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Energia

Batterie di accumulo, sorpasso sul gas: costa meno in 43 mercati

L'accumulo a batteria da 4 ore costa meno delle centrali a gas di punta, accese solo nei picchi di consumo, in 43 mercati su 43.

Accumulo, sorpasso fatto: costa meno del gas di punta in 43 mercati
Operaio al lavoro su un grande banco di batterie industriali, immagine d'archivio. Foto: Heru Dharma / Pexels

«È solo l’inizio»: lo scrivevamo nel titolo di un pezzo del 2020 sul mix di energia 100% solare, eolico e batterie di accumulo, con quel 2030 come data d’arrivo che oggi sta a 4 anni da noi. Wood Mackenzie ha confrontato 43 mercati e ha trovato che l’accumulo a batteria da 4 ore costa meno delle turbine a gas di punta in tutti, e che il solare a inseguimento è la fonte nuova più economica in 43 mercati su 48.

Che cosa sono le centrali di punta, e perché l’accumulo le sorpassa

Le centrali di punta (in inglese peaker, e capita di leggere «peaker a gas») sono impianti che la rete accende nelle ore di maggior consumo e spegne subito dopo. Nel confronto sono turbine a gas a ciclo aperto, le più semplici da costruire, messe contro batterie da 4 ore. «Costa meno» si riferisce al costo livellato dell’elettricità, cioè quanto vale in media ogni megawattora tra costruzione, gestione e anni di vita.

Le turbine, intanto, si fanno attendere: TechCrunch scrive che per averne una servono ancora da 2 a 4 anni, con i costruttori di data center che comprano quel che esce dalle fabbriche. Una stima riportata da Utility Dive le colloca intorno ai 550 euro per kW.

Il solare a inseguimento, quello che ruota seguendo il sole, vince in 43 mercati su 48 e l’eolico onshore nei 5 rimanenti: per costruire elettricità nuova il gas risulta la scelta più economica ormai in pochissimi posti.

La batteria entra nel conto quando quell’elettricità va spostata alle ore di sera, ed è lì che incontra la turbina di punta.

Centrale termoelettrica con ciminiera a strisce arancioni e bianche dietro le dune, immagine d'archivio per il confronto tra accumulo a batteria e centrali di punta
Una centrale termoelettrica

Dove il sorpasso si ferma

Le sintesi pubbliche non riportano i prezzi del confronto. L’unica cifra americana, con le batterie dal 65% al 75% più economiche delle turbine di punta, mi è arrivata via email da un portavoce a Utility Dive. Il sorpasso, per ora, sta in un foglio di calcolo.

I mercati, poi, ovviamente non vanno tutti allo stesso passo. In Cina il costo dell’accumulo sta oltre il 55% sotto la media del resto dell’Asia-Pacifico, mentre in Europa il costo chiavi in mano delle installazioni è addirittura salito, di circa il 2%, il primo rialzo in 3 anni.

Il confronto, inoltre, si ferma a 4 ore di scarica: che cosa succeda alla quinta, in una sera lunga, il costo livellato non lo dice. Non ho trovato nemmeno se l’Italia sia tra i 43 mercati, nelle sintesi pubbliche. A luglio 2025 avevamo raccontato come lo storage modulare entra nelle case italiane, e da lì alla rete la strada resta lunga.

In altre parole, la tendenza è bella e chiara, ma non è consolidata.

Che cosa misura il confronto, e chi ha dato le cifre

Pubblicazione: rapporto globale di Wood Mackenzie sul costo livellato dell’elettricità, 8 ottobre 2026 (comunicato), con l’analista Ahmed Jameel Abdullah.

Dati chiave: batterie da 4 ore contro turbine a ciclo aperto in 43 mercati; solare a inseguimento più economico in 43 mercati su 48, eolico onshore negli altri 5.

Per procurarsi oggi una turbina a gas di punta servono da 2 a 4 anni: si arriva al 2028 o al 2030, la data che il nostro titolo del 2020 dava all’energia con solare, eolico e accumulo.

Magari, chissà, per allora la tendenza sarà davvero una certezza.