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Probabilmente la prima persona in grado di vivere 1000 anni è già nata.

“Il più grande problema di salute nel mondo è rappresentato dalle patologie legate all’età”.

Non una rivoluzionaria affermazione quella del Dr. Brad Perking, il direttore medico di Human Longevity. Eppure di un suo recente intervento ad Abu Dhabi,  queste sono state le ultime parole ferme al presente. Nelle proiezioni del prossimo futuro l’analisi del medico è stata molto più visionaria, come è nelle sue corde.

Human Longevity inc. è l’azienda fondata da Craig Venter con un primo investimento di oltre 200 milioni di euro. L’azienda sviluppa ricerche ad alto tasso tecnologico nel campo della genomica e della farmacologia, e punta sul fatto che sarà questo il campo a produrre la maggiore accelerazione nei cambiamenti dell’attesa di vita umana.

“Entro 40 anni,” ha specificato, “la massima età raggiungibile sarà di 140 anni, quasi il doppio di quella attuale (80 anni in media)”.

La persona con l’età più alta mai registrata attualmente ha 122 anni.

Aubrey de Grey, gerontologo californiano e a capo della Fondazione di ricerca SENS che focalizza i suoi sforzi nel rallentamento (quando non nell’inversione) del processi di invecchiamento, rincara la dose: “La prima persona al mondo in grado di vivere 1000 anni è probabilmente già nata”.

“Curare” l’invecchiamento è difficile, ma non impossibile: l’unico modo di farlo è restare in salute il più possibile, riparando via via i progressivi “guasti” dell’invecchiamento prima che degenerino in complicazioni più serie.

L’apporto di Craig Venter ha consentito a Human Longevity di ottenere la più grande e completa raccolta di dati su genoma, fenotipo e studi clinici. I programmi di ricerca clinica puntano sull’uso dell’intelligenza artificiale e delle più avanzate capacità computazionali per produrre il più dettagliato “quadro” dell’essere umano.

Secondo Peter Diamandis, cofondatore, le tecnologie di Human Longevity permetteranno agli esseri umani di vivere almeno quanto il più longevo degli animali vertebrati: si tratta del Somniosus microcephalus (meglio noto come “squalo della Groenlandia”), in grado di vivere da un “minimo” di 272 anni ad un massimo di 512 anni.

In definitiva, secondo scienziati e ricercatori coinvolti negli studi sulla longevità, il processo di inversione dell’invecchiamento sarà una realtà entro 10 anni: ci sono attualmente 65 terapie geniche in fase di test su ratti e animali più grandi. Il primo test clinico sugli esseri umani? Inizierà proprio quest’anno.

Lunga vita alla ricerca, e speriamo di esserci quando i primi risultati faranno capolino.