«C’è una macchiolina nel polmone, per ora la teniamo d’occhio.» Dopo una TAC al torace capita di sentirsi rispondere così, e per anni resta il dubbio se quel puntino diventerà un cancro. Una parte della ricerca oncologica vuole smettere di aspettare e prova a intercettare il cancro prima che esista, curando le cellule sospette quando ancora non sono un tumore. Si chiama cancer interception e punta sul sistema immunitario.
Il ragionamento parte da un fatto poco intuitivo: le mutazioni del DNA da sole non spiegano chi si ammala, perché molte persone le portano per decenni senza che accada niente. Per Miriam Merad, ricercatrice del Mount Sinai di New York, l’altra metà del quadro è l’infiammazione, come racconta SingularityHub.
Come si fa a intercettare un tumore che non c’è ancora?
Le prove cliniche usano strumenti diversi. Can-Prevent-Lung, il progetto di Merad, testerà un antinfiammatorio su persone con lesioni polmonari persistenti e ad alto rischio. PRECEDE seguirà oltre 20.000 persone con familiari colpiti da tumore al pancreas, e verificherà se daraxonrasib aiuti dopo l’asportazione delle lesioni. Un vaccino contro la mutazione KRAS, intanto, ha spinto il sistema immunitario a riconoscere le cellule mutate in circa il 90% dei partecipanti con anomalie al pancreas.
Un farmaco per il cuore e le sue 129 diagnosi
Il farmaco di Can-Prevent-Lung è il canakinumab di Novartis, nato per le malattie cardiovascolari. Nel 2017 Paul Ridker e colleghi seguirono 10.061 pazienti con un infarto alle spalle e videro che con la dose da 300 mg i tumori al polmone calavano molto, con un rischio relativo di 0,33. Le diagnosi, però, erano 129 in tutto, circa l’1,3% dei partecipanti, e gli autori stessi definiscono l’analisi esplorativa.
Nello stesso studio le infezioni fatali furono più frequenti con il farmaco. Nel 2021 Novartis lo ha poi provato con pembrolizumab e chemioterapia su circa 600 pazienti con tumore al polmone avanzato. Nello studio CANOPY-1 né la sopravvivenza né il tempo senza progressione sono migliorati in modo significativo.
Il lavoro di Ridker sul canakinumab
Pubblicazione: Paul M. Ridker e colleghi, “Effect of interleukin-1β inhibition with canakinumab on incident lung cancer in patients with atherosclerosis”, pubblicato su The Lancet (2017). DOI: 10.1016/S0140-6736(17)32247-X.
Dati chiave: lo studio ha seguito 10.061 pazienti per una mediana di 3,7 anni e registrato 129 casi di tumore al polmone. Con 300 mg il rischio relativo è stato di 0,33 per le diagnosi e di 0,23 per la mortalità.
Nell’aprile 2023 raccontammo che Moderna prometteva vaccini contro il cancro entro il 2030. Ad agosto 2026 è arrivato un primo risultato di fase III, ma contro la recidiva del melanoma dopo l’intervento, quando il tumore c’era già stato.
Chi prenderà una pillola senza essere malato?
Curare chi sta bene richiede prove più severe che curare chi sta male. Il daraxonrasib, in alcuni pazienti, provoca eruzioni cutanee tanto gravi da far interrompere la terapia, e chi non ha un tumore ha meno motivi per sopportarle.
Per decidere chi trattare, dimodoché il farmaco arrivi solo a chi ne ha bisogno, il gruppo di Merad sta valutando un esame del sangue che misura l’infiammazione, un valore che oggi nessuno controlla. Un atlante come quello di cui scrivemmo a ottobre 2025 prova a scovare i tumori quando sono ancora minuscoli.
Quanto manca a una cura prima della malattia
Orizzonte stimato: 7-15 anni per terapie alla portata di tutti, secondo la redazione, mentre Bottom Line indica gli anni 2030 per le prime applicazioni diffuse.
Servono i risultati di Can-Prevent-Lung e PRECEDE, un modo affidabile per scegliere chi trattare e farmaci che chi non ha un tumore possa sopportare. Le prime a vederne i frutti saranno le persone con rischio alto e documentato, come chi ha familiari colpiti da tumore al pancreas.
Oggi, a chi trova un puntino sospetto sulla TAC, la medicina chiede ancora di aspettare e di rifare l’esame dopo qualche mese.
Intercettare il cancro prima che esista è un’idea che le prove in corso dovranno confermare, e per saperlo ci vorranno anni.