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Un visore prova a riconoscere la commozione cerebrale a bordo campo

Un visore a infrarossi di Harvard misura in 2-3 minuti la commozione cerebrale dei ragazzi in campo: ha vinto il Dyson Award.

Il visore Rumble Rims con pallone e fischietto: uno schermo e due telecamere per riconoscere la commozione cerebrale
Render: Rumble Rims / James Dyson Award

Un ragazzo prende una gomitata in testa a metà partita, si rialza e giura di stare bene: chi decide se può restare in campo? Per una commozione cerebrale decide ancora quasi sempre l’occhio di un adulto a bordo campo. Da adesso ci proverà Rumble Rims, un visore nato a Harvard che misura in 2-3 minuti come si muove lo sguardo, che ha appena vinto il James Dyson Award per la medicina.

Come fa un visore a riconoscere una commozione cerebrale

L’hanno ideato Radhika Saran, Cleo Pontone e Sophia DeVito, tre studenti di Harvard, e la parte difficile è stata tenere ferma la testa. I primi prototipi erano caschi e paradenti, poi stanze oscurate e strutture espandibili, tutti troppo ingombranti per una panchina. Alla fine hanno ribaltato il ragionamento: se la testa si muove, il visore si muove con lei.

Il modello finale ha due telecamere a infrarossi ai lati e specchi inclinati di 45 gradi. Riflettono l’infrarosso verso le camere e lasciano passare la luce visibile, così chi lo indossa vede lo schermo, tenuto a un braccio di distanza. Per 2-3 minuti un esercizio fa seguire, fissare e muovere gli occhi. I movimenti anomali rivelano un disturbo neurologico dopo l’impatto, secondo il team anche senza un test di riferimento fatto prima.

Il team di Harvard che ha ideato Rumble Rims, il visore per la commozione cerebrale
Foto: James Dyson Award

Un display per l’allenatore trasforma i dati in un consiglio immediato. Una dashboard raccoglie i test ripetuti nelle settimane dopo, così famiglie e medici seguono il recupero. Il team precisa che si tratta di uno screening e non di una diagnosi, e che la decisione sul rientro resta a un medico.

Perché la commozione cerebrale sfugge ai controlli sulla panchina

I sintomi possono comparire fino a 72 ore dopo il colpo. Nel frattempo il giocatore resta spesso in partita, perché una botta alla testa si nota poco e in una gara importante si tende a sminuirla. Gli strumenti oggettivi esistono ma vivono nelle cliniche. Un sistema clinico da circa 46.000 euro (conversione nostra a 0,92 dal prezzo citato dal team) è fuori portata per una scuola di quartiere.

I controlli a vista per una commozione cerebrale dipendono invece da chi guarda e da quanto ha voglia di vedere. Da qui parte Rumble Rims, che vuole mettere dati oggettivi in mano ad allenatori e famiglie nel momento del rischio, senza ospedale e senza specialista.

Cosa c’entra il visore con la morte di Jesús de Miguel? Niente, ma…

Lunedì 2 novembre, in una partita della seconda divisione spagnola tra Tenerife e Andorra, l’attaccante Jesús de Miguel, 30 anni, è stato colpito al petto dal portiere avversario Jesús Owono. Portato in ospedale dopo un arresto cardiaco, è morto: il club lo ha comunicato martedì. La polizia spagnola ha aperto un’indagine, come la legge prevede per le morti non naturali. Il procuratore capo di Santa Cruz de Tenerife ha detto che un procedimento penale è improbabile, perché lo scontro è avvenuto durante il gioco.

Un colpo al torace con arresto cardiaco è una lesione diversa da una commozione cerebrale. Un visore che legge i movimenti degli occhi non ha nulla da dire sul cuore. Rumble Rims non lo pretende, e nessuno può sostenere che avrebbe cambiato quel pomeriggio. Resta il fatto che a bordo campo certe decisioni si prendono in pochi secondi e con poco in mano.

Quanto manca prima di vederlo a una partita di ragazzi

Il visore per la commozione cerebrale è un prototipo. Nella scheda dei vincitori compaiono l’architettura dell’hardware, l’esperienza del test e l’intero ecosistema, ma nessun dato di accuratezza su atleti veri. Il passo successivo è la validazione con atleti, allenatori, preparatori e consulenti medici. Poi vengono un prototipo più rifinito e i progetti pilota con scuole e programmi giovanili. Il premio da 30.000 sterline resta sotto il prezzo di quei sistemi clinici e da solo non basta a farne un prodotto.

A dicembre 2023 avevamo raccontato EyeD, il dispositivo dell’Università di Birmingham che leggeva i traumi cerebrali dall’occhio. Era stato provato solo su occhi artificiali e su occhi di maiale post mortem. Quasi tre anni dopo l’idea è arrivata a una panchina scolastica, con la stessa etichetta di allora. Nel frattempo l’oculomica ha avuto uno studio su 74mila persone.

Rumble Rims in breve, dalla scheda del James Dyson Award

Premio: vincitore globale per la medicina del James Dyson Award 2026, 30.000 sterline, scelto tra 2.294 candidature da 28 Paesi e regioni, come riferisce ProductNation.

Dati chiave: 2 telecamere a infrarossi laterali, specchi a 45 gradi, test di 2-3 minuti, display per l’allenatore e dashboard di recupero.

Quando potrebbe arrivare nelle scuole

Orizzonte stimato: la scheda non indica date. La nostra previsione, datata novembre 2026, è di almeno 3-5 anni per i primi progetti pilota con dati pubblicati. Più a lungo servirà per la convalida come dispositivo medico.

Servono dati di accuratezza su atleti veri e un percorso di approvazione medica. Le prime a guadagnarci sarebbero le scuole e le squadre giovanili senza un medico a bordo campo.

Per ora, a bordo campo, una commozione cerebrale la riconosce quasi sempre un adulto che guarda negli occhi un ragazzo e gli chiede quante dita ha davanti.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn