunque.

L’involucro segue lo stesso schema, con una facciata che alterna superfici trasparenti e opache a seconda di dove serve riservatezza e di dove serve apertura. Fuori dominano pietra bianca e vetro, dentro i toni sono più scuri, e di sera le torri di scena cambiano colore sullo skyline.

Sul fronte energetico Thorsen ammette che scala e complessità hanno reso difficile contenere il carbonio. Il tetto chiaro respinge il calore, l’atrio si apre su fiume e parco per far circolare l’aria, e la vicinanza ai trasporti pubblici riduce le auto. Dezeen non riporta nessun dato sulle emissioni, quindi per ora il risparmio resta una descrizione, senza cifre.

3 sale, 47 produzioni e una stagione di 127 giorni

Dentro la Shanghai Opera House ci sono la Harmony Hall, con 2.000 posti su 5 livelli in rosso profondo, come scavata da un blocco unico. Il Soar Theatre ne ha 1.200, per programmi più raccolti. La terza sala, l’Open Stage, ha 1.000 posti, con palco e platea che si adattano alle serate sperimentali e una vetrata sul fiume. A queste si aggiunge la Grand Atelier, uno spazio per l’educazione artistica che Wanderlust elenca insieme alle altre.

La stagione inaugurale va dal 17 ottobre 2026 al 20 febbraio 2027 e conta 47 produzioni per 82 spettacoli, secondo il comunicato del distretto di Pudong. Fatto il conto, ogni produzione va in scena in media meno di 2 volte (82 diviso 47 fa 1,7), e la stagione dura 127 giorni, estremi compresi.

Con 3 sale, in 127 giorni, le serate possibili sono 381, e 82 spettacoli ne occupano circa 1 su 5. Il calcolo è mio e dà per scontato al massimo 1 spettacolo al giorno per sala, senza contare prove e serate a ingresso libero. Il programma completo, ancora da annunciare, potrebbe aggiungere altri appuntamenti.

Metri quadri, anni di cantiere e una spirale già vista

Le cifre dell’edificio hanno cambiato misura strada facendo. Nei primi articoli sul progetto, scritti dopo il concorso, la superficie era di 134.000 metri quadrati (BD+C). Lo stesso articolo dava il completamento nel 2023.

Poi è arrivata la previsione di fine 2025 (Hube) e infine l’apertura di ottobre 2026, dopo 6 anni di cantiere secondo China Daily. Oggi Dezeen scrive 146.786 metri quadrati, 12.786 in più, circa il 9,5%. Le fonti consultate non dicono se le 2 cifre misurino la stessa cosa.

Per capire quanto spazio sia, serve un termine di paragone. Nel febbraio 2025 raccontammo il teatro dell’opera e del balletto di Pristina, firmato BIG: 42.395 metri quadrati per 2.500 posti distribuiti in 3 sale. Fa 17 metri quadrati a posto. A Shanghai, con 146.786 metri quadrati per 4.200 posti, ne vengono quasi 35, il doppio. I 2 edifici fanno cose diverse, e a Shanghai ci stanno pure ristoranti e sale prove, quindi il confronto va preso con le molle.

La spirale, a Shanghai, l’avevamo già incontrata. A luglio 2021 raccontammo il museo di astronomia della città, quello senza linee rette. Ha una rampa a spirale di 720 gradi che porta alla cupola di vetro rovesciata. Con un museo e un teatro d’opera che salgono a chiocciola, la città sembra avere un debole per le scale che girano su sé stesse.

Sale, posti e date, con la fonte accanto

Progetto: Snøhetta con East China Architectural Design & Research Institute (ECADI), Theatre Projects e Nagata Acoustics, incaricati nel 2019, dopo un concorso internazionale che Dezeen data al 2016 e Archello al 2017.

Dati chiave: 3 sale per 4.200 posti (2.000, 1.200 e 1.000). La superficie è di 146.786 metri quadrati secondo Dezeen, contro i 134.000 della fase di concorso. La stagione inaugurale va dal 17 ottobre 2026 al 20 febbraio 2027, con 47 produzioni e 82 spettacoli. Il tetto pubblico, secondo lo studio, resta aperto 24 ore su 24.

Che cosa resta da misurare

Thorsen dice che la flessibilità dell’Open Stage serve soprattutto ai più giovani, per rendere la cultura più vicina alla vita di oggi. Un punto di riferimento riuscito, aggiunge, lo riconoscono anche le persone che gli vivono intorno. Il tetto, stando allo studio, resta aperto al pubblico giorno e notte, ed è il posto dove la promessa si potrà verificare.

La stagione di apertura dell’Opera House finisce il 20 febbraio 2027. Quel giorno si potrà fare il conto di quante delle 82 serate hanno riempito i posti. Sul tetto, aperto giorno e notte, i posti non si contano. Resta da vedere se chi arriva fino in cima, prima o poi, scenderà anche in platea.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn