“Quanti voti avete fatto?” “Quasi 150.000.” “Allora è come se non li aveste fatti.” È un dialogo immaginato, ma si ripete a ogni spoglio in Israele, dove la soglia di sbarramento del 3,25% vale circa 166.000 voti, se si applica l’affluenza del 2022 ai 7,3 milioni di aventi diritto di oggi (un calcolo mio, quindi approssimato).
Soglia di sbarramento: quanto pesa e chi la teme
La Knesset ha 120 seggi e il governo ne richiede 61. Chi non supera il 3,25% resta fuori, e i suoi voti si distribuiscono di fatto fra i partiti che ce l’hanno fatta. Quest’anno il caso più visibile è il partito di Yoaz Hendel e Eli Zelekha, che per Canale 12 e Canale 13 sta sotto (2,4% e 3,0%). Kan invece gli assegna 4 seggi, come riassume il Times of Israel. Lo stesso partito è dentro o fuori a seconda del canale che si guarda.
Per dare un’idea della posta, con quell’affluenza ogni seggio costa circa 43.000 voti (sempre calcolo mio: 5,15 milioni di votanti diviso 120). I 166.000 voti della soglia equivalgono dunque a 4 seggi scarsi, cioè quanto Kan attribuisce a Hendel e Zelekha. Un partito che manca il traguardo per un soffio butta via l’equivalente di un piccolo gruppo parlamentare. Chi guadagna da quei voti dispersi è quasi sempre il blocco più compatto.
Il precedente del 2022 aiuta a capire cosa significhi. Il blocco di Netanyahu prese 2.360.757 voti contro i 2.330.464 degli avversari, circa 30.000 di differenza secondo l’Israel Democracy Institute, meno di un seggio. Eppure ottenne 64 seggi contro 56, perché Meretz e Balad finirono appena sotto la soglia e circa 300.000 voti andarono dispersi.
Dai voti ai 61: il calendario che decide il governo
Dopo il voto, il presidente Isaac Herzog ha 7 giorni dai risultati ufficiali per scegliere chi incaricare. Il designato ha 28 giorni per formare il governo, prorogabili di 14, e se non ce la fa l’incarico passa ad altri. In alternativa, 61 deputati possono firmare una petizione entro 21 giorni. La nuova Knesset giura 14 giorni dopo il voto, e nel frattempo Netanyahu resta in carica per l’ordinaria amministrazione, con la coalizione che allo scioglimento di luglio contava 60 seggi. Il quadro politico è nell’articolo sulle elezioni in Israele, mentre cosa cambierebbe sul fronte palestinese è nel pezzo sulla questione palestinese.
Nel 2022 il percorso richiese 58 giorni. Gli stessi 58 giorni, contati dal 27 ottobre 2026, portano al 24 dicembre. Per ora è la data che ho messo per iscritto come primo possibile giuramento di un governo.
Il 24 dicembre 2026 è la data in cui, contando come nel 2022, un governo potrebbe giurare. Prima ancora, la soglia di sbarramento avrà già deciso chi siede in aula e chi resta a guardare lo spoglio da casa.