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Medicina

Melanoma, una fiala su misura ha quasi dimezzato le recidive

Fase 3 su 1.137 pazienti: il vaccino cucito sul tumore di ognuno riduce del 42% recidive e morti da melanoma. Manca la sopravvivenza.

Melanoma, una fiala su misura ha quasi dimezzato le recidive
Foto: SHVETS production / Pexels

Il melanoma è il tumore delle cellule che colorano la pelle. Quando una di loro impazzisce, un neo che sembrava innocuo può mettere radici e mandare pezzetti di sé altrove nel corpo. Si opera e si toglie tutto quello che si vede. Nei casi più rischiosi si aggiunge un’immunoterapia (un farmaco che sveglia le difese dell’organismo), per ridurre la probabilità che la malattia ritorni.

Su 100 pazienti operati e curati solo con Keytruda, 30 hanno avuto una recidiva o sono morti entro 2 anni. Con il vaccino di Moderna e Merck aggiunto alla terapia, sono stati 18. Sono i numeri dello studio di fase 3 su 1.137 persone, uscito prima del previsto dopo una fuga di notizie: il rischio è calato del 42%.

Un vaccino cucito sul tumore di ognuno

Il vaccino si chiama intismeran e si prepara su misura. I medici sequenziano un campione del tumore asportato per trovare le mutazioni che lo distinguono dalle cellule sane. Da quell’elenco (fino a 34 bersagli) nasce una dose di mRNA, cioè le istruzioni con cui le cellule fabbricano una proteina. Serve a insegnare al sistema immunitario chi cercare, dimodoché Keytruda abbia qualcosa di preciso da attaccare.

A guidare lo studio è Georgina Long, oncologa del Melanoma Institute Australia. Parla di circa 25 mesi di osservazione e di nessun effetto collaterale grave. Il vaccino, un’iniezione ogni 3 settimane per un massimo di 9 dosi, punta ai pazienti a cui il tumore potrebbe tornare nonostante l’immunoterapia.

Dermatologo che controlla la pelle di una paziente con un dermatoscopio digitale, esame di controllo del melanoma
Il controllo della pelle resta il primo gesto contro il melanoma.

Quanto pesa il 42% per chi ha un melanoma

Quel 42% è una riduzione relativa. In termini assoluti, i pazienti senza recidiva a 2 anni passano dal 70% all’82,2%, circa 12 punti in più. Ogni 8 pazienti trattati, uno in più resta libero dalla malattia (conto mio, arrotondato). Dodici recidive evitate ogni 100 pazienti sono già tantissimo, in oncologia. Seth Cheetham, genetista dell’Università del Queensland, dice che oltre il 40% farebbe fare i salti di gioia a molti ricercatori.

Sulla sopravvivenza complessiva le aziende parlano per ora solo di un trend favorevole. Jessamy Tiffen, genetista del Centenary Institute di Sydney, osserva che dopo i 2 anni si vedrà quanto regge l’effetto, visto che alcuni pazienti non hanno risposto. Gli investitori hanno intanto punito l’annuncio (Moderna ha perso il 18% in Borsa il 22 ottobre, perché la fase 2 aveva fatto sperare in un 49%).

Lo studio sui 1.137 pazienti

Pubblicazione: studio di fase 3 INTerpath-001 di Moderna e Merck, anticipato il 22 ottobre 2026 e riportato da Nature, in presentazione all’ESMO di Madrid il 24 ottobre. Non risulta ancora pubblicato su rivista.

Dati chiave: 157 centri, melanoma di stadio IIB-IV operato, assegnazione 2 a 1. Rischio di recidiva o morte -42%, rischio di metastasi a distanza o morte -38% (CNBC).

Dal laboratorio alla visita: i tempi

Orizzonte stimato: 1-3 anni per un eventuale via libera nel melanoma (stima di redazione).

Mancano i dati completi su rivista e la sopravvivenza globale. Il vaccino si produce un paziente alla volta e il prezzo non è stato dichiarato. Per ora riguarderebbe gli operati di melanoma ad alto rischio.

Il 4 gennaio 2024 scrivevamo che il vaccino contro il melanoma di Moderna e Merck avrebbe ottenuto un’approvazione condizionale nel 2025. A fine ottobre 2026 la fiala è ancora sperimentale. Chi vi scrive ha deciso di mettere una data solo sulle previsioni degli altri, e intanto aspetta di vedere se arrivano in orario anche gli altri vaccini a mRNA contro i tumori.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn