Costruire una casa off-grid è semplice: quattro muri, un tetto e voilà. Il problema, semmai, è tutto il resto: l’acqua, la luce, il bagno, il riscaldamento, la connessione. Ecco, quel “resto” adesso sta in una specie di tenda elettronica svedese di sette metri quadri, che costa meno di un’utilitaria. Vi ho incuriositi abbastanza?
Si chiama Klumpen: la appoggi dove vuoi, premi “on” e hai le utenze di un appartamento. I primi dieci pezzi escono a settembre 2026. Per chi vuole vivere su un ghiacciaio, c’è la versione in alluminio, che però costa 6 volte tanto.
Si, ma cos’è? Non sono stato abbastanza chiaro, giusto? Bene. Ve la metto semplice: qualcuno ha preso quelle parti di una casa che fanno impazzire tutti (i tubi, i cavi, i permessi, l’idraulico che non risponde mai al telefono) e le hanno infilate in una struttura alta cinque metri, con pannelli solari integrati nella superficie esterna. Dentro ci sono una cucina con due fuochi e microonde, una doccia, un bagno, una pompa di calore aria-acqua per riscaldamento e raffrescamento e una connessione internet via satellite. Il tutto alimentato da una batteria da 7,5 kWh con inverter a 230 volt. L’acqua viene riciclata quando possibile per prolungare la scorta, e le acque nere finiscono in un sistema settico separato.
Missione suicida (con grazia)
Klumpen l’hanno progettata Ebba Hallin e Pelle Backman, due architetti di Stoccolma che lavorano sotto il nome di Himmelsfahrtskommando. In tedesco significa più o meno “missione suicida”, il che dà un’idea piuttosto precisa di come questi due vedano il settore dell’edilizia off-grid. Il prototipo, sviluppato con fondi Horizon Europe dell’UE, è già stato testato. Adesso parte la produzione dei primi dieci esemplari, con un deposito di 2.000 euro per prenotarne uno e un prezzo per la sola spedizione stimato sui 3.000 dollari entro i confini dell’Unione Europea.
La filosofia di Klumpen, l’avrete capito, è andare al nocciolo del problema: il problema della vita off-grid non è alzare quattro muri, è quel piccolo dettaglio del 5% della casa che richiede il 95% del tempo, dei soldi e dei nervi. Klumpen è quel 5%, già pronto, già funzionante, costruito in fabbrica (e quindi, sostengono, molto meno costoso di qualsiasi impianto assemblato pezzo per pezzo in un campo).
Klumpen in cifre: 2×2 metri di impronta a terra, 4,85 metri di altezza, 7 m² di superficie utile. Batteria 3×2,5 kWh (totale 7,5 kWh), uscita a 230V AC. Pompa di calore aria-acqua, acqua calda a 60°C, internet satellitare. Prezzo base: 35.000 dollari. Edizione estrema in alluminio (per vulcani, ghiacciai e “giardini norvegesi”): 198.000 dollari.
Democrazia off-grid (e un pizzico di utopia)
C’è un passaggio nel manifesto del progetto che vale la pena raccontare. I fondatori ricordano che le prime democrazie sono nate dove la gente si costruiva da sé la propria casa: i greci, le nazioni indiane Haudenosaunee, i primi popoli nordici. Proprietà significava autonomia, e autonomia significava avere una voce. Oggi, nel mondo industrializzato, solo lo 0,05% delle persone vive in una casa costruita con le proprie mani. Il resto affitta. O paga un mutuo. Un po’ come dire che siamo tutti democratici, ma nessuno ha più le chiavi di casa.
Ecco, Klumpen vuole essere un passo indietro verso quell’idea. Anche se il passo porta a un capanno nel bosco con connessione Starlink e cucina a induzione.
Perché, vedete, la nostalgia “off-grid” e il desiderio di autosufficienza non sono una moda: sono un sintomo. Un sintomo di stanchezza verso la complessità burocratica, e i costi energetici crescenti. Soprattutto, verso quella sensazione sempre più forte che “la rete” (quella elettrica, intendo) è una prigione, più che un servizio.
Che famo? Se staccamo?
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