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Passi avanti verso il sangue in polvere

Avere a disposizione del sangue per poter operare delle trasfusioni è cruciale durante un’emergenza: purtroppo il sangue richiede un trattamento speciale, va refrigerato e averlo sempre “pronto all’uso non è facile”, ma come cambierebbe la situazione se il personale medico fosse equipaggiato con confezioni di sangue in polvere da mescolare ad acqua per essere immediatamente utilizzate?

La medicina trasfusionale combatte da decenni con le limitazioni rappresentate dalla difficile conservazione del sangue. Il sangue va tenuto al freddo, ha un’emivita di 42 giorni e poi non è più usabile, e una volta portato fuori dal frigorifero può essere adoperato solo nel corso delle 4 ore successive: un vero e proprio incubo per i soccorritori di tutto il mondo, e provoca un fabbisogno costante che richiede di continuo donatori. All’Università di Saint Louis, in Missouri, i ricercatori stanno trasformando uno scenario fantascientifico in realtà: il sangue in polvere.

Il progetto in corso d’opera ha prodotto un surrogato artificiale del sangue, chiamato ErythroMer: si tratta di un risultato allo stato embrionale che tuttavia ha ottenuto significativi risultati nei test sui topi. Gli studi hanno mostrato che ErythroMer è in grado di rilasciare correttamente ossigeno nei tessuti esattamente come il normale sangue, e i medici sono riusciti a “riportare in vita” ratti in shock che avevano perduto il 40% di sangue.

I risultati sono stati presentati lo scorso Dicembre nell’annuale meeting della Società Americana di Ematologia.

Saranno necessari ancora diversi stadi di ricerca per determinare un possibile uso sull’uomo del “sangue in polvere”: i prossimi passi sono quelli relativi ai test su animali più grandi per escludere tossicità di ogni genere, la produzione su scala maggiore e successivamente test sull’uomo. Se funzionerà, con l’utilizzo di ErythroMer una gamma enorme di situazioni critiche potrà essere affrontata in modo totalmente nuovo.

Approfondimenti: La pagina dedicata ad Erythromer sul sito dell’Università di Saint Louis: https://otm.wustl.edu/technologies/erythromer-blood-substitute/