La notte dello spoglio del 2022, Mansour Abbas, leader di Ra’am, uno dei partiti arabi della Knesset, disse che 400.000 elettori arabi erano andati a votare. Altri 600.000 erano rimasti a casa (lo riporta JewishPress). Quei 600.000 sono il motivo per cui il 27 ottobre si guarda all’affluenza della minoranza araba più che a qualunque slogan.
Partiti arabi: quanti seggi valgono davvero
Nei sondaggi del 23 ottobre i seggi dei partiti arabi vanno da 14 a 16, divisi fra Lista Unita (9 seggi per Canale 12 e Kan) e Ra’am (5). L’altalena storica è ampia: la Lista Unita ottenne 15 seggi nel 2020 e 6 nel 2021, e nel 2022 l’affluenza della minoranza araba fu del 53,2% secondo l’Israel Democracy Institute. Gli elettori arabi sono circa il 20% degli israeliani, quindi ogni punto di affluenza in più o in meno sposta qualche seggio.
Il conto che nessuno dei due blocchi ama fare è questo. Per Canale 12 il blocco del cambiamento ha 56 seggi, e con i 5 di Ra’am arriva esattamente a 61. Per Kan ne ha 52, e con gli stessi 5 si ferma a 57. Con i numeri di Canale 12 basterebbe Ra’am a chiudere il conto, con quelli di Kan no. Eisenkot, Lapid e Lieberman, comunque, hanno già escluso di sedersi con loro.
Il precedente esiste, e porta il nome di Abbas. Ra’am fu l’unico partito arabo a entrare in una coalizione di governo, quella nata nel 2021 con Bennett e Lapid. Lapid, che di quel governo fu ministro degli Esteri e poi premier, oggi esclude di ripeterlo. Questa distanza fra ciò che servì allora e ciò che si dichiara adesso è il dato politico più concreto di tutta la campagna.
Esclusi dalla commissione, riammessi dai giudici
Il 23 settembre la Commissione centrale elettorale ha squalificato la Lista Unita, Ra’am e il deputato Ofer Cassif. La Corte suprema ha ribaltato la decisione il 2 ottobre (la ricostruzione è su Open). I partiti sono stati riammessi all’unanimità, mentre per Cassif il voto è finito 7 a 2. Tra i fattori che hanno pesato c’è il ritiro di Sami Abu Shehadeh, esponente di Balad.
La squalifica è rientrata, ma l’affluenza resta il nodo. Per capire come si traduce in seggi serve ripartire dalla soglia di sbarramento: nel 2022 Balad e Meretz rimasero appena sotto, e con loro circa 300.000 voti andarono dispersi. Il quadro complessivo sta nel pezzo sulle elezioni in Israele.
Le coalizioni, intanto, escludono proprio chi ha il potere di spostare i 61 seggi. Se i partiti arabi andranno a votare in massa il 27 ottobre, pesano sul risultato e non si siedono al tavolo dove il risultato diventa governo.