Alle 7 di mattina, sulla metropolitana di Singapore, qualcuno apre un libro invece di scorrere lo schermo di uno smartphone. Legge per quindici minuti, chiude l’app, e sul suo conto CrowdTaskSG (la piattaforma di crowdsourcing del governo pensata originariamente per micro-lavori digitali, non per la cultura) spuntano venti monete virtuali. Non è un gioco per adolescenti annoiati: è lo Stato che paga letteralmente per farti tornare a leggere.
Si chiama ReadSG, l’ha lanciato il National Library Board di Singapore il 6 settembre 2026, ed è pensato per durare cinque anni. Il meccanismo è semplice: ogni sessione di lettura da almeno 15 minuti vale 20 monete. Mille monete equivalgono a un dollaro di Singapore, circa 0,68 euro. Una sessione al giorno, tutti i giorni per cinquanta giorni di fila, ti frutta l’equivalente di una piccola focaccia (si chiama Prata) o un caffè. Meglio di niente: e poi il vero premio è un altro, giusto?
Perché uno Stato compra abitudini con gli spiccioli
Singapore non ha bisogno di questi soldi per convincere nessuno: la cifra in gioco è troppo piccola per essere un incentivo economico vero. Melissa Tam, a capo dell’ente, l’ha detto senza giri di parole: il contenuto breve ci tiene informati, ma è la lettura lunga a costruire attenzione e pensiero critico.
Non stanno comprando il tempo delle persone: stanno provando a ricomprare una capacità cognitiva che il feed infinito ha eroso.
Il target dichiarato è arrivare a 150.000 utenti entro settembre 2027, in un paese di poco più di 5 milioni di abitanti. E per rendere la cosa condivisa oltre che individuale, esiste un secondo binario: Read for Good, dove i minuti di lettura di tutti si sommano fino a un tetto di 7,5 milioni, che sblocca una donazione di beneficenza fino a 150.000 dollari di Singapore. Leggere i propri libri finisce per finanziare, indirettamente, i libri di qualcun altro.
Il dettaglio che divide Singapore
Non tutti sono convinti che pagare la lettura sia la strada giusta. Alcuni critici sostengono che leggere per un incentivo economico snaturi il piacere stesso della lettura, trasformandola in un task da completare come tanti altri su una piattaforma di microlavoro.
Altri rispondono con un argomento più pragmatico: se il risultato è qualcuno che si perde nella lettura di un libro invece che in un video generato dall’AI, il compromesso vale la pena.
I numeri di ReadSG
Lancio: 6 settembre 2026, durante il primo National Reading Month di Singapore. Ente promotore: National Library Board.
Chi in Italia ha già visto app che tentano di riprogrammare l’attenzione con piccoli stimoli fisici riconoscerà la logica: se il problema è nato dalla gamification dei social, si combatte con la gamification di qualcos’altro.
È lo stesso schema dietro alcune strategie anti-distrazione testate altrove, e non troppo lontano dal problema descritto quando si parla di dipendenza digitale come nuova fragilità collettiva.
Resta da vedere se tra un anno le 150.000 persone target avranno davvero cambiato abitudine, o se semplicemente avranno imparato a far scorrere le pagine con la stessa distrazione con cui prima scorrevano il feed.
Venti monete a sessione, in fondo, sono comunque un punteggio da inseguire.