Un aeroporto che non porta più da nessuna parte sta per diventare il posto dove i cittadini di Atene vanno a respirare. Al posto delle piste, 30.000 alberi e quasi 3 milioni di piante più piccole, pensati non per abbellire ma per abbassare fisicamente la temperatura dell’aria in una città che il caldo lo conosce fin troppo bene.
Ellinikon International Airport ha chiuso nel 2001, quando Atene ha spostato i voli sul nuovo scalo costruito per le Olimpiadi del 2004. Da allora quell’area, oltre 600 acri lungo la costa a sud della capitale, è rimasta lì: pista, torre di controllo, capannoni, tutto abbandonato sotto il sole. Per un breve periodo, durante i Giochi, ha ospitato softball, hockey su prato e scherma. Poi di nuovo silenzio, per quasi vent’anni.
Ora quello stesso terreno diventa The Ellinikon Park: 2 milioni di metri quadrati, il più grande parco costiero urbano d’Europa. Nel 2024 avevamo raccontato l’intero progetto di rigenerazione urbana attorno a Ellinikon, residenze e marina comprese. Oggi il pezzo che si sta materializzando per primo, e con più urgenza, è proprio il verde.
Un parco progettato contro il termometro
Atene detiene ancora, dal 1977, il record europeo di temperatura più alta mai registrata secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale: 48°C. Ha anche nominato, prima città del continente a farlo, un funzionario dedicato alle ondate di calore, ruolo che Miami aveva introdotto per prima al mondo qualche anno prima. Questo spiega perché il progetto nasce da un problema termico, non da un’estetica del verde.
Ogni percorso, ogni area d’ombra, ogni bacino d’acqua è stato disegnato con simulazioni di fluidodinamica computazionale per capire dove l’aria calda ristagna e dove invece circola. Il risultato dichiarato: fino a 4°C in meno rispetto all’asfalto circostante nelle zone più curate del parco, con oltre il 60% di copertura ombreggiata nelle aree di sosta. Sono numeri da laboratorio applicati a un parco pubblico, il che è insolito, e forse è proprio questo il punto.
I numeri del cantiere
Superficie: 2.000.000 mq, secondo The Ellinikon, sviluppatore del progetto guidato da Lamda Development. Vegetazione: oltre 30.000 alberi e quasi 3 milioni di arbusti, con più di 520 specie previste, tre quarti autoctone o adattate al clima locale. Acqua: un impianto di depurazione da 7.000 metri cubi al giorno e un sistema di irrigazione intelligente che punta a risparmiare fino al 90% della risorsa, alimentato anche da un sistema di raccolta dell’acqua piovana per fontane e canali.
C’è anche un capitolo di riuso che stona piacevolmente con la retorica del “tutto nuovo”: oltre 300.000 metri quadrati di calcestruzzo e asfalto delle vecchie piste diventeranno panchine, pavimentazioni, elementi d’arredo. La sala partenze disegnata negli anni ’60 da Eero Saarinen, lo stesso architetto dell’aeroporto JFK di New York, resterà in piedi. E resteranno anche i pali della luce delle piste, altissimi, ora spogliati della loro funzione originale.
Trentamila alberi, piantati dove per quarant’anni sono atterrati aerei, in una città che nel frattempo ha imparato, suo malgrado, a misurare il caldo in gradi record.
Quando sarà davvero pronto
Da 1 a 3 anni per l’apertura del nucleo centrale, prevista a inizio 2027; il completamento di tutte le infrastrutture del parco è invece atteso in modo graduale fino al 2030. Chi beneficia per primo sono i residenti dei quartieri costieri a sud di Atene, oggi tra le zone più dense e meno verdi della Grecia. Il costo dichiarato dell’intera operazione Ellinikon, parco compreso, sfiora i 7,9 miliardi di euro investiti da Lamda Development: una cifra che rende il verde un sottoprodotto di un’operazione immobiliare molto più grande, non il suo scopo dichiarato.