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Singolarità: Kurzweil prevede computer intelligenti come esseri umani entro 12 anni.

Secondo il futurologo e ingegnere capo di Google Ray Kurzweil la singolarità si avvicina a passi da gigante.

“Entro il 2029 i computer avranno lo stesso livello di intelligenza umana”. E’ la dichiarazione fatta in una recente intervista alla SXSW Conference.

Cos’è la singolarità? (Giova sempre ricordarlo)

E’ un processo-evento che porterà  l’intelligenza dei computer ad un livello superiore di quello degli esseri umani. E secondo i maggiori esperti della materia sembra avvicinarsi nel tempo. Anche il fisico teoretico Stephen Hawking anticipa la data collocandola in un lasso temporale inferiore ai prossimi 30 anni.

Stessa previsione viene dal CEO di Softbank Masayoshi Son, che con le sue attività è parte attiva di questa transizione.

“Penso che un grande cambio di paradigma stia arrivando,” ha dichiarato ad ottobre in conferenza stampa. Discutendo i dettagli di un fondo di investimento da 100 miliardi di euro, ha ribadito le sue intenzioni. “La singolarità è il più grande tema di dibattito. E sarà realtà entro 30 anni”.

Allo stato attuale un computer deve essere in grado di superare il test di Turing per determinare la sua capacità di “pensiero”. Kurzweil non sembra preoccupato dai moniti sui pericoli dell’intelligenza artificiale, nonostante arrivino da più parti (tra gli altri Elon Musk e Bill Gates). “Non è realistico pensare che una intelligenza artificiale possa ridurre il mondo in schiavitù. Già oggi ne vediamo all’opera miliardi”.

Nonostante tutto tra Kurzweil e Musk c’è più di un punto in comune sulla visione di singolarità. Tanto per cominciare, la necessità di integrare uomo e macchina il più possibile, per “umanizzare” l’intelligenza artificiale (e potenziare l’essere umano). Una convergenza che in forma minuscola avviene anche adesso (protesi robotiche, esoscheletri, progetti su pazienti malati di Parkinson).

“La singolarità ci rende, ci renderà più intelligenti,” conclude. “Le macchine potranno non essere integrate nel nostro corpo, ma entro il 2030 ci connetteremo a loro. Interfacceremo la nostra neocorteccia con una macchina per gestire dati e regolare le percezioni. Ci semplificherà molte cose. E ascoltare musica o fare altri generi di esperienze sarà più elettrizzante che mai”.