Su una strada di contea in Florida c’è un rilevatore di velocità come tanti: un pannello giallo che ti dice a quanto stai andando, è un palo con una cella solare in cima. Sul davanti sembra tutto normale. Se vai dietro il pannello, ci trovi mimetizzata una telecamera Flock. Flock Safety è l’azienda di Atlanta che vende alle polizie locali americane lettori automatici di targa, i cosiddetti ALPR: apparecchi che fotografano ogni auto di passaggio e ne archiviano targa, marca, modello, colore, ora e punto esatto del transito. Il video del palo, girato mercoledì e rilanciato su X da un account che si occupa di privacy, in poche ore ha fatto il giro di mezzo mondo.
Il fastidio arriva dall’archivio che ne esce: un registro consultabile di dove si trovava la tua auto, giorno per giorno, senza che nessuno ti abbia mai fermato, e senza che tu sia sospettato di qualcosa. Vi sembra una cosa normale, o da paese che si definisce ottimisticame “democratico”?
A giugno il capo della polizia di San Francisco ha ammesso che un centro di intelligence regionale aveva interrogato la rete cittadina 299 volte in modo improprio nel giro di circa un anno, per conto di agenzie federali e di altri stati. Perfino le città che avevano vietato la condivisione hanno scoperto che i dati viaggiavano lo stesso, perché una spunta nel pannello di controllo era rimasta accesa. Cosa succede?
Flock, dalle petizioni ai seghetti
La reazione è arrivata prima nei consigli comunali e poi, quando i consigli non si muovevano, per strada. L’ACLU tiene il conto delle amministrazioni che hanno chiuso i contratti: Santa Cruz a gennaio e Mountain View a febbraio, poi El Cerrito a maggio con un voto 3 a 2. Dove il voto non arriva, i cittadini segano i pali alla base e staccano le celle solari, oppure riempiono di vernice i sensori. È da qui che nasce l’esigenza di “travestire” le telecamere di sorveglianza: un ammennicolo stradale qualsiasi diventa il guscio dentro cui l’apparecchio non si vede più, e chi vorrebbe abbatterlo non sa dove mirare.
La rete americana a luglio 2026
Dispositivi: oltre 95.000 ALPR censiti negli Stati Uniti dai volontari di DeFlock, che ne mappano la posizione uno per uno. Dati raccolti a ogni passaggio: targa, marca, modello, colore, orario e coordinate, conservati per 30 giorni di default.
Chi si nasconde da chi?
La versione comoda è che i comuni mimetizzano gli apparecchi per proteggerli dai vandali. Le date, però, stanno in un altro ordine. Già nel 2025 l’Associated Press raccontava di agenti della Border Patrol che infilavano lettori di targhe dentro barili arancioni da cantiere, in Arizona e in Texas, ma anche in Michigan, in molti casi a centinaia di chilometri dal confine più vicino, quando ancora nessuno aveva pensato di prendere in mano un seghetto. Austin, dal canto suo, ha chiuso con Flock e ha continuato a leggere targhe con gli apparecchi di un altro fornitore.
Una telecamera che si nasconde ha già ammesso qualcosa su se stessa.
Chi è che ha interesse a camuffare le telecamere? Anzitutto la polizia di contea, quella con budget piccoli e nessuna commissione di controllo alle spalle: il travestimento costa poco, non passa da nessun voto e non compare in nessun comunicato. Il resto lo fa l’abitudine, come già raccontavamo parlando della rete Fusus che cuce insieme telecamere pubbliche e private, o del sistema di sorveglianza che a New York è sopravvissuto perfino al cambio di sindaco.
Cinque anni fa contro Flock ci si vestiva
Nel 2021 su queste pagine raccontavamo di un poncho stampato con motivi capaci di confondere gli algoritmi di riconoscimento, e due anni dopo una felpa con i led nel cappuccio per accecare gli obiettivi. Roba da indossare, per un atto di ribellione individuale: tu ti difendevi, e il palo restava al suo posto. Nel 2026 il gesto personale è diventato l’embrione di una guerriglia organizzata. In cinque anni tante persone hanno iniziato a capire che un algoritmo di controllo non si inganna: si smonta.
Quanto è lontana l’Italia da questo “occhio” nascosto?
Orizzonte stimato: dai 3 ai 7 anni perché una rete privata di lettura targhe di scala paragonabile si diffonda in Europa, sempre che si diffonda.
Da noi i varchi ZTL e i tutor autostradali fanno già una cosa simile, ma con una differenza che conta: sono pubblici, hanno una base giuridica dichiarata e i tempi di conservazione li fissa il Garante. Il modello Flock è un servizio in abbonamento venduto a singoli comuni, con l’archivio ospitato dal fornitore. Il costo di uscita, quando un comune ci ripensa, non è banale: El Cerrito ha calcolato circa 290.000 euro risparmiati in tre anni chiudendo il contratto, cifra che dice anche quanto pesa il rinnovo per una città di quarantamila abitanti.