L’unico inventore della molecola è anche il CEO della società che la produce, e i risultati spettacolari sono per ora soltanto sui topi. A parte questo (mi sono tolto subito il sassolino), lo University College a Londra ha annunciato il primo trial al mondo sull’uomo di una terapia di ringiovanimento immunitario. Cosa significa? Cellule T esaurite che vengono “resettate”, aspettativa di vita media estesa, ridotta vulnerabilità a HIV, cancro e demenze. Hai detto niente.
Il programma è stato immesso nella corsia rapida dell’agenzia regolatoria britannica, ed è estremamente interessante, ma vale sempre la pena di andarci a spulciare i dettagli, perché la distanza tra quello che si annuncia e quello che si sa è notevole.
Allora, la questione è questa: il sistema immunitario invecchia prima del resto del corpo. Dopo i 60 anni un certo tipo di globuli bianchi, le cellule T del sottotipo CD4+, comincia a stancarsi. I ricercatori parlano di cellule “esaurite” o “senescenti”: ci sono, ma non funzionano più bene. Il loro compito è coordinare la risposta del sistema immunitario, una specie di direttore d’orchestra che dice agli altri globuli bianchi cosa fare quando arriva un virus, una cellula tumorale, un’infezione cronica. Quando il direttore si addormenta, l’orchestra inizia a stonare di brutto.
La terapia, sviluppata dalla biotech britannica SenTcell, è un’iniezione intramuscolare monodose, somministrata come un vaccino qualsiasi. Dentro, c’è una molecola che dovrebbe riavviare il metabolismo delle cellule T esaurite e restituirgli capacità di lavoro associate a cellule più giovani.
Il trial di Fase 1 partirà entro fine anno presso lo University College London e selezionerà adulti con segni evidenti di disfunzione immunitaria, inclusi pazienti con HIV cronico. L’obiettivo è la sicurezza, non l’efficacia: vedere se la cosa fa male, prima ancora di vedere se funziona.
Il ringiovanimento promesso, e qualche conto che non mi torna
L’inventore unico della molecola è Alessio Lanna, professore onorario alla UCL e fondatore di SenTcell. È anche il CEO della società, e il brevetto è a suo nome: la pagina del team dell’azienda lo dichiara apertamente, non è certo un’irregolarità. È, però, una concentrazione di ruoli che gli scienziati indipendenti preferiscono di solito non avere su uno stesso trial: quando l’inventore è anche lo sponsor, le aspettative sui risultati pesano due volte, e quasi sempre nella direzione sbagliata.
I numeri che giustificano l’eccitazione vengono da un preprint del novembre 2025 firmato dal gruppo Lanna su bioRxiv: topi che ricevono il trasferimento di certe vescicole (chiamate, con un certo gusto letterario, “telomere rivers”) rilasciate dalle cellule CD4+ vivrebbero il 70% in più rispetto ai controlli. Spettacolare, ancorché privo di peer review. La storia degli ultimi vent’anni della longevità è piena di topi vissuti tanto e di umani che non hanno guadagnato un giorno.
Mi piacerebbe ricordare almeno una grossa eccezione, ma faccio fatica a trovarla.
Cosa c’è di solido, davvero
Sul versante del meccanismo, va detto, qualcosa di reale c’è. Un paper del 2022 firmato dallo stesso Lanna su Nature Cell Biology aveva descritto un meccanismo di trasferimento di telomeri tra cellule presentanti l’antigene e cellule T. Quello sì, è peer-reviewed, e anche quello è interessante.
Il trial di Fase 1 prova a vedere se lo stesso meccanismo, indotto farmacologicamente, fa qualcosa di buono in un essere umano. La domanda è legittima. La distanza tra “fa qualcosa nei topi” e “fa qualcosa di utile in clinica” è la stessa che porta tre quarti dei farmaci promettenti verso il cestino.
Per chi segue il dossier longevità: delle cellule T come possibile fonte della giovinezza scrivemmo nel 2024, con un altro angolo. Allora si parlava di rigenerazione spontanea. Stavolta di una molecola da iniettare, con un brevetto e una società dietro. La differenza è tutta qui.
Il preprint sui topi, in breve
Pubblicazione: Lanna A., Valvo S., Dustin M.L., Rinaldi F., “CD4⁺ T cells confer transplantable rejuvenation via Rivers of telomeres”, preprint su bioRxiv (novembre 2025, non peer-reviewed). DOI: 10.1101/2025.11.14.688504.
Dati chiave: estensione della durata di vita del 70% in topi trattati con vescicole telomeriche da cellule CD4+. Conflitto d’interesse dichiarato: l’autore principale è azionista e inventore unico dei brevetti SenTcell. Il meccanismo di base (trasferimento telomeri APC→T) è descritto nel paper del 2022 su Nature Cell Biology (PMID 36109671), questo sì peer-reviewed.
Quanto manca prima dell’uso clinico
Orizzonte stimato: 10-15 anni nel caso ottimistico, forse mai nel caso pessimistico.
La Fase 1 misura la sicurezza, non l’efficacia. Per arrivare in clinica servono Fase 2 (efficacia su gruppi piccoli), Fase 3 (efficacia su gruppi grandi), e ovviamente l’approvazione regolatoria. Ogni passaggio, di solito, elimina circa il 50% dei candidati.
Intanto qualcuno, da qualche parte a Londra, riceverà entro qualche mese la prima iniezione. È solo la Fase 1, certo, ma è anche un piccolo evento storico: il primo essere umano a provare un’iniezione di ringiovanimento immunitario in un trial regolare.
Speriamo abbia portato un libro per l’attesa.