Le mucche che pascolano sull’altopiano del Golan, dentro gli anelli di basalto di Rujm el-Hiri, non danno segno di accorgersi di nulla. Di cosa dovrebbero accorgersi, dite? Beh, del monumento sotto le loro zampe: è largo 150 metri, vecchio quasi 5.000 anni e… Si muove da allora.
Certo, il movimento è lento: tra 8 e 15 millimetri l’anno, a seconda delle stime. Ma si accumula. Lo dice uno studio uscito a novembre 2024 su Remote Sensing, firmato da ricercatori dell’Università di Tel Aviv e della Ben-Gurion. La struttura è ruotata in senso antiorario e si è spostata di decine di metri rispetto al punto in cui la costruirono.
A trascinarla è la tettonica, cioè le placche che qui scorrono una contro l’altra con la fretta di un ghiacciaio.
Quanto si è spostato Rujm el-Hiri in 5.000 anni
Facciamo due conti (calcolo della redazione): 8-15 millimetri l’anno per 5.000 anni, a velocità costante, fanno tra 40 e 75 metri. Si va da poco meno di una piscina olimpica a una piscina e mezza. Un pastore dell’età del Bronzo se ne sarebbe accorto se fosse successo in una vita, e invece il tragitto si è consumato in duecento generazioni.
Il conto tocca anche un’idea molto diffusa, quella dell’osservatorio astronomico. Se il cerchio ha girato su sé stesso, gli allineamenti che oggi misuriamo con la bussola dicono poco su ciò che i costruttori avevano in mente. Gli autori scrivono che la ricerca mette “seri dubbi” sulla teoria dell’osservatorio. L’astronomia non è esclusa del tutto, sia chiaro: è l’argomento dell’orientamento attuale a perdere peso.
A Stonehenge, quella inglese, nel 2023 raccontammo un contrordine simile: il calendario astronomico che tutti davano per scontato non reggeva alla prova dei fatti. Cambia il Paese e resta il vizio di leggere un mucchio di pietre come un orologio.
I 28 cerchi attorno a Rujm el-Hiri, ancora da scavare
La novità vera, comunque, è di quest’anno. Su PLOS One un gruppo di ricercatori ha passato al setaccio le immagini satellitari ad alta risoluzione del periodo 2004-2024. Ha trovato 28 grandi strutture circolari entro 25 chilometri dal monumento, quasi tutte mai documentate prima. Il diametro di queste strutture varia da circa 50 a 250 metri, e qualcuna supera Rujm el-Hiri.
Il “Cerchio 9”, ad esempio, misura circa 250 metri e abbraccia un piccolo cono vulcanico, con quattro muri di pietra che corrono verso il centro. Quasi tutti hanno muri spessi di basalto, anelli concentrici e tramezzi che dividono l’interno in settori. Molti stanno vicino a torrenti stagionali e dentro reti di muri di campo e recinti, qualcuno accanto a un dolmen.
Per spiegarli gli autori propongono spazi cerimoniali, marcatori di territorio o luoghi di ritrovo per gruppi sparsi. Il condizionale è d’obbligo: la maggior parte non è mai stata scavata, e le date di costruzione restano in gran parte sconosciute. Chi ha letto delle megastrutture dell’età del Bronzo scovate dai satelliti in Europa riconosce il metodo: ma il metodo indica dove guardare, e molto meno cosa ci fosse.
Due studi satellitari sul Golan di basalto
Pubblicazione: ricercatori dell’Università di Tel Aviv e della Ben-Gurion, analisi satellitare dell’area di Rujm el-Hiri, pubblicata su Remote Sensing (MDPI, novembre 2024). Nel 2026 una nuova analisi sulle immagini 2004-2024 è uscita su PLOS One (marzo 2026). DOI: 10.1371/journal.pone.0339952.
Dati chiave: monumento di circa 150 metri di diametro e quasi 5.000 anni; spostamento tettonico di 8-15 millimetri l’anno con rotazione antioraria; 28 strutture circolari entro 25 chilometri, da 50 a 250 metri di diametro, quasi tutte non scavate.
Cosa sappiamo davvero di Rujm el-Hiri
Il titolo che parla di un sito “in movimento da millenni” riguarda il risultato del 2024. I cerchi nuovi sono del 2026, e nessuno dei due studi ha portato una datazione fresca. I 5.000 anni appartengono al monumento principale, scoperto nel 1968; per i vicini non c’è ancora un carbonio 14 che li metta in fila. Strutture simili con anelli concentrici si trovano a Creta e in Egitto. Un legame culturale diretto non è stato dimostrato: per ora siamo al “si somigliano”.
Le mucche, intanto, continuano a pascolare dentro Rujm el-Hiri, che ogni anno scivola di un centimetro scarso senza aver detto a nessuno a cosa servisse.
