2.058 app su 6.038 analizzate, distribuite su LG webOS e Samsung Tizen, contengono un software che trasforma il televisore in un nodo di una rete proxy residenziale. Che significa? Significa che dietro app che sembrano puzzle, sveglie digitali, screensaver di pesci tropicali, gira un codice che instrada il traffico di qualcun altro attraverso la connessione domestica di chi ha installato l’app senza saperlo.
Lo studio è di Spur Intelligence, un’azienda che analizza reti IP. Ha scaricato e smontato i pacchetti applicativi reali di LG e Samsung, invece di fidarsi delle descrizioni sullo store: e ha cercato nei file le impronte tecniche di tre fornitori di proxy, Bright Data, Massive, Honeygain/Oxylabs. Ogni app analizzata aveva una di queste firme confermata.
Cosa fa davvero un proxy residenziale su una TV?
Un proxy residenziale fa apparire il traffico web di un’azienda terza come se arrivasse da una normale connessione domestica, utile in teoria per ricerche di mercato o verifica di annunci pubblicitari. Il televisore acceso in salotto diventa il tramite: la app resta silenziosa, magari senza pubblicità, ma in background passano richieste che non sono le tue.
Il consenso, quando c’è, passa una sola volta e per una schermata unica in fase di installazione. Alcune app Tizen di Samsung, un gioco stile Pac-Man citato nello studio per esempio, offrono la scelta secca fra pubblicità continua o “connessione pulita” in cambio dell’uso della rete per “indicizzazione web”. Il dettaglio che cambia tutto è cosa succede dopo l’accettazione: il proxy continua a girare anche a app chiusa, senza limiti di tempo dichiarati.
Il lavoro di Spur in due numeri
Pubblicazione: Trevor Sutter, “Nearly Half of LG Smart TV Apps Contain Residential Proxy SDKs”, Spur Intelligence (giugno 2026), report su spur.us.
Il bersaglio perfetto
Un telefono ha una batteria che si scarica e un traffico dati che si nota. Un televisore no: resta acceso per anni sullo stesso Wi-Fi di router, NAS e telecamere, e nessuno lo tratta come un computer da sorvegliare. È un pezzo di arredamento con un sistema operativo dentro, ed è proprio questa distrazione a rendere il modello sostenibile su larga scala.
Nel 2023 raccontavamo il caso Telly, il televisore gratuito che si ripagava mostrando pubblicità mirata su ciò che guardavi. Lì il patto era esplicito: guardi gratis, in cambio vieni osservato. Qui l’utente non viene osservato. Viene usato come infrastruttura, e spesso non se ne accorge nemmeno.
Bright Data, Massive e Oxylabs, interpellate da Spur prima della pubblicazione, hanno difeso le proprie pratiche: “abbiamo il consenso dell’utente,” dicono. “Facciamo dei controlli sui clienti finali, e abbiamo una blocklist contro l’accesso a reti private”. Solo che quelle blocklist Spur le ha trovate nei campioni Bright Data, non in quelli Massive e Honeygain/Oxylabs. La protezione della rete di casa, quando esiste, dipende da chi ha scritto il singolo SDK, non c’è una regola comune del settore. In altri termini, ognuno fa come gli pare sulla pelle dell’utente finale, e della sua connessione.
Amazon, ad esempio, vieta le app con proxy di terze parti su Fire TV. Roku ha bloccato gli SDK di Bright Data e simili. LG e Samsung non hanno pubblicato alcuna policy equivalente, come già visto con altri dispositivi domestici connessi lasciati fuori da regole chiare finché qualcuno non li viola.
Sul router di casa, intanto, quel fishtank continua a nuotare in loop. Il tuo indirizzo IP, nel frattempo, lavora per altri, e con turni che non hai concordato.
I tempi reali di una soluzione
Orizzonte stimato: servono da 1 a 3 anni per una policy chiara, se arriva.
Basterebbe una regola di store simile a quella di Amazon: verifica dell’SDK prima della pubblicazione, non dopo che un ricercatore la scopre. Il costo per LG e Samsung è politico più che tecnico, perché mette in discussione un flusso di entrate secondario a cui gli sviluppatori di app gratuite si sono già abituati. A beneficiarne per primi sarebbero gli utenti che non sanno nemmeno di dover controllare, che restano la maggioranza silenziosa di chi accende una TV e non ci pensa più.