A Changzhou, in Cina, qualcuno ha passato l’estate a farsi pungere di proposito. Si direbbe un masochista, ma in realtà era per una giusta causa: al ricercatore serviva un dataset. Obiettivo raggiunto: migliaia di foto di zanzare in volo sono servite per insegnare a un modello di deep learning a riconoscere il bersaglio prima che il bersaglio riconoscesse lui. L’autore si chiama Steven Cheng, lavora in visione artificiale e robotica, e ha impiegato quattro mesi a montare quello che su X ha chiamato senza troppa modestia “il laser anti-zanzare definitivo”.
Cheng ha usato una reflex per il training, e un secondo obiettivo grandangolare per la sicurezza. laser tarato (parole sue) per “arrostire istantaneamente le zanzare”. Il tutto montato su un supporto rotante industriale ad alta precisione, di quelli che di solito finiscono su bracci robotici, non su un davanzale.
Come funziona, in pratica
La reflex identifica la sagoma in volo: il modello conferma che si tratta davvero di una zanzara e non, per dire, una farfalla o un moscerino, e il laser si allinea per colpire. Il secondo obiettivo, quello grandangolare, sorveglia l’ambiente: se rileva una mano, un animale o materiale infiammabile nella traiettoria, il laser resta spento.
Una sera di funzionamento, e in casa del ricercatore non è rimasta una zanzara viva.
Il confronto che nessuno ha fatto
L’anno scorso è piaciuto molto l’articolo sul Photon Matrix, il sistema laser-LiDAR di un team cinese che prometteva di “seccare” fino a 30 zanzare al secondo, finanziato su Indiegogo con oltre mezzo milione di euro raccolti e prezzi tra i 400 e i 900 dollari a seconda della versione.
Le differenze tra i due dispositivi ci sono eccome, specie sul piano economico: Photon Matrix usa un modulo LiDAR professionale per il rilevamento, mentre Cheng usa una reflex e un modello addestrato da lui, con hardware riciclato. Il ricercatore (mio eroe) ha detto di voler pubblicare il dataset su NenPower perché altri possano replicarlo o modificarlo.
Ed ecco il punto su cui vale la pena fermarsi: un’azienda ha raccolto mezzo milione di euro per costruire, con un LiDAR professionale, qualcosa che uno smanettone ha replicato da solo, in un condominio, praticamente senza budget.

Non è solo materiale per un video buffo su X
Il progetto di Cheng mostra che la barriera tecnica è caduta: componenti consumer, GPU non professionale, e un po’ di tempo speso la sera dopo il lavoro potrebbero un giorno avere un impatto per la lotta alla malaria in Africa occidentale, dove le zanzare uccidono centinaia di migliaia di persone ogni anno. Se poi vogliamo essere meno ambiziosi e lavorare solo nelle case tipo la mia, io non mi offendo.
Quanto ci vuole prima che diventi qualcosa di serio
Orizzonte stimato: 5-10 anni, forse mai, per un uso su scenari reali.
Il problema non è più tecnico: è regolatorio e di costo. Un laser che insegue bersagli in movimento in casa propria, senza certificazioni indipendenti, è un cantiere legale in mezza Europa. Photon Matrix stessa, un anno dopo il crowdfunding, deve ancora ottenere l’autorizzazione alla vendita nell’Unione Europea. Tempo al tempo.
Cheng, intanto, non si è fermato: a fine maggio ha presentato una versione 2.0, con termocamera, servomotori e un giunto in alluminio rinforzato. Nel salotto di un ingegnere di Changzhou, la guerra alle zanzare è già alla seconda generazione.
Mezzo milione di euro di crowdfunding, nel frattempo, sta ancora aspettando l’ok di Bruxelles, e io che ho finito l’Autan non so che fare.
