Un circuito stampato appeso al muro, con piccole luci che si accendono e si spengono da sole: ognuna segue un mezzo vero, un trenino che in quel momento sta davvero attraversando la città, o un traghetto ancora a metà rotta. Non è un plastico da museo dei trasporti, è collegato al Wi-Fi e aggiorna le posizioni in tempo reale. L’ha costruito da solo Michael Benedict, ingegnere del software, come regalo di compleanno per la moglie, appassionata di mezzi pubblici.
Il progetto si chiama Seattle Transit Live: fibra di vetro incisa con il disegno delle vie d’acqua della città, LED incorporati, prezzo di vendita 201 euro. Segue in diretta i treni della light rail, i traghetti dello Stato di Washington, il Sounder e la monorotaia storica di Seattle, in funzione dal 1962.
Da regalo di compleanno a piccola produzione
Benedict ha lavorato per poco più di tre anni in Amazon, prima di essere licenziato. Invece di corrersi a cercare un altro impiego a tempo pieno, però, si è preso qualche mese: un po’ di lavoro da freelance, e il resto del tempo lo ha speso in questo progetto. E citando le sue parole:
“Ci ho messo dentro molto più tempo di quanto sarà mai economicamente sensato, perché finalmente avevo la libertà di andare a fondo”.
Il primo prototipo, postato su Reddit, ha attirato una piccola folla di appassionati di trasporti che volevano comprarne uno. Da lì la svolta: 50 pre-ordini esauriti in fretta, poi un secondo lotto da 150 unità per arrivare a fine anno. Il pannello misura circa 22 per 30 centimetri, ha un sensore di luce ambientale che regola la luminosità, e tre modalità: tempo reale, replay di un orario passato, e una versione accelerata che mostra 24 ore di traffico regionale in pochi minuti.
Un circuito stampato che nasce a metà tra Cina e Seattle
I circuiti stampati vengono fabbricati a Shenzhen, in Cina, come per quasi ogni piccola produzione elettronica. Per il supporto in legno che regge ogni pannello, Benedict ha scelto invece di restare “locale”, con una collaborazione a Seattle. Il progetto è inoltre interamente open source: gli schemi e il codice pubblicati su GitHub, un po’ come succede da anni nella comunità dell’hardware modulare fai-da-te. Si costruisce insieme, invece di comprare un prodotto chiuso.
Mettere 75.000 LED sulla propria carta di credito personale, dice Benedict ridendo, “è abbastanza per farti pensare: forse dovrei mandare qualche email” (cioè: cercarsi un lavoro vero). L’ansia da fondatore indipendente non risparmia nemmeno chi lo fa per passione, e nemmeno chi lo fa in un settore, i trasporti, dove di solito a investire sono le grandi aziende, non un singolo ingegnere disoccupato.

Cosa non fa, e perché non è un problema
Benedict lo dice chiaro: il pannello è un pezzo d’arte, non serve per capire a che ora arriva il tuo treno. Serve per vedere la città muoversi, come oggetto d’arte funzionante appeso al muro. Un orario preciso lo dà il telefono, un battito visivo del territorio no.
C’è già chi ha fatto mappe simili per New York e Tokyo, ma Seattle ha una geografia particolare: acqua ovunque, una rete di light rail ancora giovane. Qualcuno gli ha chiesto se ci sarà mai spazio, sul pannello, per l’eterna e ritardata linea di Ballard, tratta di light rail promessa da anni e mai arrivata. “Se sto ancora facendo mappe di trasporti quando la metteranno dentro Ballard”, ha risposto ridendo, “la considererò comunque una gran bella vittoria”.
Prima di Amazon, Benedict aveva lavorato in ruoli di data science per due aziende della zona. Originario del Queens, a New York, ha trovato nel Pacific Northwest e in un progetto hardware personale il modo di raccontare, letteralmente lampeggiando, il posto in cui vive adesso. Non serve un annuncio istituzionale per far muovere una città: a volte basta un circuito stampato, e la voglia di guardarla respirare.