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Medicina

CAR-T colpisce ancora: la terapia anti cancro cura il lupus in 6 pazienti

CAR-T è una terapia altamente personalizzata e costosissima, ma si sta dimostrando incredibile. L'ultima 'vittima' in ordine di tempo è il lupus.

car t e lupus
car t e lupus

Un gruppo di immunologi con sede a Erlangen, in Germania, ha annunciato di aver trovato un modo per curare efficacemente la forma più comune di lupus usando una nuova e costosa tecnica di infusione di sangue tipicamente riservata al trattamento del cancro.

I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Medicine (ve li linko qui) mostrano che tutti i pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico (LES) trattati con cellule CAR-T erano in remissione entro tre mesi dopo il loro trattamento e sono rimasti tali per almeno otto mesi in più.

Georg Schett, ricercatore a capo dello studio, definisce i risultati “miracolosi”. “Siamo rimasti davvero sorpresi di quanto fosse efficace”, ha detto in un’intervista rilasciata giovedì.

Questa ricerca, sebbene ancora in fase iniziale, indica che la tecnica CAR-T potrebbe un giorno avere un impatto importante sulle malattie infiammatorie e autoimmuni.

Lupus e oltre

Per ora, il team di ricerca è in attesa di determinare se i sei individui rimangono essenzialmente sani senza ulteriori terapie, e se non ci saranno ricadute. Questo ultimo lavoro su 6 pazienti si basa su una lettera di ricerca iniziale che Schett e colleghi hanno pubblicato l’anno scorso sul New England Journal of Medicine (eccola). Lì si descriveva in dettaglio un’altra applicazione di CAR-T ad una ragazza di 20 anni, curata dal lupus e ancora sana da oltre 18 mesi.

Certo, non è una strada semplice. CAR-T è una terapia complessa da produrre (perchè altamente personalizzata) e attualmente costosissima: può costare fino a 450.000 euro. Brutto da dire, ma dubito che tutti i 5 milioni di malati affetti da lupus nel mondo potranno accedere a questa cura.

Tuttavia, CAR-T potrà essere una ottima opzione quando i farmaci convenzionali falliscono, e tornerà utile anche per trattare altre gravi malattie autoimmuni, compresa la sclerosi multipla.

lupus
A sinistra il Prof. Dr. Andreas Mackensen (Direttore/Dipartimento di Medicina 5, l.). A destra il Prof. Dr. med. univ. Georg Schett (Direttore/Dipartimento di Medicina 3, a destra). Al centro la paziente 20enne Thu-Thao V., curata dal lupus con la terapia cellulare CAR-T. (Immagine: Michael Rabenstein/Universitätsklinikum Erlangen)

CAR-T “addestra” il sangue di un paziente a combattere le malattie

Come funziona CAR-T? È uno dei trattamenti medici moderni che sembrano usciti dalla fantascienza. In primo luogo, il sangue viene estratto dal paziente, quindi viene portato in un laboratorio per la reingegnerizzazione delle cellule T che potenziano il sistema immunitario con proteine ​​speciali chiamate recettori chimerici dell’antigene (CAR). Infine, quei linfociti T infusi di proteine ​​vengono reiniettati nel paziente, dove lavorano per uccidere una malattia bersaglio (per il lupus, i linfociti T sono stati progettati per combattere il CD19).

Sorprendentemente, i sistemi immunitari di questi pazienti tedeschi curati dal lupus sono rimasti sani per tutta la durata del trattamento CAR-T, senza riportare infezioni significative o effetti collaterali dannosi. A differenza di quanto accade nelle persone trattate con CAR-T per il cancro, che possono sviluppare difficoltà neurologiche o tempeste di citochine mortali.

“Sembra il Santo Graal dei trattamenti”, dice non senza enfasi il dottor Mark Leick, che lavora sulle terapie CAR-T al Massachusetts General Hospital.

I pazienti sono tornati a cavalcare, ballare e studiare

Tra le belle storie di CAR-T, Schett racconta che uno dei suoi giovani pazienti, che prima del lupus andava a cavallo, ora lo sta facendo di nuovo. Un altro paziente che faceva il DJ in discoteca ha ripreso da dove aveva lasciato, e uno studente con il lupus è tornato a scuola, cosa che prima sarebbe stata impossibile per lui a causa della stanchezza cronica dovuta alla malattia.

Per ora, come detto, la CAR-T è una terapia sperimentale e costosa, disponibile solo per pochi pazienti selezionati affetti da lupus. Le opzioni standard sono ancora gli steroidi e i farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene.

Ma se puoi davvero spazzare via la malattia con una sola infusione di cellule CAR-T e avere la remissione per molto tempo, penso che non sia così costoso. I costi di una malattia come il lupus negli anni potrebbero arrivare in ogni caso a decine o centinaia di migliaia di euro. E producendo internamente le cellule CAR-T, gli istituti potrebbero abbattere i costi.

Spesso sono pazienti giovani, che hanno tutta la vita davanti a sé. Cancellare una malattia a 20 anni d’età, e consentire ad una persona di vivere per altri decenni in salute non è un costo, ma un guadagno. I sistemi sanitari del mondo devono tenerne assolutamente conto.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn