Un selfie può dire quanto vivrà una persona con un tumore? Per i ricercatori di Mass General Brigham, il sistema ospedaliero legato ad Harvard, può aiutare a stimarlo. L’algoritmo FaceAge ricava l’età biologica da una foto del volto.
Fra i pazienti in radioterapia, chi appare più vecchio dei propri anni tende a sopravvivere meno, come spiega il centro sul suo sito. Per ora resta uno strumento di ricerca, e la decisione sulle cure spetta (ovviamente) al medico.
Come fa un selfie a raccontare l’età biologica
L’età sul documento conta gli anni dalla nascita, quella biologica misura l’usura. Un po’ come il contachilometri di un’auto, che segna la strada fatta e tace sul motore, magari vissuto in garage o su uno sterrato. Il documento dice quanti anni sono passati, il volto quanto sono costati.
FaceAge prova a leggere quell’usura dal viso. L’hanno addestrato su 58.851 foto di persone presunte sane con più di 60 anni, quasi tutte prese da IMDb e Wikipedia. Poi lo hanno provato su 6.196 pazienti oncologici, fotografati di routine all’inizio della cura. In media i malati apparivano 4,79 anni più vecchi di un gruppo di confronto senza tumore, formato da 535 persone.
Come faccia il marchingegno resta poco chiaro. Gli autori ipotizzano che guardi la massa muscolare e la zona intorno agli occhi, riferisce WBUR.
A marzo 2024 avevamo raccontato un indice basato su 25 metaboliti del sangue, a ottobre un tampone sulla guancia: per l’età biologica serviva un campione. A maggio 2020, invece, il selfie serviva a indovinare il carattere, con il 58% di risposte giuste contro il 50% del caso.
Quanto pesa un volto che invecchia in fretta
Lo studio uscito a maggio 2025 su The Lancet Digital Health mette in fila i numeri. Ogni 10 anni di FaceAge in più risultavano associati a un rischio di morte più alto del 15%, a parità di età, sesso e tumore. Il risultato più concreto riguarda le cure palliative: con FaceAge l’affidabilità dei pronostici fatti dai medici passa da 0,74 a 0,80.
Per capirsi, 0,50 è il lancio di una moneta e 1 la perfezione.
Lo studio di aprile: due foto invece di una
Ad aprile 2026 lo stesso gruppo ha pubblicato su Nature Communications un secondo lavoro, con 2 foto per paziente. L’indice Face Aging Rate (FAR) misura quanto in fretta cambia FaceAge tra uno scatto e l’altro. I pazienti erano oltre 2.270, curati al Brigham and Women’s Hospital dal 2012 al 2023 con almeno 2 cicli di radioterapia. Secondo The ASCO Post, l’hazard ratio, l’indice di rischio aggiustato sale da 1,25 per foto ravvicinate (meno di 1 anno) a 1,65 per foto distanti 2-4 anni. Un valore sopra 1 indica più rischio di morte.
Gli studi di Boston su FaceAge, con i numeri
Pubblicazione: Dennis Bontempi e altri 21 autori, FaceAge, a deep learning system to estimate biological age from face photographs to improve prognostication, pubblicato su The Lancet Digital Health (2025). DOI: 10.1016/j.landig.2025.03.002.
Dati chiave: hazard ratio per decennio di FaceAge di 1,151 su 4.906 pazienti con tumori vari e di 1,117 su 717 pazienti in cure palliative.
Selfie “veggenti”, fin dove arrivano i dati
Tutte le cifre di sopravvivenza vengono da persone che avevano già un tumore e stavano per iniziare la cura: chi un tumore non lo ha compare solo nel gruppo di confronto e fra le foto d’addestramento, che lo studio descrive come di persone “presunte sane”. Ed è da questo lato che guarda Hugo Aerts, direttore del programma di intelligenza artificiale in medicina del centro: spera in nuovi studi sulle altre malattie croniche e sulle persone sane.
Intanto i ricercatori stanno verificando quanto possano pesare sulle stime le procedure estetiche e l’origine etnica, in attesa dei brevetti su FaceAge e sulle tecnologie collegate.
Dalla foto di reparto al protocollo: i tempi
Orizzonte stimato: 5-10 anni per un uso di routine in oncologia, stima della redazione.
Servono trial prospettici, già in preparazione ma senza date, e verifiche su popolazioni più varie. Il vantaggio andrebbe prima a radioterapisti e pazienti in cure palliative, dove FaceAge ha già migliorato i pronostici fatti dai medici. La stima prevede l’andamento di un tumore già noto e lascia la diagnosi agli esami.
Le foto su cui FaceAge ha imparato a stimare l’età dei malati sono quelle che l’ospedale scatta ai pazienti all’inizio della radioterapia: che cosa legga l’algoritmo in un selfie fatto a casa, con la luce del bagno e un filtro, i dati finora pubblicati non lo dicono.