Hot Pot Speciale Elezioni in Israele

Robotica

Hotel Giapponese nei guai: i robot hackerati nelle stanze spiavano gli ospiti

Robot alla reception, robot sul comodino, nessun umano in giro. C'è un sacco di privacy in questo hotel Giapponese, nevvero? Errore.

egor baburin tapia robot 02
egor baburin tapia robot 02

Diciamolo, è l’incubo di piccoli e grandi paranoici quello di trovarsi in albergo, rilassati e nella disinvoltura della propria privacy (mi sono piaciuto, ci ho girato intorno proprio bene), scoprendo poi di essere sbirciati da qualche guardone sconosciuto.

Anche i complottisti la indovinano, purtuttavia. È successo davvero. La catena giapponese di hotel HIS Group ha chiesto scusa ai clienti per aver ignorato i possibili segnali che i suoi robot nelle stanze fossero stati hackerati, permettendo a ignoti di spiare da remoto le attività degli ospiti.

L’Henn na Hotel è praticamente gestito dai robot, un po’ come l’avveniristico hotel di Alibaba in Cina. Gli ospiti vengono ricevuti da androidi con forme umanoidi o di dinosauro prima di procedere verso le loro stanze.

Una volta sulla soglia, la tecnologia di riconoscimento facciale darà il via libera, e i clienti soddisfatti faranno ingresso nella stanza, salutati festosamente da un altro robot assistente.

Scusa, potremmo almeno girare la testa a questo coso prima di…? – Ma che dici, su, cosa sono questi pensieri? È solo un pezzo di latta! Vieni qui, copuliamo senza remore, lontani da occhi indiscreti!

Qualcosa è andato storto coi robot

Qualche settimana fa un esperto in sicurezza informatica ha rivelato su Twitter di aver avvertito già a luglio i vertici di HIS Group sul rischio che i robot nelle stanze dell’hotel giapponese fossero facilmente hackerabili. Con un po’ di pratica sarebbe stato possibile connetterli in rete e usare da remoto la telecamera e il microfono in dotazione ai dispositivi.

Il silenzio dell’azienda ha insospettito il ricercatore, che la settimana scorsa ha deciso di rendere pubblica la vulnerabilità dei robot.

L’Henn Na Hotel è uno dei 10 hotel giapponesi che fa uso di robot per sostituire in tutto o in parte il personale interno.

Il “difetto” al momento è stato riscontrato solo nei robot di un modello, il Tapia (lo vedete in foto: sembrava innocuo), non è chiaro se il problema sia riscontrabile anche nelle altre strutture ricettive.

Hotel Giapponese, il robot voyeur
Ecco uno dei Tapia, i modelli di robot “spioni”. Quanto è Black Mirror questa cosa?

Frattanto, spiega il Tokyo Reporter, HIS Group si è finalmente palesato con un classico tweet pieno di grazioso formalismo tutto nipponico: “ci scusiamo per ogni disagio causato”.

Il giornale ha riferito che l’azienda considerava tutto sommato bassi i rischi e per questo non aveva preso alcun provvedimento.

Ora però sta procedendo, pare, all’aggiornamento dei robot “che sapevano troppo”.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn