Un aereo stealth sorvola il territorio nemico: i radar lo “illuminano”, cercandolo. Di solito, la tecnologia stealth assorbe o devia quei segnali per rimanere invisibile. E se invece li convertisse in energia? Un’Università cinese ha dimostrato che è possibile: superfici riconfigurabili intelligenti raccolgono onde radar e le trasformano in corrente elettrica.
Non più solo invisibilità passiva, dunque, ma sfruttamento attivo dei tentativi di rilevamento nemico. Un po’ come se un ninja usasse la torcia dell’avversario per ricaricare le batterie. Guardiamo da vicino.
Quando nascondersi non basta più
I ricercatori dell’Università di Xidian hanno sviluppato una superficie elettromagnetica intelligente che trasforma onde radar in energia utilizzabile. La tecnologia stealth, nata dalla fusione tra ingegneria delle comunicazioni ed elettromagnetismo avanzato, potrebbe essere impiegata per sistemi furtivi e comunicazioni wireless 6G di nuova generazione.
Il team ha pubblicato i risultati su National Science Review, descrivendo quello che definisce “furtività cooperativa elettromagnetica”: piattaforme multiple che lavorano insieme per ridurre la visibilità ai radar e, contemporaneamente, raccogliere energia dall’ambiente.
Invece di evitare la sorveglianza nemica, i futuri aerei con tecnologia stealth potrebbero usare i fasci radar come fonte di energia e comunicazione. La superficie sviluppata integra trasferimento wireless di informazioni e raccolta energetica in un unico sistema autosufficiente. E ha il potenziale per ribaltare le dinamiche della guerra elettronica.
Il sistema può operare in modalità trasmissione (per comunicare), modalità riflessione (per deviare segnali radar) e modalità ricezione (per raccogliere energia wireless).
Come funziona la tecnologia stealth che “ruba” energia
Al centro del sistema c’è una superficie riconfigurabile intelligente (RIS), un materiale bidimensionale riflettente progettato per manipolare onde elettromagnetiche in tempo reale. Traendo energia da radar o altri segnali ambientali, la superficie opera senza batterie tradizionali. È composta da array di piccoli elementi programmabili (metamateriali) che controllano sia le onde emesse sia quelle riflesse.
I metamateriali sono strutture ingegnerizzate che interagiscono con radiazioni elettromagnetiche in modi non convenzionali (abbiamo raccontato qui come funzionano per il suono). A differenza dei materiali tradizionali le cui proprietà dipendono dalla composizione atomica, i metamateriali ottengono caratteristiche uniche dalla loro struttura geometrica. Nel caso della tecnologia stealth di Xidian, questi elementi manipolano fase e ampiezza delle onde radar incidenti.
Il professor Long Li, che guida il team, spiega che la RIS può configurarsi per riflettere segnali in direzioni specifiche, creare zone radio intenzionalmente morte (per ridurre interferenze), e raccogliere energia wireless per alimentarsi o caricare altri dispositivi. Un approccio “all-in-one” che riduce spazio fisico e costi hardware normalmente necessari per questa multifunzionalità.
Cos’è la tecnologia stealth?
La tecnologia stealth, o a bassa osservabilità, è un insieme di tecniche per rendere velivoli, navi o missili meno rilevabili da radar, infrarossi e sensori nemici, riducendo la “firma radar” (RCS) attraverso forme angolate, materiali assorbenti e minimizzazione di emissioni termiche/acustiche.
Come funzionano i radar anti-stealth?
I radar anti-stealth usano basse frequenze (VHF/UHF), bistatici/multistatici (emittente e ricevente separati), radar passivi (sfruttano segnali ambientali come TV/radio) o onde quantistiche/neutrini per rilevare echi non deflessi/assorbiti dagli stealth, come JY-27V cinese o YLC-8B.
Dalle comunicazioni 6G agli aerei invisibili
Per il 6G, i ricercatori sostengono che le RIS devono fare più che riflettere segnali. Devono supportare anche funzioni di rilevamento e radar sulla stessa piattaforma hardware, integrando trasmissione dati e capacità simili a quelle radar. La soluzione proposta è una superficie “radiation-scattering” che controlla sia onde emesse sia riflesse, ottenendo risparmi significativi in spazio fisico e costi garantendo multifunzionalità in scenari applicativi diversi.
