Una goccia di sangue dal polpastrello cade su un chip di plastica, e qualcuno gira una manovella come si farebbe con un vecchio macinacaffè. Dopo 1 minuto, nei canali segnati A, B e Rh, si formano delle bande rosse che indicano il gruppo sanguigno. La lunghezza della banda, letta su una scala stampata sul chip, dice invece quanta parte del sangue è fatta di globuli rossi (l’ematocrito, nel linguaggio dei medici): e tutto questo, senza alcuna presa di corrente, né laboratorio. Sorpresi? Vi dico di più.
Dentro il chip, un canale per ogni etichetta
Il sangue corre lungo i canali spinto dalla rotazione. Se combacia con l’etichetta del canale, i globuli rossi si attaccano tra loro. A fine corsa li blocca una fessura larga circa 1/10 di un capello, che lascia passare solo le cellule singole. Bastano 3 microlitri, meno di una goccia, e la banda rossa si legge a occhio, senza batterie.
La corrente può mancare, la forza centrifuga no: per fornirla, però, basta girare la manovella.

Perché a un ferito servono giusto due numeri
Davanti a una persona che ha perso molto sangue, i medici cercano principalmente due informazioni: il gruppo sanguigno, per sapere quale sangue si può dare senza rischi, e l’ematocrito, che segnala emorragia o anemia. Qualche anno fa Lila Kerr e Lauren Theis, due studentesse della Rice University, costruirono con un essiccatore per l’insalata una centrifuga senza elettricità.
Faceva 950 giri al minuto e ci volevano 10 minuti per separare globuli rossi e plasma, quindi per il solo ematocrito. Qui ne basta 1, e ci scappa anche il gruppo.
Un gruppo sanguigno letto sul campo: che cosa si sa
Il resoconto che ho potuto leggere non dice chiaramente su quanti campioni l’aggeggio è stato provato, con quale esito e a che costo. In ospedale il gruppo si controlla comunque con le prove di compatibilità tra sangue del donatore e del paziente, e non c’è scritto se il chip potrà sostituirle o semplicemente accelerarle.
Ad aprile 2024 raccontammo gli enzimi di Akkermansia muciniphila che in circa 30 minuti convertono i globuli rossi A e B in gruppo 0. A novembre 2022 era toccato al sangue coltivato in laboratorio, somministrato per la prima volta.
Sono strade diverse per lo stesso problema: sapere quale sangue dare e averne abbastanza.
Lo studio, per quel che se ne sa
Pubblicazione: DOI 10.1016/j.bios.2026.119215 (il prefisso rimanda a Biosensors and Bioelectronics), segnalato da Phys.org il 17 ottobre 2026.
Dati chiave: circa 3 microlitri di sangue, 1 minuto, nessuna elettricità, gruppo ABO e Rh più ematocrito. Autori, numero di campioni, accuratezza e costo non compaiono nel resoconto.
Quanto passerà dal chip al kit da ambulanza?
Dico dai 3 ai 5 anni. Servono prove su molti campioni reali, il confronto con i test di laboratorio e un’approvazione sanitaria. Ambulanze e ospedali da campo senza corrente sarebbero i primi a usarlo, se i numeri sull’accuratezza reggono.
Resta da immaginare la scena in un’ambulanza di campagna, con il telefono senza campo. C’è la goccia dal polpastrello, una manovella che gira, una banda rossa che si ferma sul numero stampato: il gruppo sanguigno, letto su un pezzo di plastica.
E forse, speriamo sempre, una vita salvata.