Sul tetto di un palazzo, una strana macchina fatta di moduli esagonali aspira aria e acqua e a fine giornata riconsegna un gallone di benzina, circa 3,8 litri, che scende dal suo “rubinetto” dentro una bottiglia di vetro. Non ci sono pozzi e raffineria in giro: soltanto una presa di corrente che, per riuscirci, probabilmente deve lavorare un bel po’.
Si chiama Aircela, come la startup di New York che la costruisce. L’hanno fondata i ricercatori Mia ed Eric Dahlgren. Il primissimo esemplare fu mostrato a maggio 2025, su un tetto del quartiere della moda, davanti a investitori e dirigenti di compagnie di navigazione. Tra chi ci ha messo soldi c’è Maersk Growth, il braccio di investimento del gigante dei container: ai porti, da quelle parti, ci pensano parecchio, e una macchina che produce carburante sul posto abbattendo tempi e costi logistici gli interessa parecchio.
A giugno 2025 ne scrivemmo anche noi, e il nostro titolo prometteva benzina sintetica «solo da aria e acqua». Oggi, rileggendolo, ci rendiamo conto che la parola “elettricità” merita un ruolo da protagonista non solo nell’articolo, ma pure nel titolo.
Come si fa la benzina partendo dall’aria?
La macchina di Aircela cattura l’anidride carbonica presente nell’aria, mentre un elettrolizzatore “lavora” l’acqua per ottenere idrogeno. I due gas formano metanolo: e il metanolo diventa benzina.
Secondo Aircela il carburante finale ha un indice di ottano superiore a 95 e niente zolfo né metalli pesanti, dimodoché i motori di oggi non si accorgono di niente, almeno sulla carta, e nemmeno la rete di distributori che già esiste.
Quanta corrente serve per un gallone di benzina
L’azienda dichiara circa 75 kWh per ogni gallone prodotto, cioè per quei 3,8 litri, e circa 10 kg di CO2 tolti all’aria in un giorno. Fanno quasi 20 kWh a litro, una roba che in una bolletta si nota.
Un litro di benzina contiene circa 9 kWh di energia, quindi 3,8 litri ne valgono circa 34, contro i 75 entrati dalla presa. Meno della metà arriva al serbatoio, e il motore di un’auto ne trasformerà in movimento più o meno un quarto. Alle ruote arrivano così circa 8 dei 75 kWh iniziali.
Quando la benzina brucia, poi, la CO2 torna nell’aria: il vantaggio sta nell’averla presa da lì invece che da un giacimento, e il bilancio finale dipende da dove arriva la corrente che ha fatto girare tutto. Con elettricità rinnovabile il discorso regge, con quella di una centrale a carbone molto meno. L’aria è gratis, la corrente no.
Un anno dopo, la pompa è ancora sul tetto
Nel 2025 la stampa motociclistica britannica dava le prime unità commerciali in arrivo entro l’autunno. Un anno dopo, Aircela punta a una commercializzazione limitata: e si capisce benissimo perché può essere solo limitata. Un’unità lavora 24 ore per 3,8 litri. Per riempire un serbatoio da 40 litri ci vogliono più di 10 giorni, ammesso che nessuno nel frattempo l’abbia usata per altro e che la corrente sia arrivata senza intoppi da qualche pannello solare del vicinato.
A Bruxelles, intanto, il 2035 delle sole auto elettriche si è fatto meno rigido, e i carburanti sintetici hanno trovato una porta socchiusa. La polemica tra elettrico e termico, con Gabanelli di mezzo, l’abbiamo già raccontata. Scommetto, e lo scrivo oggi 2 ottobre 2026, che la prima benzina “prodotta in loco” la venderanno a un porto o a un’isola, non sarà certo in un garage privato, dove una cisterna in meno fa già comodo. Vedremo.
Chi la userà per primo, e dopo quanto
Dai 3 ai 7 anni per i primi usi di nicchia, 15 anni e oltre per una eventuale alternativa alla pompa di quartiere.
Servono elettricità rinnovabile abbondante, unità costruite in serie (oggi sono prototipi) e un costo al litro su cui non ho trovato vere stime ufficiali. Isole, porti e comunità fuori rete saranno i primi a provarla, perché il carburante lì arriva già caro e per nave. Ogni unità resta a 3,8 litri al giorno: Aircela non intende ingrandirla ma moltiplicarla, con centinaia di moduli in un campo, come un parco solare.
Me lo chiedo davvero: quanta gente metterà sul tetto un dispositivo che per 3,8 litri di benzina chiede 75 kWh? Un pieno da 40 litri, di questa benzina, vale circa 790 kWh di corrente, più di quanto una famiglia italiana consuma in tre mesi.
Seguiremo ancora gli sviluppi di questa tecnologia, ma con un bel po’ di scetticismo in più.