Il sistema funziona sia in comunicazione con linea di vista diretta sia in ambienti dove edifici o altri ostacoli bloccano i segnali. I test hanno verificato caratteristiche di riflessione 3D e qualità di riflessione dei segnali 5G nello spettro delle onde millimetriche.
Ma è l’applicazione militare èquella che cattura l’attenzione. La tecnologia stealth tradizionale si è sempre basata su una logica binaria: essere rilevati o non esserlo. Xidian introduce una terza opzione.
Un aereo equipaggiato con queste superfici potrebbe non solo evitare il rilevamento, ma convertire i tentativi di illuminazione radar nemica in energia utilizzabile per sistemi di bordo, propulsione o comunicazioni.
Il vantaggio strategico della furtività attiva
La “furtività cooperativa elettromagnetica” implica che più piattaforme lavorino insieme per ridurre la loro sezione radar equivalente (RCS) e la rilevabilità dei sensori. In applicazioni pratiche con aerei stealth, questo permetterebbe di raccogliere fasci radar nemici per alimentare propulsione o sistemi di comunicazione di bordo. Supporta un concetto in cui le piattaforme in rete coordinano le loro firme elettromagnetiche per massimizzare la sopravvivenza complessiva.
Per decenni, la tecnologia stealth occidentale ha puntato su forme che deviano onde radar, materiali RAM (Radar Absorbing Material) che assorbono energia elettromagnetica, e gestione termica per ridurre firme infrarosse. L’approccio cinese aggiunge una dimensione: non solo minimizzare la rilevabilità, ma trasformare i tentativi di rilevamento in risorsa operativa.
Il concetto non è del tutto nuovo. Da anni si studiano sistemi di energy harvesting che catturano energia da fonti ambientali (onde radio, vibrazioni, luce solare). Ma integrarli in una piattaforma stealth operativa, dove ogni millimetro quadrato di superficie conta per la sezione radar, è un salto qualitativo.
Implicazioni per la guerra elettronica
Se la tecnologia stealth attiva diventasse operativa su larga scala, cambierebbe calcoli strategici. Un aereo che usa energia radar nemica riduce dipendenza da carburante interno per generazione elettrica. Estende autonomia. Complica contromisure avversarie: aumentare potenza radar per migliorare rilevamento fornirebbe più energia al bersaglio.
Ma la tecnologia stealth non è infallibile. Studi recenti suggeriscono che costellazioni satellitari come Starlink potrebbero essere usate per rilevare aerei stealth tramite radar passivo. La corsa tra invisibilità e rilevamento continua. Ogni avanzamento genera contromisure. Le superfici intelligenti riconfigurabili potrebbero rappresentare un vantaggio temporaneo finché non si sviluppano sensori capaci di distinguere firme elettromagnetiche anomale generate da queste superfici.
C’è anche la questione della complessità. Sistemi RIS richiedono controllo preciso di migliaia di elementi individuali, ognuno con la propria risposta elettromagnetica regolabile. Latenza di controllo, affidabilità in condizioni operative estreme (temperature, vibrazioni, interferenze elettromagnetiche), e costi di produzione restano sfide pratiche. Prototipi da laboratorio sono una cosa. Piattaforme operative che volano a Mach 2 a 15.000 metri sono un’altra.
Tecnologia stealth, il contesto più ampio: 6G e oltre
Al di là delle applicazioni militari, la ricerca di Xidian si inserisce nella corsa globale al 6G. Cina, Finlandia, Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud stanno investendo massicciamente. Il 6G promette velocità di trasmissione 100 volte superiori al 5G, latenza ultrabassa, e integrazione di comunicazione, sensing e calcolo in un’unica infrastruttura.
Le superfici intelligenti sono una delle tecnologie abilitanti chiave. Manipolando l’ambiente di propagazione radio, possono migliorare copertura, efficienza energetica, e capacità di rete senza aggiungere stazioni base costose. Un’applicazione civile potrebbe essere migliorare connettività in aree urbane dense dove edifici bloccano segnali. O in aree remote dove infrastrutture sono limitate.
La tecnologia potrebbe anche supportare Internet of Things (IoT), veicoli autonomi, telemedicina, realtà aumentata. Tutti ambiti dove comunicazioni affidabili a bassa latenza sono critiche. Ma la ricerca dual-use (civile e militare) è intrinseca a questi sviluppi. Quello che migliora comunicazioni 6G può anche migliorare sistemi di comando e controllo militari.
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