Il Padiglione Tavolara di Sassari fu costruito nel 1956 dall’architetto Ubaldo Badas per mostrare a tutti l’artigianato sardo, e in un ideale passaggio del testimone con un “artigianato” del terzo millennio, giovedì 8 ottobre ha ospitato l’ultimo Demo Day di Frontech, l’acceleratore di CDP Venture Capital per le tecnologie di frontiera. Nel padiglione c’è ancora la scala con i bassorilievi in steatite di Eugenio Tavolara: a 70 anni di distanza, in quelle sale, otto startup hanno spiegato a investitori e aziende che cosa hanno costruito in sei mesi.
Frontech è nato ad aprile 2024 nella Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital, con Factory Plus (l’ex Cariplo Factory) e GELLIFY alla gestione. Il ciclo di 3 anni finisce qui. Per 6 mesi ogni startup lavora con mentor e partner industriali, riceve un assegno pre-seed da 150.000 euro e può provare il prodotto sul campo.
Le 8 startup di Frontech, raccontate per mestiere
Il comunicato le elenca in ordine alfabetico, ma a leggerle per mestiere si dividono meglio. Due lavorano sulla musica. Monetunes, ad esempio, automatizza incassi e distribuzione delle royalty a livello globale (in pratica, fa i conti a chi suona). OOVIE Studios trasforma un concerto dal vivo in un film generato in tempo reale, un’idea annunciata a settembre 2025 al Teatro Malibran di Venezia con il violinista Maxim Vengerov, come scrisse Forbes Italia.
Altre due guardano la fabbrica. Pluma legge i disegni tecnici e li trasforma in dati senza farli uscire dall’azienda. Secondo il comunicato le imprese «quotano più gare e accettano commesse che oggi devono rifiutare, con lo stesso ufficio tecnico». Vertalis invece si collega ai sistemi che l’impresa ha già (fogli Excel compresi) senza sostituirli, e ne ricava decisioni operative; le fabbriche spente e senza operai le avevamo raccontate ad agosto 2025, queste due partono invece da disegni e fogli Excel.
Gli altri 4 hanno clienti molto diversi. Bollette Republic controlla di continuo consumi e tariffe di famiglie e piccole imprese, per trovare risparmi su luce e gas. Micro-Id-Gym (un marchio Aletheia) usa un prodotto AI chiamato Otto per testare la sicurezza delle identità digitali, comprese quelle degli agenti AI. Storia aiuta editori e piattaforme di streaming a scegliere quali libri e serie sviluppare, mentre Tuurbo AI fa da consulente di marketing sempre acceso per negozi online e portali editoriali (quindi potrebbe farlo anche per noi? Chiedo per un amico), giorno e notte e senza ferie.
Quanto pesa un assegno di Frontech
Nel terzo batch gli assegni, come detto, fanno 8 per 150.000 euro, cioè 1,2 milioni di euro. Basta un paragone. A ottobre 2025 abbiamo raccontato GEVI Wind, startup pisana di micro turbine eoliche con un’AI che regola le pale, e il suo round seed da 2,7 milioni di euro guidato da 360 Capital e da CDP Venture Capital (la stessa di Frontech). Servono 18 assegni di Frontech per un seed come quello di GEVI Wind.
Sui primi 2 batch il comunicato sciorina oltre 1,5 milioni di euro di ricavi nel 2025 e oltre 5 milioni raccolti in round successivi. I progetti pilota con le aziende partner sono stati più di 10. Divisi per le 16 startup coinvolte, fanno in media circa 94.000 euro di ricavi e circa 312.000 euro di capitale raccolto a testa, con la cautela che sono medie e che nessuna startup in particolare ci si riconosce. Il capitale supera il doppio dell’assegno iniziale. I ricavi restano sotto. Benissimo, e c’è anche margine per miglioramenti ulteriori. Giusto?
Le promesse del 2024 e i numeri del 2026, affiancati
Fonti: l’annuncio del lancio (16 aprile 2024), il resoconto sul primo batch (gennaio 2025), il comunicato di Factory Plus sul Demo Day del 13 novembre 2025 e il comunicato stampa del Demo Day dell’8 ottobre 2026. Dati chiave: al lancio, oltre 7 milioni di euro di dotazione, 10 startup l’anno per 3 anni (30 in tutto) e un assegno da 120.000 euro. A fine percorso, 3 batch da 8 startup (24 in tutto), un assegno da 150.000 euro, oltre 300 candidature e 60 startup arrivate ai selection day. Terzo batch: 112 candidature qualificate su 397 startup monitorate, per il 95% italiane; 70% AI generativa, 9% realtà virtuale e aumentata, 8% blockchain, 5% cybersecurity per l’AI.
Dove è finito il metaverso?
Al lancio, il 16 aprile 2024, il programma si presentava come un acceleratore per AI generativa, Web 3.0 e metaverso. Nel luglio 2020 su queste pagine scrivevamo che il metaverso sta arrivando ed è un affare a nove zeri, e sei anni dopo, in nessuna delle descrizioni che ho letto delle 24 startup passate da Frontech, compare la parola metaverso.
Nel primo batch c’era SOC (Safety On Chain), che trasforma gli attestati di formazione sulla sicurezza in asset digitali. Per il secondo c’era Aurea Hub, con un wallet su blockchain per DeFi e stablecoin. Nel terzo non c’è niente del genere. Eppure tra le 112 candidature qualificate l’AI generativa pesava per il 70%, mentre realtà virtuale e aumentata e blockchain, messe insieme, arrivavano al 17% (circa 19 startup, 1 su 6). Anche questo è un segno dei tempi.
Dopo Frontech, arrivano i contratti
Per Vincenzo Mura di GELLIFY a fare la differenza è «la rapidità con cui sanno convertire un primo interesse in un cliente», e a Sassari Stefano Molino di CDP Venture Capital ha aggiunto, secondo StartupItalia, che «i capitali da soli non bastano». La Fondazione di Sardegna ragiona su «una possibile evoluzione di Frontech», con strumenti più flessibili e un occhio a cybersecurity, calcolo quantistico, robotica e droni. Per ora è tutto allo studio, e un quarto batch non è stato annunciato.
Metto a verbale oggi, 9 ottobre 2026: tra un anno controllo quante delle 8 hanno annunciato un round successivo. E personalmente scommetto che il primo annuncio arriverà da Pluma o da Vertalis, perché un’impresa manifatturiera ha di solito il budget già deciso. Se sbaglio, lo scrivo qui. Intanto, come avrebbe detto il buon Ubaldo Badas, “Bai in bon’ora”, buona fortuna!