Ogni anno, a maggio, 39 alberi adulti piantati in un anello di fioriere alto circa un metro dovrebbero salire su una piattaforma galleggiante ormeggiata sull’Arno, a Firenze, e a settembre, prima che arrivino le piene d’autunno, tornare nei vivai comunali dove le radici restano al sicuro fino all’anno dopo. È l’idea di Angelo Renna, architetto di Prato: un’isola di pontoni prefabbricati e travi di legno, che si monta e si smonta come un palco. Dovrebbe ospitare concerti e mercati all’aperto in un tratto di fiume dove l’acqua rallenta.
Firenze Little Island: com’è fatta l’isola sull’Arno
Il progetto si chiama Firenze Little Island e porta la firma di Renna Studio, studio di ricerca con sede a Prato. La base usa i moduli galleggianti dei moli e dei pontili. Sopra c’è una griglia di travi di legno, e sopra ancora il piano di calpestio, anch’esso in legno. L’anello di fioriere, a segmenti e alto circa 1 metro, fa da recinto e da cuscinetto. Secondo Designboom, che ha pubblicato il progetto, ombra e circolazione dell’aria ammorbidiscono il microclima del posto.
L’isola resta in posizione grazie a cavi sommersi che la legano al fondale, ma questi le permettono di salire e scendere con il livello dell’acqua. Il sito sta dietro una pescaia, dove la corrente rallenta e si forma un’area riparata. Da lì parte una passerella verso la sponda, dove un sentiero collega già il fiume alla città.

Gli schemi del progetto mostrano quattro usi dello stesso anello: concerto all’aperto, fitness, mercato e luogo d’incontro. Designboom aggiunge le esibizioni d’orchestra e un calendario che va da maggio a settembre, i mesi in cui l’Arno è più calmo. L’obiettivo dichiarato è reinserire il lungofiume storico nella vita civica di Firenze, con un intervento che si può disfare ogni anno. Designboom lo descrive come una strategia circolare e a basso impatto.
Ranaldi apre, Schmidt chiude: quattro giorni di aprile sull’Arno
L’11 aprile 2026 la soprintendente di Firenze Antonella Ranaldi ha parlato, a margine di un evento in città, di un’isola galleggiante temporanea. Le sarebbe piaciuto crearla dalla primavera all’autunno, per far risuonare concerti e spettacoli, come riporta La Nazione. Quattro giorni dopo Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi e oggi all’opposizione in Palazzo Vecchio, l’ha chiamata follia.
Per Schmidt l’isola potrebbe costare decine di milioni di euro (la cifra è sua: Designboom non indica alcun preventivo) e stonerebbe con la Convenzione europea del paesaggio, firmata a Firenze nel 2000. In caso di piena, aggiunge, un ostacolo così grande in mezzo al fiume aumenterebbe i rischi per la città. Se un pezzo si staccasse, potrebbe finire contro Ponte Vecchio o gli Uffizi.
Schmidt ricorda anche che l’idea l’aveva lanciata la sindaca Sara Funaro in campagna elettorale, due anni fa. Designboom la fa nascere nel 2024, con l’appoggio del Comune, e ricorda il sostegno della soprintendente a inizio 2026, prima che i piani comunali, scrive, si fermassero.
L’Arno e il calendario dell’isola
Ranaldi parla di un’isola dalla primavera all’autunno. Il progetto, nella versione di Designboom, la vuole da maggio a settembre e smontata prima delle piene d’autunno e d’inverno. Schmidt, di piene, parla senza indicare stagioni. Il 4 novembre scorso sono passati 60 anni dall’alluvione del 1966, e a quella data l’isola, nei piani, sarebbe già in magazzino, con gli alberi nei vivai. Il fiume, in fondo, il calendario non lo legge.
Su FP, nel 2021, avevamo raccontato altri due progetti galleggianti. La città galleggiante delle Maldive aveva un annuncio ufficiale del governo. Il co-working sul fiume Vistola, a Cracovia, era il concept di una designer. Firenze Little Island sta a metà strada: ha un sito preciso e un oppositore con nome e cognome, ma anche i piani comunali fermi.
Comunque vada, i 39 alberi sanno già dove passare l’inverno, nei vivai comunali. Per l’estate sull’Arno aspettano ancora un indirizzo.