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Tecnologia

Sentinel, un sensore per edifici da 14 centesimi può salvarci. Lo usiamo?

Il sensore per edifici di Aldrei Ong trasforma un blocco di cemento in allarme per le crepe: ai Campi Flegrei servirebbe.

Aldrei Ong, ideatore del sensore per edifici Sentinel, vincitore del James Dyson Award 2026
Foto: James Dyson Award

Come si capisce se un palazzo lesionato dal terremoto regge ancora, senza aspettare i tecnici? La risposta premiata oggi dal James Dyson Award 2026 è un sensore per edifici che costa appena 14 centesimi. Si presenta come un blocco di calcestruzzo, di quelli che in cantiere tengono i ferri al loro posto, ma cambia resistenza elettrica quando dentro si apre una crepa. Lo ha ideato Aldrei Ong, ingegnere strutturale filippino, e il premio vale 30.000 sterline (devo dirlo, meritate).

Come funziona questo sensore per edifici fatto di cemento

Il distanziatore, cioè il blocchetto che tiene l’armatura a distanza dal bordo del getto, è un pezzo che in cantiere c’è sempre. Ong lo realizza con un calcestruzzo auto-sensibile, in cui l’impasto contiene cariche conduttive che disegnano minuscoli percorsi per la corrente. Finché il blocco è sano la corrente passa in modo stabile: se però compare una crepa, quei percorsi si interrompono e la resistenza sale.

Operai ispezionano la griglia di armatura di una fondazione, dove un sensore per edifici può sostituire i distanziatori
Foto: Mehmet Turgut Kirkgoz / Pexels

Gli elettrodi incorporati portano il segnale a un modulo elettronico, che manda una corrente controllata e confronta la resistenza con la lettura iniziale del blocco. Se la differenza supera la soglia, i dati partono via wireless verso una dashboard. Gli ingegneri seguono lo stato della struttura da lì, senza salire sui ponteggi.

Ong ci ha lavorato per oltre un anno, tra la tesi di master e le prove, su più di 125 campioni di calcestruzzo. I blocchi sono già dentro un edificio nelle Filippine, e lì vengono monitorati in condizioni reali. I contatti elettrici, per ora, restano saldati a mano.

Cosa sarebbe cambiato a Pozzuoli il 31 luglio

Alle 19:46 del 31 luglio 2026 i Campi Flegrei hanno registrato una scossa di magnitudo Md 4.7, con epicentro tra Pozzuoli e Quarto a circa 3 chilometri di profondità. Vivo a Quarto, in piena zona rossa: quella sera ero in treno, partito letteralmente 10 minuti prima per la Calabria, e ho passato il viaggio ad angosciarmi davanti ai video che mostravano devastazioni ovunque. Il giorno dopo, la Protezione civile contava 26 feriti, circa 300 sfollati e 8 edifici dichiarati inagibili. Vigili del Fuoco e tecnici stavano ancora verificando il resto dell’abitato, e il bilancio è continuato a salire ad ogni sopralluogo.

Un sensore per edifici che segnala da remoto i danni interni accorcerebbe quella coda di verifiche. Nelle prime ore potrebbe decidere chi rientra a casa e chi finisce in un’area di accoglienza. A settembre 2025 avevamo raccontato lo studio di Stanford sulle faglie di Pozzuoli, che non escludeva un terremoto di magnitudo 5. Nel 2021 avevamo scritto del calcestruzzo conduttivo: due storie che oggi si toccano, e potrebbero evitare di farlo così duramente.

I palazzi di Pozzuoli sono già costruiti

Il blocco va nel cantiere prima del getto, accanto ai ferri, e quindi vale per gli edifici che nasceranno. Per quelli già in piedi sul bradisismo servono moduli da applicare dopo, che Ong sta sviluppando e che sul sito del premio compaiono tra i piani futuri. Anche il prezzo merita una lettura attenta, perché i 10 pesos filippini dichiarati (circa 14 centesimi) riguardano il blocco, e per il modulo elettronico che lo legge la scheda non riporta alcuna cifra. Mille blocchi costerebbero circa 140 euro di calcestruzzo speciale, un nostro calcolo che lascia fuori l’elettronica, la posa e la manutenzione della rete di sensori.

Intanto a Pozzuoli i tecnici continuano a bussare ai portoni uno per uno. Il sensore per edifici da 14 centesimi ha per ora una sola prova sul campo: un palazzo filippino con i blocchi già nel cemento.

Sentinel in cifre, dalla scheda del James Dyson Award

Premio: vincitore globale per la sostenibilità del James Dyson Award 2026, 30.000 sterline, scelto tra 2.294 candidature da 28 Paesi e regioni.

Dati chiave: oltre 125 campioni di calcestruzzo provati e blocchi installati in un edificio filippino. Il costo dichiarato è di 10 pesos a blocco (circa 14 centesimi), elettronica esclusa.

Quanto manca prima di vederlo in un cantiere italiano

Orizzonte stimato: la scheda non fissa date. La nostra previsione, datata novembre 2026, è di 3-5 anni per i blocchi nelle nuove costruzioni. Più incerta quella per i moduli da applicare agli edifici esistenti.

Restano da fare una scheda elettronica su misura al posto delle saldature a mano e il confronto tra le letture dei sensori e i danni trovati davvero nell’edificio. Poi c’è la versione per i palazzi che esistono già. Nelle zone sismiche i primi a guadagnarci sarebbero i cantieri nuovi.